PS.COM Pagina3 Sport Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 7
Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 7
Scritto da pap
Mercoledì 14 Luglio 2010 0 Commenta Stampa
paul.jpgE alla fine sopra Johannesburg il cielo si tinto di giallo e di rosso, i colori della Spagna che per la prima volta nella sua storia conquista il Campionato del Mondo. E lo ha fatto nel modo in cui si è contraddistinta per tutto il torneo, ovvero imponendosi per 1-0 sugli Olandesi che hanno scelto la partita sbagliata per interrompere la loro striscia di successi consecutivi. Eppure sul campo la Roja ha meritato di portarsi a casa questa coppa. Non perché abbia espresso un gioco trascendentale e irresistibile ma perché ha mostrato un'organizzazione tale ed un affiatamento che poche formazioni hanno denotato in questo torneo. Aver giocato con sette undicesimi del Barcellona sicuramente ha giovato parecchio. In fondo è certamente più facile creare una squadra nazionale attingendo da un blocco consolidato nel club. Facile e semplice ma praticamente quasi impossibile ormai da trovare in Europa e in giro per il mondo. Quanti club hanno a disposizione così tanti giocatori della stessa nazionalità, di un certo livello? I complimenti alla Spagna, come squadra e come movimento calcistico, vanno fatti soprattutto per questo motivo. Senza togliere niente a Del Bosque, tecnico serio, mai sopra le linee ma vincente. Dopo Lippi, infatti, è il secondo selezionatore che riesce a vincere il titolo iridato sia con la nazionale che con il club (Real Madrid 2002). Tanti sono stati i meriti, comunque, della squadra capitanata da Casillas. Il primo, che nel calcio moderno sembra essere il punto fondamentale, è stato quello di non subire troppe reti. Soltanto due in questo torneo, entrambe concentrate nel girone all'italiana. Dagli ottavi in avanti gli spagnoli non hanno più subito un gol. E non è stato soltanto merito del portiere o della difesa. La filosofia del gioco spagnolo è semplicissima: se una squadra riesce a mantenere il 70% del possesso palla, sicuramente non perderà. Naturalmente la pratica è diversa ma l'intento è quello. Le partite della Spagna sono per lo più un continuo passare di palla in orizzontale per aspettare il momento buono della verticalizzazione. Un attesa anche spasmodica che punta a logorare gli avversari inducendoli in errore. Non certo garanzia di spettacolo ma nei Mondiali, noi italiani lo sappiamo benissimo, la sostanza conta più della forma. Così la Spagna cinica e pragmatica, come fu l'Italia del 2006, infila 4 vittorie di misura dagli ottavi alla finalissima verificando uno dei teoremi di Vujadin Boskov, ovvero che è meglio vincere 4 partite per 1-0 piuttosto che una per 4-0.
Lo stesso pensava l'Olanda che dopo 32 anni disputava nuovamente una finale del Mondiale. Anche qui un detto popolare viene confermato, ovvero che non c'è due senza tre (di sconfitte in finale). Eppure gli orange sembravano aver imparato le lezioni precedentemente prese nei Mondiali, presentando una squadra più concreta ed operaia rispetto a quella degli anni passati. Così il calcio Totale di Cruijff & Co. è stato messo definitivamente in soffitta per lasciare il posto ad un ben più ruvido Calcio Brutale. In finale gli olandesi hanno picchiato ed anche parecchio (emblematico l'intervento da carateca di De Jong su Alonso) evidenziando la difficoltà di accollarsi il peso della storia. Ma si sa che la tensione e la pressione fanno brutti scherzi. Così in campo scendono 11 Arance Meccaniche ma poco oliate, anzi inceppate. Ci si aspettava di ammirare Snejider e Robben che invece hanno deluso. L'esterno del Bayer Monaco addirittura ha mancato due clamorosi occasioni che da sole avrebbero meritato la sconfitta per incapacità. Anche il giocatore dell'Inter, in odore di pallone d'oro, è uscito ridimensionato dalla partita, almeno dal punto di vista psicologico. Prendere per mano la squadra nei momenti topici non è il suo forte. L'Olanda ha anche scontato il cospicuo debito con la fortuna che l'ha portata in finale, confermando un ulteriore assioma calcistico che vede a pareggio gli eventi positivi e quelli negativi nell'arco di un torneo. Oltre al danno la beffa, di calibro regale, in quanto per la prima volta da quando il Mondiale è stato istituito, in finale si sono affrontate due nazioni in cui vige una Monarchia Parlamentare. Alla fine sono stati i rampolli del trono di Spagna ad esultare, lasciando agli avversari coronati soltanto il compito di sfoggiare il protocollo nel complimentarsi con i vincitori come imparato a corte.

