PS.COM Pagina3 Vuelle Nuovo logo per la Vuelle: perché, perché, perché?
Nuovo logo per la Vuelle: perché, perché, perché?
Scritto da ludwig
Mercoledì 24 Novembre 2010 0 Commenta Stampa
Ecco in anteprima il nuovo logo della Vuelle. Non un grande scoop, dato che campeggiava già stamattina sul sito ufficiale; poi qualcuno in società, essendo in programma nientemeno che una conferenza stampa per presentarlo al mondo, ha pensato che fosse meglio non anticiparne l’uscita riposizionando così il vecchio logo.

Diciamo pure che siamo delusi. L’idea di usare una silhouette stilizzata per separare due elementi ha almeno 40 anni: qualcuno direbbe che “è un classico”, ma adottarlo nel 2010 significa non aver migliore intuizione che reinventare la ruota. E’ del 1968 il battitore bianco che nel logo della MLB (tuttora vigente) separa con il suo profilo gli altri due colori della classica policromia americana, il rosso e il blu. L’anno successivo l’NBA riprese l’idea immortalando Jerry West in palleggio e di lì in poi una miriade di leghe sportive si adagiarono beatamente sulla stessa logora idea, non ultima la Serie A di Volley femminile nostrana, nientemeno.

Si sentiva il bisogno di questa ennesima versione alla pesarese? Nel nuovo logo della Vuelle l’idea di fondo è separare la V e la L con un giocatore sbracciato in dubbie movenze tecniche (o forse è pallamano) la cui forza dinamica è del tutto annichilita dai piedi che paiono irrimediabilmente piantati in un blocco di marmo (in realtà un’analisi approfondita rivela che quel blocco di marmo altro non è che lo spazio bianco tra la V e la L; uno sforzo immaginifico avrebbe riempito di rosso tale vuoto: il giocatore si sarebbe librato in volo senza compromettere la lettura delle lettere). Le stesse ‘V’ e ‘L’ sono composte con un font talmente pesante da frenare ancora di più il povero atleta, e la cacofonia visiva generale è completata magistralmente dalla scritta Pesaro, che usa un font al contrario molto più leggero (e che non trasmette nulla), e dalla orrenda melassa bianca “effetto fantasma” che avvolge il tutto (che forse è un espediente utilizzato soltanto “per rendere più leggibile” il logo sullo sfondo scuro del sito).

Ok, ci sarà sempre di peggio - ringraziamo la Fip per questo traguardo inavvicinabile. Ed è vero che il vecchio logo (a destra) (a sinistra), che la leggenda vuole sottoposto in extremis a Montini per inviarlo in Lega a titolo provvisorio, non aveva qualità; ma nel suo piattume aveva almeno una sua coerenza e persino una certa dignità.

Ex cathedra vostro,
Oliver Tuscanies

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