PS.COM Pagina3 Sport Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 6
Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 6
Scritto da pap
Sabato 10 Luglio 2010 0 Commenta Stampa
europa.jpgIl primo Mondiale di calcio africano non verrà ricordato solo per le Vuvuzelas, questo è poco ma sicuro. Dopo 3 settimane di partite che hanno regalato tante emozioni ed altrettante sorprese, non stupisce che la coppa in finale se la giochino Olanda e Spagna. Non certo una classica a livello planetario, almeno a certi livelli, però comunque è la giusta sintesi di questo torneo targato Sud Africa. L'edizione 2010 del mondiale, la diciannovesima, resterà alla storia non solo per la location e per tutto quello che ne concerne. Dal punto di vista sportivo, sarà il Mondiale dell'ottava squadra che potrà annoverare tra i suoi trofei la coppa del mondo. Fino a domenica le squadre ad ottenere questo risultato saranno 7, 4 europee (Italia, Germania, Inghilterra e Francia) e 3 Sud Americane (Uruguay, Brasile ed Argentina), poi da lunedì il club si amplierà dopo sole 3 edizioni. Era dalla vittoria casalinga della Francia, infatti, che nessuna squadra inedita riusciva ad ottenere il successo iridato e prima ancora dall'Argentina nel 1978. Finale storica anche perché verrà abbattuto un tabù che resisteva da oltre 70 anni e che voleva le squadre europee vincenti solo nel Vecchio Continente.

Per il secondo anno consecutivo, l'ottavo nei sette decenni, la vittoria finale sarà un affare tra confederate della Uefa, prima ancora che della Fifa. Una supremazia europea che affonda le sue radici nella storia del calcio ma che alla vigilia del torneo non sembrava così limpida e solida. Il calcio sudamericano, un mese fa, sembrava il meglio in circolazione, con i migliori protagonisti e i nomi altisonanti, in campo e in panchina. Alla fine, il 100% delle quattro semifinaliste europee di 4 anni fa non si è ripetuto. La sorpresa non è tanto questa, però, quanto il fatto che l'unica formazione extra-comunitaria ad arrivare tra le migliori del mondo sia stata l'Uruguay.

La “Celeste” sembrava destinata a dover abbandonare dopo il minimo sindacale delle prime 3 partite, invece -grazie anche al tracollo di nazionali importanti come la Francia- si ritrova a distanza di 30 anni a giocarsi un terzo posto che comunque è un risultato di tutto rispetto. Soprattutto per una nazione che ha su per giù gli stessi abitanti della Toscana. Gli uruguaiani non hanno demeritato ma francamente hanno avuto il cammino meno ostico fino alla final four. Contro l'Olanda hanno fatto una partita di tutto rispetto ma alla lunga la migliore qualità arancione ha fatto la differenza in semifinale anche se si è rischiato il miracolo sportivo della rimonta nel tempo di recupero.

Che gli Orange avessero anche la fortuna dalla loro non è una novità. In tutto il torneo non si è mai vista l'Arancia Meccanica degli anni '70 che massacrava gli avversari. Al suo posto una squadra che giochicchiava spinta in avanti dalle vampate dei suoi giocatori più talentuosi, Snejider e Robben su tutti, capace di vincere. Le 6 vittorie consecutive fino a questo punto, va detto, sono state determinate anche dalla buona sorte ma è anche vero però il detto che la fortuna aiuta gli audaci e in quanto ad audacia gli olandesi non sono secondi a nessuno.

Concretezza e solidità sono le parole d'ordine che girano anche in casa degli avversari in finale, la Spagna. Come per i concorrenti alla coppa, anche gli spagnoli non hanno messo in campo il loro gioco solito, quello che valeva un mucchio di complimenti ma pochissime vittorie. Per entrambe le finaliste le 3 partite della fase ad eliminazione sono state vinte con un solo gol di scarto. La Spagna, però, non ha subito nemmeno un gol sistemando le pratiche con un pragmatico 1-0. Ma se fin qui l'eroe dell'epica contemporanea castigliana si chiamava David Villa, a decidere la partita contro la Germania è stato un imperioso colpo di testa di Puyol.

