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Robur, le ultime parole
Scritto da Alberto Giunchi @DoctorWaldo
Giovedì 04 Luglio 2013 4 Commenti Stampa
Le spiegazioni, le accuse, i rimpianti, la delusione e la rabbia per la dirigenza pesarese che in due ore di conferenza stampa cerca di raccontare la sua verità su quello che è accaduto
Qualche faccia triste, qualcuno che la notte della scomparsa della Robur non ha chiuso occhio ed altri personaggi che gravitano attorno alla società nella sala dell'hotel Flaminio, schivando turisti bloccati da un sole timido, per il discorso di addio, per il momento, della società pesarese dai piani alti della pallavolo italiana. E sulla scrivania in mogano da sinistra a destra Barbara Rossi, Giancarlo Sorbini e Sandro Sardella.

Inizia Sorbini.
"Prima di tutto un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno appoggiato ed aiutato in questi annate sportive. Volevo partire dalla scorsa stagione quando abbiamo allestito una squadra in un periodo storto, abbiamo comunque concluso nonostante defezioni di alcuni sponsor con dieci giocatrici dieci e le ragazze hanno dimostrato sul campo di essere valide arrivando anche a vestire la maglia delle loro Nazionali".

"Un plauso anche a Piero Babbi, uno che di volley ne capisce. Poi è vero che ha il suo carattere ma con noi è sempre stato onesto nei rapporti umani".

"C'è poco da dire, non potevamo più permetterci i budget dei tempi d'oro, avevamo progettato un percorso che prevedeva Robur in A1 e settore giovanile di qualità con la Snoopy in crescita con le ragazzine e la sua B1 propedeutica alla massima serie. Un progetto che in pochi in Italia hanno portato avanti, con un settore tecnico comune e ben qualificato."

"Da sempre si è investito tanto tempo e sudore nel lavoro tecnico perchè abbiamo capito che ciò porta frutti. Trasportando quello che ci regalavano gli allenatori quotati come Zè Roberto e compagnia alla Snoopy, per poter sviluppare le potenzialità delle atlete meno esperte. Perchè, ribadisco, si voleva far sì che ci fosse un passaggio naturale tra le due realtà. Due assetti diversi per un progetto comune, questo era il succo del nostro progetto."

"Ci tengo a ribadire che non siamo contro nessuno sport che si pratica in città, abbiamo rapporti quotidiani con tanti dirigenti di altre società perchè a me piacerebbe che la presenza di Pesaro nello sport dovrebbe essere completa, a tutti i livelli con un'obbiettivo di creare una sorta di polisportiva che potrebbe essere gestita dall'amministrazione comunale."

"Ora l'idea di continuare ad andare avanti c'è, col nostro stile e con le nostre maniere. E tutti i messaggi che abbiamo ricevuto testimoniano tutto quello che abbiamo fatto e costruito in questi anni. Ricordiamo anche che la formazione di B1 ha codice Robur, ed io rimarrò presidente Robur con la Barbara che rimarrà presidentessa della Snoopy. Chiaro che la gestione si farà assieme unendo le varie competenze e con gli stessi principi."

Poi Sandro Sardella che va vicino alle calde lacrime.
"Sono sincero, ancora debbo metabolizzare quello che ci è capitato da un'istante all'altro. Importante: non è assolutamente vero che non ci siamo iscritti per le regole rigide imposte dalla Lega Volley. Anzi, eravamo pronti ad iscriverci ma se non hai il 70, 80% dei soldi per onorare gli impegni allora è meglio non partire."

"Anche nel 2012/13 c'eravamo nonostante uno sponsor si sia defilato all'ultimo momento ma sapevamo di poter arrivare alla fine. Quest'anno invece non era fattibile. Ma quello che mi amareggia clamorosamente è che tutto il passato, tutto quello che abbiamo vinto ed abbiamo dato a Pesaro non ci è stato riconosciuto dalla città e sono altresì stupito che non si siano trovati 200.000 euro per proseguire l'avventura".

"Per me è dura ripartire da dietro, tutto questo è uno stimolo ma non è facile da affrontare in queste ore. Perchè fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno utile pensavamo di farcela ed è per questo che non abbiamo mai pensato di vendere i diritti nè di fonderci con Urbino".

Conclusione con Barbara Rossi, numero 1 della Snoopy
"Sono arrabbiatissima e dico che tutta l'Italia della pallavolo ha vissuto un lutto, una delle società più serie del panorama italiano che sparisce. Procuratori ed atlete sono disperati, perchè noi abbiamo sempre lavorato con criterio. C'è poco da nascondere, sono delusa e sono sincera quando dico che Pesaro ha fatto una grossa ingiustizia alla nostra società."

"Ripartiamo con questa B1, e per una B1 decorosa ci vogliono almeno 150.000 euro, con la partecipazione delle persone che ci sono ora. Stiamo aspettando uno sponsor e visto che non hanno voluto aiutare un'A1 almeno ci diano una mano ora."

Comments  

+1 #4 Turco
17-07-2013 13:59
Dateli a me 150.000 euro!!!!!!
+7 #3 Nicola81
08-07-2013 08:41
Si è rinunciato alla A1 perchè mancavano 70mila Euro e ora se ne chiedono 150mila per la B1? Mi sembra di sognare!
+8 #2 supermeo
07-07-2013 10:23
sig. Barabara ROssi vergognati a chiedere 150.000 euro per fare la B1 ? DOVE li mettete/metterete tutti quei soldi?
+12 #1 axel
05-07-2013 15:39
una B1 di uno sport come la pallavolo femminile 150.000 euro ? ma voi siete pazzi, tutti pazzi a cominciare anche dal calcio che gia' dalla Promozione/Eccellenza gira la stessa cifra per fare una stagione..ma vi rendete conto che siamo alla frutta e che non si arriva a fine mese?..giocate con le ragazzine gratis con squadre limitrofe e basta..nello sport dilettantistico non devono girare soldi, solo rimborso spese per km per trasferte..

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