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L'Uruguay si conferma regina latina
Scritto da Alan Palombi @alanpalombi
Martedì 26 Luglio 2011 0 Commenta Stampa
Per la quindicesima volta nella storia, ed è un record, la Copa America prende la strada di Montevideo. Contro il Paraguay la Celeste si impone agevolmente nella finale fissando il risultato per 3-0 grazie al gol di Suarez in avvio e alla doppietta di Forlan nei finali dei due tempi. Si impone la formazione che ha meritato di più nell'arco di tutto il torneo, quella risultata più solida, con maggiore organizzazione e disciplina tattica. Un grande Luis Suarez (eletto miglior giocatore del torneo) è stato sicuramente determinante per la conquista della Copa ma a brillare sono stati anche altri giocatori della rosa. Un Muslera in grande spolvero, ad esempio, sembra sprecato per il campionato turco come l'ex juventino Caceres, apparso la bellissima copia di quello visto con i colori bianconeri un paio di stagioni fa. L'Uruguay è sicuramente una squadra collaudatissima, formata da un mix di giocatori esperti e giovani interessanti, capace di bissare il primato tra le sud americane ottenuto in Sud Africa un anno fa. Tabares, quindi, può stare tranquillo per il futuro, potendo contare su buoni elementi in prospettiva ad iniziare dal ventenne difensore Sebastian Coates, eletto miglior giovane del torneo.
I numeri parlano a favore della Celeste che tra le 4 arrivate in fondo fa registrare il miglior attacco (9 reti) e la miglior difesa (3), chiudendo imbattuta la competizione in un crescendo veramente esaltante. Buona parte di questa Copa la formazione uruguaiana l'ha ottenuta negli ottavi, riuscendo a far fuori ai rigori i rivali storici dell'Argentina. In semifinale, contro il Perù, è riuscita ad imporsi alla lunga dopo un momento di poca brillantezza ma contro il Paraguay non c'è stata proprio partita.

I biancorossi possono comunque ritenersi soddisfatti della medaglia d'argento, anche se questo secondo posto sembra più frutto dei demeriti altrui che delle capacità proprie. Dopo il turno eliminatorio (nel quale l'Albiroja aveva realizzato 5 reti), nella fase ad eliminazione diretta gli uomini di Gerardo Martino  non sono mai riusciti a trovare la via del gol, approdando in finale solo grazie alla sciaguratezza del Brasile e l'inesperienza del Venezuela dagli undici metri. Sugli scudi per il Paraguay il portiere Justo Villar che seppur in finale risentisse di problemi fisici, è stato eletto come miglior numero 1 avendo più volte nel torneo tenuto a galla i suoi con interventi strepitosi.

Soddisfatti possono ritenersi anche quelli del Perù e del Venezuela. I primi sono riusciti a portare a casa una medaglia continentale dopo 28 anni ed a conquistare la classifica dei capocannonieri con Josè Guerrero, autore di 5 reti nel torneo (3 nella finalina per il terzo posto). La Vinotinto, invece, per la prima volta riesce ad arrivare fino alla fine del torneo e forse con un pizzico di fortuna in più avrebbe anche potuto aspirare a giocare la finale.

Va dunque in archivio la Copa America numero 43, piena di sorprese ma anche di delusioni e che non verrà ricordata sicuramente per lo spettacolo mostrato in campo. Su 26 partite, ben 11 sono finite in parità (3 volte nella fase ad eliminazione diretta) con una media di 2 reti a partita anche se nelle finali sono stati segnati praticamente gli stessi gol (8) di quelli visti tra quarti e semifinali (9). Per la rivincita le big deluse dovranno aspettare 4 anni, fino a Brasile 2015 con l’antipasto mondiale un anno primo sempre in casa Carioca.

