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In Copa America finalmente si svegliano le big
Scritto da Alan Palombi @alanpalombi
Venerdì 15 Luglio 2011 0 Commenta Stampa
L’ultima giornata dei gironi eliminatori di Copa America, fortunatamente, è in netta controtendenza rispetto alle due precedenti partire. I numeri sono eloquenti. Di sei gare, soltanto una finisce in parità e vengono realizzate ben 17 reti, quasi quanto fatto nelle prime due giornate complessivamente (8+10).  L'inversione di tendenza riguarda anche le prestazioni delle favorite che, seppur con qualche alto e basso di troppo, riescono tutte, o quasi, ad ottenere i tre punti nell'ultimo impegno. Argentina, Uruguay e Brasile finalmente si sbloccano sul piano del risultato anche se ancora qualcosa in campo deve essere migliorato. Cile, Colombia e Venezuela si dimostrano le vere sorprese del torneo mentre deludono Paraguay (ultima a qualificarsi come seconda miglior terza), Bolivia ed Ecuador, entrambe fuori. Per Messico e Costarica va fatto un discorso a parte. Entrambe reduci dalla Gold Cup (l'equivalente nord americano della Copa America), le due formazioni invitate presentavano delle rose sperimentali, basate sullo scheletro della rappresentazione olimpica (under 23). Il Messico chiuderà malinconicamente a quota zero punti dopo aver conquistato il titolo centro-nord americano un paio di settimane fa. A casa anche la Costarica nonostante abbia dimostrato nelle tre gare una discreta organizzazione tattica ed alcuni buoni giocatori. Alla fine sarà terza nel proprio girone, esclusa per la peggior differenza reti rispetto al Paraguay.
Nel girone A si impone a sorpresa la Colombia con 7 punti, tre reti segnate e nessuna subita. Al secondo posto chiude l'Argentina a quota 5 che contro il Costarica ritrova la via del gol oltre alle magie di Messi. Centroamericani fuori con tre punti, Bolivia ultima a quota uno. Nel gruppo B il Brasile riesce ad ottenere il primato grazie al maggior numero di reti segnate rispetto al Venezuela. Entrambe infatti chiudono a quota 5 punti. Qualificato come seconda migliore terza anche il Paraguay (3 punti) mentre l'Ecuador saluta la competizione con un solo punto in saccoccia. Nel gruppo C spicca in vetta il Cile a quota 7 punti, seguito da Uruguay (5) e Perù (4). Chiude il Messico a quota zero, peggior performance dell'intera competizione.
Prima di presentare gli accoppiamenti, svisceriamo alcuni numeri. Aguero è il miglio marcatore della competizione avendo segnato 3 delle 4 reti argentine. Sono 5 invece i giocatori che hanno realizzato una doppietta nell'ultimo turno. Oltre al capocannoniere di casa, anche Pato, Neymar (Brasile), Caicedo (Ecuador), e Falcao (Colombia) sono riusciti a segnare due reti in un unico incontro. Il miglior attacco tra le dodici contendenti è quello del Brasile con 6 reti all'attivo. I verde oro sono anche la formazione che ha segnato il maggior numero di reti in una singola partita (4 contro l'Ecuador). Bolivia e Messico, dall'altra parte, sono le squadre meno micidiali sotto porta con un solo gol realizzato nel torneo. L'unica squadra capace di realizzare due reti nel primo tempo è la Colombia nel match contro la Bolivia, mentre il gol più veloce è quello del venezuelano Rondon che ci mette meno di 5 minuti contro il Paraguay per portare in vantaggio i suoi. Al Venezuela spetta anche la palma per il gol arrivato più tardi, sempre nel pirotecnico 3-3 contro il Paraguay quando la Vintinto ha pareggiato con Perozo al 92'. Dall'altra parte del campo, Bolivia, Ecuador e Paraguay registrano le peggiori difese avendo subito 5 gol ma il Paraguay è a zero in differenza reti mentre le altre rispettivamente a -4 e -3. La Colombia è invece la squadra più solida dietro non avendo ancora subito gol in 270 minuti. La squadra più "cattiva" è di certo la Bolivia che in 3 partite ha collezionato 70 falli commessi, 10 ammonizioni, 2 espulsioni ed altrettanti rigori contro.
Da segnala sul taccuino alla voce curiosità l'appassionata telecronaca via Twitter del presidente venezuelano Chavez in occasione del pirotecnico 3-3 tra Paraguay e Venezuela. Da rivedere, invece, la maschotte del torneo. Tangolero, il nome, rappresenta un'esemplare di Nandù, uccello tipico argentino molto somigliante ad uno struzzo. Il costume di rappresentanza prima delle partite avrebbe potuto essere molto più curato. Non trascurabile nemmeno la mise dell’allenatore dell’Ecuador, il signor Reinaldo Rueda che al Mario Alberto Kempes di Cordoba si va vedere in maniche di camice arrotolate e guanti di pelle nera alle mani.
Le partite della terza giornata in dettaglio
Proiettiamoci ora nel futuro esaminando i quarti di finale che partiranno sabato sera alle 21, finalmente in un orario decente per noi europei. A dare il via alle danze della fase ad eliminazione diretta sarà l'incontro Colombia-Perù con gli andini nei panni di sfavoriti. A seguire, intorno mezzanotte, sarà la volta del big match tra Argentina ed Uruguay. Di fronte le due squadre più titolate a livello continentale con 14 successi ciascuna. Gli argentini, giocando in casa, partono da favoriti ma l'ultima volta che le due formazioni si incontrarono in Argentina per una sfida da dentro o fuori, a passare furono i cugini uruguaiani. Correva l’anno 1987 e si trattava della semifinale di Copa America. Le due vincenti daranno vita alla prima semifinale in programma la prossima settimana. Dall'altra parte del tabellone le sfide di domenica (stessi orari civili) saranno Brasile-Paraguay e Cile-Venezuela. Facile pronosticare una semifinale Brasile-Cile ma le partite potrebbero non essere poi così scontate. I verdeoro e gli albirrojo si sono già affrontati nel torneo impattando 2-2 mentre il Venezuela ha nel gioco di rimessa la sua arma migliore.