Molte più emozioni, come da alcuni anni accade, nella finalina. Uruguay e Germania, svuotate da ogni ansia di prestazione, hanno dato vita ad una girandola di gol e capovolgimenti di fronte che hanno reso gradevolissimo un torrido sabato sera. Il risultato sportivo conferma la terza piazza per i tedeschi dopo 4 anni. A distanza di 40 anni (Messico 70) tra le due squadre vengono mantenuti i rapporti di forza. Anche nell’ultimo Mondiale in cui si assegnò la Coppa Rimet, infatti, le due nazionali si giocarono il podio ed anche in quell’occasione furono i tedeschi a conquistare la medaglia di bronzo con uno striminzito 1-0. Nonostante tutto l’Urugay dovrà essere fiero del risultato ottenuto in questo torneo. Unica sudamericana arrivata fino in fondo nonostante i pronostici sfavorevoli ed in Sud Africa solo dopo aver disputato lo spareggio con il Costa Rica. Non c’è da stupirsi se come miglior giocatore del torneo sia stato eletto proprio Forlan, capitano e trascinatore dei suoi con 5 gol all’attivo. Sarebbe riduttivo, però, dare tutti i meriti al giocatore dell’Atletico Madrid. Tabarez è stato abile a formare una squadra con giocatori sparsi per il mondo, amalgamandoli a dovere e valorizzando al massimo le qualità di ognuno. Da brutti, sporchi e cattivi, i calimeri celesti si sono trasformati in poveri ma belli, facendo sognare per un mese intero una mini nazione. Berlino, infatti, basterebbe a contenere tutta la popolazione uruguaiana. Ed è proprio nella capitale tedesca che è stata accolta la baby Germania, rivelazione in positivo del torneo che ha saputo rigenerarsi dando spazio ai giovani che solo un anno fa trionfarono nell’Europeo under 21. Cose che da noi ci sogniamo. Invece dopo il cocente dispiacere del 2006, i teutonici sono riusciti a riorganizzare le idee, dando vita ad un progetto proiettato sul futuro e che già gli vede come temibili avversari per i prossimi impegni internazionali. I tedeschi possono considerarsi i veri vincitori morali di questo Mondiale, avendo avuto un cammino difficilissimo (Inghilterra e Argentina negli ottavi e poi ai quarti) verso la finale, piegati soltanto dai futuri campioni del mondo. Muller, capocannoniere e migliore giovane, è stato uno dei simboli della squadra di Loew tutta corsa e aggressività. Resta solo da vedere se si sarà trattato di un fuoco di paglia oppure di un bel fiore pronto a sbocciare.


E ora per l’ultima volta veniamo alle statistiche. Nelle finali si sono segnati 6 gol, come nelle semi finali e come 4 anni fa in Germania. Soltanto uno quello realizzato nella finalissima, stesso risultato che consacrò per la terza volta campione del mondo la Germania in Italia 90. Ed è proprio dai mondiali italiani che la media gol non era così bassa, 2,27 reti a partita in questa edizione dove su 64 partite sono stati segnati 145 gol, vent'anni fa, il punto più basso della storia, si segnarono 2,21 di media a partita con 115 gol in 52 incontri. In mezzo troviamo le 143 reti (2,75 di media) di Usa 94 -ultimo torneo a 24 squadre poi passate a 32-, le 171 (2,67) di France 98, le 162 (2,53) nel 2002 e le 147 (2,3) dell'edizione tedesca di 4 anni fa. Un calo continuo ed inesorabile frutto della maggior fisicità, a scapito della tecnica, che il calcio moderno sta imponendo come modello. Come nell'ultima competizione iridata la formazione più prolifica è stata la Germania, furono 14 le reti nel 2006 mentre 16 quelle di questa edizione. Non a caso il miglior marcatore del torneo si laurea il ventenne Muller con 5 reti e 3 assist. Sono stati proprio i passaggi decisivi per i compagni la discriminante per assegnare il premio al tedesco, in quanto lo stesso numero di reti è stato segnato anche da rappresentanti delle altre squadre arrivate il semifinale (Villa, Sneijder e Furlan). Il gioiellino tedesco si è anche accaparrato il premio come miglior giovane del Mondiale, prendendo l’eredità del suo compagno di nazionale Podolski. Pallone d’oro della competizione è stato Diego Forlan che dopo aver deciso l’ultima finale di Europa League con una doppietta, ha anche messo il suo marchio sull’ottimo mondiale dell’Uruguay. La Spagna è la squadra che ha subito meno gol, soltanto 2 al passivo in 7 incontri bissando l’Italia campione del mondo del 2006. A fare meglio il Portogallo che ha subito un solo gol, negli ottavi contro i neo campeones, rete che però è costata l’eliminazione dal torneo ai lusitani. Peggiore difesa, manco a dirlo, quello della Corea del Nord che nei 3 incontri del primo turno ha incassato la bellezza di 12 reti, 7 delle quali nella sfida contro il Portogallo che rimane la partita con più gol del torneo appena concluso. Gli apagnoli vengono premiati anche come squadra più corretta con il premio Fair Play per la seconda volta consecutiva, mentre gli avversari in finale sono quelli che hanno commesso più falli e preso più cartellini. Anche nel 2006 la squadra che perse la finale (la Francia) si rivelò la squadra più fallosa. Come 4 anni fa il miglior portiere è quello della nazionale che si è aggiudicata la coppa, Buffon ieri, Casillas oggi. La vittoria della Spagna fa segnare anche un nuovo primato, mai nessuna formazione che aveva perso una partita durante il Mondiale era riuscita ad alzare al cielo la coppa. A differenza dell’Olanda, che in caso di vittoria finale avrebbe raggiunto il record di punti avendo sempre ottenuto la vittoria negli incontri precedenti, la squadra di Del Bosque ha perso la prima partita, l’esordio contro la Svizzera, e non l’ultima. Alla fine della giostra, l’unica formazione delle 32 in lizza del torneo a non aver mai perso è stata la Nuova Zelanda anche se il suo mondiale è durato appena 3 gare. Vuoi mettere la soddisfazione di stare davanti ai campioni in carica?!?