Riepilogo partite:

Perù-Venezuela 4-1 (23/07/2011)
Risulta desolatamente vuoto lo stadio de La Plata, tranne che nelle curve, divise equamente tra i tifosi delle due formazioni, per la finale che assegna il terzo posto. Nessuna sanzione da parte della federazione sud americana (CONMEBOL) dopo la rissa in semifinale tra Pataguay e Venezuela, quindi nessuna assenza per Farias tranne l'infortunato Perozo. Assente il fiorentino Vargas, invece, tra le file del Perù per squalifica. La partita inizia subito forte con entrambe la squadre propositive e senza tatticismi. Meglio il Venezuela che gioca con disinvoltura creando alcune occasioni pericolose. Per due volte i Vinotintos andrebbero in vantaggio ma entrambe le reti vengono annullate per altrettanti fuorigioco. Il Perù non sembra esprimersi coralmente ed i capovolgimenti di fronte sono sempre sprecate da azioni personali troppo egoiste. Andini più pericolosi su calcio da fermo da dove creano i problemi maggiori alla porta di Vega. Al 41' il Perù trova il vantaggio con Chiroque che si avventa sulla palla vagante in area approfittando di un contropiede di Guerrero concluso calciando debolmente e trasformatosi in assist involontario. La ripresa comincia con il Venezuela determinato a trovare il pareggio andandoci vicino per due volte con Fedor nei primi dieci minuti. Al quarto d'ora la Vinotinto va sotto anche nel numero di giocatori in campo per l'espulsione diretta del capitano Rincon dopo un'entrata pericolosa su Lobaton, costretto poi ad essere sostituito. La superiorità numerica porta subito i sui frutti ed il Perù raddoppia al 18' con Guerrero che approfitta di una disattenzione della difesa avversaria. Farinas ci crede ed inserisce altri due giocatori offensivi come Rondon e Arango. La partita sembra spegnersi con gli andini che controllano bene il gioco andando anche vicini al tris. La Vinotinto non si arrende ed al 34' accorcia le distanze con Arango ben innescato sul filo del fuorigioco da Orozco. Il Venezuela prende fiducia arrivando vicino al pareggio con Cichero che però spreca da due passi. Non sbaglia invece Guerrero che al 90' assicura il podio ai suoi con una bella azione personale conclusa da un diagonale preciso e vincente. Sembra finita ma non per il capitano peruviano che al terzo minuto di recupero si porta in testa alla classifica cannonieri mettendo a segno la sua tripletta personale.

Uruguay-Paraguay 3-0 (24/07/01)
Si gioca allo stadio Monumental di Buenos Aires la finale che determinerà la vincente dell’adizione 2011 della Copa America. Nessuna assenza influente in entrambi gli organici con Cavani ritornato disponibile tra le fila celesti ma lasciato in panchina in via precauzionale. L'Uruguay parte fortissimo arrivando vicino alla rete dopo appena 180 secondi ma Villar prima e un tocco di mano sulla linea non sanzionato di Ortigoza, poi, salvano il Paraguay da un inizio ad handicap. In campo si vede solo la Celeste che al minuto 11 passa in vantaggio con una rete di Suarez ottimo nel controllo volante di destro e fortunato sul diagonale di sinistri deviato da un difensore. Il Paraguay tenta su calcio da fermo a creare occasioni pericolose per la porta di Muslera senza però troppa efficacia. Gli uruguaiani tengono più spesso la palla ed agli avversari non rimane che affidarsi ai falli per contenere le incursioni celeste-nero. Anche tra le fila dell'Uruguay cresce un pizzico di nervosismo così l’arbitro è costretto a fischiare spesso spezzettando  la partita. Tra tante botte, si vede qualcosa di meglio dai giocatori con la maglia celeste. Al 41' Forlan raddoppia chiudendo di fatto la partita con un sinistro micidiale. Il capitano uruguaiano sfrutta un assist centrale di Rios per tornare alla rete in nazionale dopo 13 mesi. La ripresa parte con il Paraguay alla ricerca del gol che possa riaprire la partita ma il tentativo da fuori di Valdez pochi minuti dopo la ripresa delle ostilità si infrange sulla traversa della porta difesa da Muslera. La Celeste è costretta ad abbassare i ritmi per non correre ulteriori rischi, riuscendo a spegnere piano piano le modeste velleità di rimonta biancorosse. L'Albiroja non è squadra da impresa, si placa con il passare dei minuti scoraggiata dal risultato e subisce addirittura il gol del 3-0 ad opera ancora di Forlan, ben lanciato in contropiede da una combinazione Cavani-Suarez. Corre il minuto 89’ ed è la zampata definitiva che mette la Copa in bacheca.

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