Tedeschi beffati in semifinale per la seconda edizione consecutiva nonostante in questo torneo abbiano giocato il calcio migliore. L'inesperienza e la mancanza di quello che sarà il giocatore rivelazione del torneo, Thomas Mueller, fanno sì che dopo Inghilterra e Argentina i teutonici non sono riusciti a superare anche lo scoglio iberico, confermando la tradizione. In fatto di continuità, la Germania è una fuoriclasse, contro la Spagna ha superato il Brasile nella classifica delle partite giocate in un Mondiale (98). La percentuale di successo, però, è impietosa per i tedeschi. Dal 1966 ad oggi sono stati 9 volte su 12 (75%) tra le prime 4 al mondo ma in sole 2 occasioni (33%) hanno poi avuto il piacere di alzare la coppa su 6 tentativi (dal 1982 al 90, 3 consecutivamente).
I numeri che mancano di questa giornata si riassumono facilmente. 6 sono stati i gol segnati (record da quando c'è l'eliminazione diretta) con una media di 3 a partita anche se in realtà 5 reti si sono viste nella sola Uruguay-Olanda. Nella scorsa edizione le reti furono la metà (3) mentre nel 2002 soltanto 2. Al comando della classifica marcatori Wesley Sneijder raggiunge a quota 5 reti lo spagnolo David Villa rimasto a secco ed in finale si giocheranno anche questa sfida nella sfida. La formazione che ha segnato di più è la Germania, ferma a quota 13. Con un gol in meno segue l'Olanda, poi l'Argentina (10), il Brasile e l'Uruguay (9). Tra le migliori 4 il peggior attacco è quello della Spagna (7) che però può vantare la difesa meno battuta (2). La Germania cercherà di chiudere con soli 3 gol al passivo mentre Olanda e Uruguay al momento sono a quota 5 reti subiti. Ridicolo cercare di stilare una classifica in base alla qualità delle reti di queste semifinali. Si può però scegliere un gol per partita per non interrompere la serie. In Germania-Spagna la scelta non è dovuta al fatto che di gol ne è stato realizzato solo uno, anche in un 5-0 avrebbe meritato almeno il podio. Nella sfida tra Uruguay e Olanda la palma di miglio gol va a quello messo a segno da Pereira nel tempo di recupero che è servito, però, solo ad illudere i 4 milioni scarsi di uruguaiani incollati alle TV.

Per la penultima volta è rimasto solo da segnalare i momenti strani di queste semifinali. Penso che l'invasione di campo dell'italianissimo Mario Ferri detto “Il Falco” in avvio di Germania-Spagna debba essere senz'altro segnalato. L'invasore pazzo, dopo aver colpito in campionato e durante un amichevole degli Azzurri, è partito direttamente da Pescara per poter sfoggiare davanti al mondo intero la sua t-shirt di Superman personalizzata pro-Cassano ma soprattutto per ricordare a Lippi che lui “te lo aveva detto”! Forse per caso, o forse no, la partita prescelta per la sua impresa è stata quella che di italiano non aveva assolutamente una cippa. Bambini, non imitatelo ma sappiate che negli stadi si può incontrare di peggio. Sorvoliamo sulle chiappe di Robben mostrate in mondovisione da un suo compagno burlone. Era un modo come un altro per festeggiare.


Martedì 06

Uruguay-Olanda 2-3

Parte meglio l'Olanda che mette in difficoltà gli avversari nei minuti iniziali. Lo straordinario gol di Van Bronckhorst prima del 20' sembra spianare la strada al successo orange ma resterà solo un illusione. L'Uruguay non demorde e prende in mano il comando del gioco avanzando il baricentro e affacciandosi sempre più spesso dalle parti di Stekelenburg. Prima dell'intervallo un tiro pauroso di Forlan da 30 metri non trova pronto il portiere olandese che si fa bucare per il pareggio. Molto più emozionante la ripresa con le due formazioni che giocano per vincere senza troppi patemi. Le occasioni si alternano, la partita resta in equilibrio e proprio mentre l'Uruguay sembra prevalere, l'Olanda va in vantaggio. Un tiro di Sneijder da dentro l'area viene deviato da un avversario, Van Persie, in fuorigioco di pochi centimetri, tenta la deviazione sotto porta non arrivandoci, Muslera si allunga ma non riesce a intercettare il pallone. Appena il tempo di rendersi conto di quello che era successo che l'Urugay subisce il terzo gol ad opera di Robben, bravissimo ad angolare di testa sul palo più lontano. I sudamericani sembrano cedere e perdere convinzione. Soltanto nel finale trovano lo scatto d'orgoglio per accorciare le distante (bellissimo gol di Pereira). Nel recupero assalto alla porta arancione ma è troppo tardi. Olanda in finale dopo 32 anni e Uruguay a giocarsi il terzo posto.

Mercoledì 7 Luglio

Germania-Spagna 0-1

Va in scena la rivincita della finale di Euro2008 vinta dagli spagnoli e per il valore delle squadre ci si poteva aspettare qualcosa di più, invece il primo tempo è avido di emozioni. Se si esclude una conclusione di Villa ribattuta dal portiere in avvio e un tuffo di testa alto di Puyol, nei primi 45 minuti le due squadre non si fanno male. Spagna che tiene più il pallone aspettando il momento giusto per verticalizzare ma la Germania chiude bene e lascia pochissimi spazi. Ai tedeschi è mancata la solita brillantezza in fase di ripartenza che avrebbe potuto mettere in difficoltà la retroguardia iberica. La ripresa del gioco vede in campo una Spagna più decisa e concreta. Le verticalizzazioni in velocità riescono a crepare il muro bianco dei tedeschi ma Neuer è impeccabile e para tutto quello che c'è da parare. La partita si sblocca, anche la Germania comincia ad avere le sue occasioni, tutte per altro che partono dal piede di Ozil che rimedia ad un primo tempo sottotono. A poco più di un quarto d'ora dalla fine, arriva il gol spagnolo che decide la partita. Da calcio d'angolo svetta su tutti Puyol che con un'incornata poderosa gonfia la rete. I tedeschi sono costretti a riversarsi in attacco ma mancano di lucidità e non riescono a trovare il colpo giusto per il pareggio.

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