Girone A
Colombia-Bolivia 2-0 (10/07/2011)

Facile il compito della Colombia che con due reti di Falcao (primo rigore trasformato nella competizione) chiude il girone A al primo posto a quota 7 punti. Una Bolivia a tratti imbarazzante, nervosa e senza spunti, lascia il torneo con 1 punto (ottenuto all'esordio contro l'Argentina), una sola rete segnata e 5 subite. I colombiani invece sono gli unici che dopo le prime tre gare restano con la rete ancora inviolata.
Argentina-Costarica 3-0 (11/07/2011)
L'Argentina cambia rispetto alle precedenti gare, fuori Tevez, Cambiasso e Lavezi per Higuain, Gago e Aguero, Messi arretrato come nel Barcellona. I cambi di Battista producono i loro frutti anche se nel primo tempo i padroni di casa sprecano molto (ed anche di più) sotto porta con Higuain. A pochi secondi dal riposo però l’albiceleste trova il vantaggio con il Kun Aguero, lesto a riprendere una ribattuta del portiere, non eccezionale per via di una deviazione. Nella ripresa sale in cattedra Messi che gioca con più tranquillità e meno pressione, regalando due assist in fotocopia. Prima serve Aguero poi Di Maria, sempre sulla sinistra, mettendo i due davanti alla porta dove non possono sbagliare. Il Costarica dura meno di un tempo ed abbandona la Copa (per differenza reti) nonostante abbia dimostrato una buona organizzazione di gioco oltre a giovani talenti che potrebbero anche approdare in qualche campionato europeo prima della fine del mercato estivo. I padroni di casa chiudono il proprio girone al secondo posto a quota 5 punti.