Resta da decretare il miglior gol di tutto il torneo. Senza ombra di dubbio la sventola di Tevez per il 3-0 contro il Messico negli ottavi è la rete migliore vista in Sud Africa. Un condensato di tecnica, potenza, caparbietà e determinazione. Un missile terra area che si infila all’incrocio dei pali senza lasciare scampo al portiere messicano. Seguono a ruota la rete si Suarez che vale il 2-1 in Uruguay-Corea del Sud, delizioso destro a girare sul palo lontano, e l’azione personale di David Villa che apre le marcature in Spagna-Honduras. Fenomenale anche il gol di Van Bronckhorst da oltre 40 metri che in semifinale beffa Muslera con un bolide angolatissimo. Chiudiamo la rassegna delle perle con il primo gol segnato nel torneo ad opera di Tshabalala che sa fa quasi tutta la metà campo in contropiede prima di infilare il portiere del Messico con un diagonale di sinistro imprendibile per potenza e precisione. Ma in questo ultimo appuntamento non può mancare uno spazio legato agli errori più clamorosi e inguardabili di tutto il Mondiale. Sicuramente vanno segnalati gli sbagli arbitrali che hanno segnato la parte alta del tabellone di destra. Il gol clamorosamente buono non dato all’Inghilterra, che dopo 44 anni sconta la non-rete con cui si aggiudicò il Mondiale di casa proprio ai danni della Germania, ed il fuorigioco siderale di Tevez non visto dalla coppia Ayroldi-Rosetti (ultimo atto della carriera dal fischietto italiano) che sbloccò il risultato in Argentina-Messico. Errori clamorosi anche da parte dei protagonisti assoluti del gioco, ovvero i giocatori. Epocale resterà il tap-in sbagliato da Yakubu Ayegbeni a pochi centimetri dalla porta sguarnita che avrebbe permesso alla Nigeria di qualificarsi per gli ottavi. Erroraccio anche quello del portiere Green che regala il pareggio agli Stati Uniti nella gara di esordio dell’Inghilterra, facendosi sfuggire il pallone dalle mani. Chiude la carrellata di orrori la difesa tutta, compresa il portiere, della Corea del Sud durante gli ottavi di finale. Un pallone innocuo diventa il jolly che permette all’Uruguay di portarsi in vantaggio a metà del primo tempo. Resta solo un dubbio che difficilmente si risolverà. In Brasile-Corea del Nord, Maicon voleva crossare o tirare in porta? Finché il terzino brasiliano non svelerà l’arcano, ognuno potrà essere libero di avere la propria idea a riguardo.


Le curiosità da segnalare in questo ultimo appuntamento sono tante. La prima è il bacio in diretta TV di Iker Casillas all’intervistatrice, nonché fidanzata del portierone spagnolo, Sara Carbonero. Con una classe giornalistica del genere siamo sicuri che anche Lippi sarebbe stato molto più accondiscendente verso i cronisti italiani. Ma ve lo immaginate Cannavaro che prende Variale e gli stampa sulle labbra un bacio appassionato?!? Prima della finalissima, due apparizioni in campo hanno movimentato il pre-partita. Il saluto di Nelson Mandela allo stadio e al mondo ha intenerito i cuori e gli animi dei più, mentre l'ennesima impresa di Jimmy Il Fenomeno Jump, uomo delle finali, ha infervorato gli umori degli addetti alla sicurezza nuovamente beffati. Due uomini tra loro diversissimi ma entrambi degni di grande stima e rispetto. Per concludere passiamo al mondo animale esaltando le doti divinatorie del Polpo Paul. Emigrato dai mari dell'Isola d'Elba ad un più sicuro acquario tedesco, il grande mollusco non ha sbagliato un risultato. 8 incontri su 8 indovinati dall'Oracolo a tentacoli che è il protagonista assoluto di questi Mondiali. I bookmakers inglesi accettavano scommesse se avesse indovinato oppure no, gli animalisti protestano per l'uso improprio di una creatura marina indifesa, i tifosi di calcio lo hanno già innalzato a divinità mitica e in tanti sono già partiti in pellegrinaggio a rendergli omaggio, per i gestori del parco marino un ritorno di immagine senza eguali. Proprio da tutto questa popolarità, sembra che il Governo italiano, in leggera flessione rispetto al solito 80% di gradimento, abbia già inoltrato una richiesta ufficiale, ma dai toni scherzosi e simpatici, alla Cancelliera tedesca per riavere indietro il simpatico cefalopode. Un posto da Ministro per lui sicuramente si troverà. Inoltre nella penisola di piovre ce ne sono parecchie e pare che il nostro amato Paul non disdegni la compagnia femminile, sicuramente troverà degni compari a Palazzo Grazioli.

Sabato 10 Luglio

Uruguay-Germania 2-3

Poco più di un amichevole la finalina per il terzo posto, giocata senza il peso psicologico del dentro fuori ma con entrambe le squadre decise ad aggiudicarsi il podio. Tecnicamente non è la miglior partita del torneo, tanti gli sbagli e le disattenzioni che paradossalmente aumentano lo spettacolo e l'intensità dell'incontro. Vanno in vantaggio i tedeschi con Mueller che approfitta della goffa respinta difettosa di Muslera, forse ingannato dallo Jabulani su tiro di Schweinsteiger. L'Uruguay, fino a quel punto troppo attendista, si sveglia e comincia a costruire azioni pericolose mettendo in difficoltà la retroguardia avversaria. Il pareggio arriva pochi minuti prima dell'intervallo grazie ad un contropiede finalizzato perfettamente da Cavani. La ripresa regala una girandola di emozioni da far girare la testa. In vantaggio l'Uruguay in avvio di secondo tempo con un a girata da dentro l'area di Forlan che si porta a quota 5 reti nella classifica di cannonieri. La Germania non demorde e dopo pochi minuti si riporta in parità. Anche in questa occasione sono evidenti le responsabilità del portiere sudamericano che trasforma, grazie ad un'uscita a farfalle, un cross innocuo in un gol facile facile. Il pallone così arriva a Jansen che di testa, a porta sguarnita, non può sbagliare il 2-2. Le formazioni a questo punto si aprono e cercano insistentemente la vittoria. Le occasioni migliori sono uruguaiane ma la "Celeste" manca di concretezza. Sul finale la Germania segna aggiudicandosi la partita. Da calcio d'angolo si crea una mischia in area sudamericana risolta da un guizzo di testa di Khedira. L'ultima azione dell'incontro regala un brivido finale. La punizione di Furlan dal limite dell'area si infrange sulla traversa e i supplementari, oltre al titolo di miglior realizzatore, restano un sogno per gli uomini di Tabarez.

Domenica 11 Luglio

Olanda-Spagna

La posta in gioco è alta e le due squadre soffrono il peso della storia. Nel primo tempo il gioco latita e di azioni pericolose praticamente non se ne vedono. Gli interventi, in compenso, sono duri e spesso e volentieri fallosi. Così in entrambe le squadre fioccano le ammonizioni. Nella ripresa il copione resta quasi inalterato con la paura di prenderle che sovrasta quella di vincere. Due clamorose occasioni sbagliate da Robben a tu per tu con il portiere ed altrettante mancate dagli spagnoli portano la partita ai supplementari. Negli ultimi due tempi la Spagna è quella che sta meglio in campo e che crea più grattacapi agli avversari senza però trovare il colpo del KO. Quando mancano pochi minuti ai calci di rigore, una svista di arbitro e guardalinee non concede un netto calcio d'angolo all'Olanda. Il gioco riprende e dopo alcuni secondi arriva il gol di Iniesta che decide partita e Mondiale. Proteste degli olandesi che però devono recriminare più sui loro sbagli che su quelli altrui. La Spagna è per la prima volta Campione del Mondo.

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