Girone C
Cile-Perù 1-0 (12/07/2011)

Derby dell'atlantico dalle due facce che vale poco in chiave qualificazione, essendo tutte e due le squadre già matematicamente ai quarti. Come al solito sono tanti i sostenitori cileni a seguito della Roja. Il primo tempo è giocato sulle punte con tanti titolari a riposo da entrambe le parti. Nella ripresa la partita si innervosisce e le poche occasioni da rete vengono sprecate con troppa superficialità. Dopo un ora di gioco le due squadre rimangono in dieci per l'espulsioni di Beausejour (C) e Carmona (P) dopo un accenno di rissa in mezzo al campo. Cile premiato nei minuti di recupero da un'autorete di Carrillo su calcio d'angolo. Tre punti che consentono al Cile di aggiudicarsi il girone C con 7 punti mentre il Perù, fermo a 4, sarà la migliore terza.
Uruguay-Messico 1-0 (12/07/2011)
Prima vittoria nel torneo anche per l'Uruguay che vale alla Celeste il secondo posto nel gruppo C. La formazione di Tabarez, senza Cavani infortunato, dovrà però trovare maggiore concretezza sotto rete nei quarti se vorrà impensierire i padroni di casa. I tre punti nella sfida contro il Messico sono arrivati grazie al gol di Pereira (secondo nel torneo) ma per tutte le occasioni create, il risultato sarebbe potuto essere molto più rotondo. Incredibili gli errori sotto porta di Furlan e Suarez, tra gli altri, che potrebbero costare cari in una sfida da dentro o fuori. Il Messico invece abbandona l’incontro con l’infamia degli zero punti ottenuti.

Gruppo B
Paraguay-Venezuela 3-3 (13/07/2011)

Sicuramente la partita più emozionante e pirotecnica fin qui della Copa America. Si comincia subito con il gol più veloce della competizione del venezuelano Rondon che ci mette 4min45sec per portare in vantaggio i suoi. Alla mezz'ora il Paraguay pareggia con Alcaraz che ringrazia la difesa avversaria, al primo gol subito nella competizione, autore di una clamorosa ingenuità su calcio d'angolo. Il Paraguay raddoppia dopo un'ora di gioco ancora sugli sviluppi di un calcio da fermo (Barrios), come il tris che arriva a meno 4 dal novantesimo (Riverios). La partita sembra già in archivio ma non è così. Allo scadere il Venezuela accorcia le distanze con Miku e pareggia clamorosamente al 92' grazie al colpo di testa del portiere Vega che serve Perozo a due passi dalla linea di porta. Venezuela meglio nella manovra soprattutto nella prima frazione ma gli avversari crescono di qualità e quantità nel secondo tempo. La maggiore esperienza paraguaiana avrebbe però dovuto evitare il rovinoso finale che di fatto ha complicato le cose per l'Albirroja.
Brasile-Ecuador 4-2 (13/07/2011)
Esordio nella competizione per Maicon che sostituisce Dani Alvez apparso troppo abulico nelle precedenti partite. Primo gol di Pato in Copa dopo mezz'ora gioco. Brasile troppo impreciso e sempre imbeccato dal pubblico avversario e soprattutto "neutrale". Al 36' Robinho prende un palo e sul capovolgimento di fronte arriva il pareggio ecuadoregno. Caicedo realizza la prima rete per i suoi nel torneo grazie anche ad un intervento non perfetto (diciamo pure una paperissima) di Julio Cesar. Ad inizio ripresa brasiliani ancora in vantaggio con la prima rete di Neymar ma Caicedo con un tiro dal limite (e JC con un altro intervento non impeccabile) rimette l'incontro in parità al quarto d'ora. A riportare nuovamente avanti i verdeoro è un gol rocambolesco in combinazione tra Pato e Robinho su una papera questa volta del portiere ecuadoregno che non trattiene un pallone facile facile. Al 70' il Brasile chiude  la pratica con il poker realizzato ancora da Neymar ben servito da Maicon, artefice di una discesa devastante. I campioni in carica sembrano essersi sbloccati in avanti ma ancora troppo fragili e traballanti dietro. Ecuador che spera per oltre un’ora nell’impresa di battere i brasiliani ma che alla fine si deve arrendere all’evidente differenza tecnica tra le due compagini.

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