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Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 5
Scritto da pap
Martedì 06 Luglio 2010 0 Commenta Stampa
maradona2.jpgLe ultime 4 partite di questo mondiale decreteranno quale delle due filosofie calciofile è la migliore, o almeno dà i frutti migliori. Da una parte, quella di Germania-Spagna, i tecnici si sono affidati a giocatori che militano nel campionato nazionale, quindi più chiusi e puri dal punto di vista della rappresentatività calcistica. Dall'altra, Uruguay-Olanda, vige l'idea contraria, ovvero quella che predilige la mescolanza delle esperienze tattiche. Tra i sud americani soltanto un giocatore nell'ultimo campionato è stato impegnato in patria (altri 5 vengono comunque dal continente), mentre gli olandesi che hanno disputato l'ultima Eredivisie sono 6 su 23.

Alla cernita definitiva, o quasi, siamo arrivati tramite dei quarti avvincenti e pieni di emozioni. Nessuna sfida ha deluso e tutte sono state indecise fino alla fine. Uruguay-Ghana, ad esempio, è stata un calvario per entrambi i tifosi, decisa (unica tra le 4 gare) ai calci di rigore dopo che Gyan ha fallito un clamoroso rigore all'ultimo secondo dei tempi supplementari per i ganesi. Gli africani, forse, meritavano di più il passaggio del turno, fosse soltanto per la convinzione e la tenacia messa in campo nei 120 minuti. L'esperienza, e l'astuzia, uruguaiana, però, ha avuto la meglio. Poco importa se poi si sono qualificati grazie ad un gesto antisportivo come stoppare il pallone con una mano, senza essere il portiere, sulla linea di porta. Chi dovrà, pagherà ma il calcio è anche questo. Un mix di malizia e cattiveria sportiva che se non ci fosse renderebbe meno attraente questo sport. Avvincente anche la sfida tra Brasile e Olanda, con il capovolgimento orange nel secondo tempo frutto anche di un tracollo fisico e psichico (Felipe Melo su tutti) degli avversari che non ci si aspettava. Storici i due rigori fischiati in un minuto a favore di entrambe le squadre in Paraguay-Spagna. Storici anche perché sbagliati tutti e due. Storico è il gol di David Villa, il numero 5 in questo torneo, che porta per la prima volta gli spagnoli ad una semifinale mondiale. L'anno sembra il loro, rosso e giallo come il colore del tramonto in Sud Africa. La Germania dovrà affrontare, dunque, anche la buona sorte degli avversari. Per i tedeschi, che fino ad ora hanno eliminato Inghilterra ed Argentina, un nuovo scoglio che può solo rafforzare la giovane truppa arrivata da Berlino. Il 4-0 inflitto alla formazione di Maradona, forse è esagerato per i livelli mostrati in campo. Resta il fatto che fino ad ora la Germania è la nazionale che ha mostrato le cose migliori. Sarà forse perché imbottita di giovanissimi talenti? Si tratta di una squadra anti-ariana in quanto composta da figli di immigrati che hanno trovato la via giusta. Se sul campo poi non vinceranno quello che meritano, sicuramente la società tedesca uscirà vincente da questo mondiale per aver mostrato al mondo come hanno saputo rinascere dalle loro ceneri imparando dai tragici errori del passato.
Parliamo di numeri ed iniziamo con segnalare il numero dei gol ben 10 in 4 partite, 2,5 di media, in linea con quello visto negli ottavi. Soltanto in USA 94 (15) e Francia 98 (11) si erano viste più reti. Sono stati 3 i rigori sanzionati, nessuno però è stato realizzato. Una sola partita è andata ai supplementari (Uruguay-Ghana) poi decisa ai calci di rigore. La Germania è la squadra che ha segnato di più (13 gol), poi vengono Argentina (10), Olanda e Brasile (9). 7 sono le reti dell'Urugua in questo torneo mentre la Spagna è quella che ha segnato di meno tra le 4 semifinaliste, 6 gol di cui 5 realizzate dal capocannoniere David Villa. Per quel che riguarda la difesa, 3 delle Fab Four (Germania, Uruguay e Spagna) hanno subito soltanto 2 gol mentre l'Olanda ne ha subito uno di più. La Spagna è l'unica delle 4 che non era mai arrivata ad una semifinale mondiale mentre la Germania ci arriva per la terza volta consecutiva, tredicesima in totale e settima per quel che riguarda l'attuale coppa del mondo. I tedeschi sono l'unica formazione rimasta (le altre erano Brasile, Argntina ed Italia) a poter aggiudicarsi per la terza volta la Coppa del Mondo (da non confondere con la Coppa Rimet) e quindi portarsela definitivamente a casa. Alla fine del Mondiale la Germania sarà la squadra con più partite in assoluto nel torneo. Ora è appaiata al comando con il Brasile a quota 95 ma comunque vada i tedeschi disputeranno ancora due partite portandosi in testa. L'Ultima volta dell'Uruguay in semifinale è stato a Messico 70 quando persero contro il Brasile e finirono quarti (sconfitti dalla Germania). In quell'anno si consegnò definitivamente la Coppa Rimet nelle mani del Brasile. Nel 1930 e nel 1950, anni in cui l'Uruguay vinse il torneo, non si disputavano incontri ad eliminazione diretta ma gironi all'italiana, per cui tecnicamente è la seconda volta per i sudamericani. L'Olanda approda in semifinale per la quarta volta dopo il 1970, il 1978 e il 1998.

Veniamo alla classifica dei gol più belli, difficile da stilare vista la scarsa qualità delle segnature in questo turno. Quasi tutti i gol sono frutto di erroracci difensivi o di traiettorie beffarde che lo Jabulani disegna in volo. I gol del pareggio dell'Olanda (Sneijder) e quello del Ghana (Munatari) sono due esempi calzanti. Anche nella quaterna della Germania è difficile trovare un gol miglire degli altri. Le reti sembrano fatte alla playstation per quanto simili e meccaniche sembrano. Difesa bucata dalla sinistra, discesa fino al fondo, scarico in mezzo dove qualcuno non marcato che la mette dentro sicuramente c'è. Se proprio questa classifica si deve fare (e già immagino i commenti ironici dei lettori) allora facciamola. Al quinto posto ci metterei il tiro da 40 metri di Muntari che sblocca il risultato nell'incontro tra Uruguay e Ghana. Il pallone ci mette del suo ma alla fine premia il coraggio per una conclusione alquanto ambiziosa. Al quarto posto, sempre da Uruguay-Ghana, il gol su punizione di Furlan anche in questo caso in combinazione con lo Jabulani. Al terzo posto la rete del poker tedesco realizzato da Klose, arrivato a quota 4 in questo torneo e a -1 dal record di gol totali al Mondiale di Ronaldo (15 reti). Seconda piazza per il destro di Robinho che sblocca Olanda-Brasile, bravissimo il giocatore ad approfittare di una disattenzione difensiva e realizzare anticipando il portiere. Il gol più bello della serie è quello che ha dato il là alla goleada tedesca ai danni dell'Argentina, il 2-0. Bello non tanto per il tocco in se per se ma per quello che fanno in fase di costruzione Mueller e Schweinsteiger.

Chiudiamo con la solita nota di colore che riguarda le maglie. Nella quattro partite disputate si sono giocati altrettanti derby per quel che riguarda gli sponsor tecnici. Olanda-Brasile vestivano Nike, che per l'occasione aveva realizzato le maglie con plastica riciclata. Uruguay-Ghana era marchiato Puma mentre le altre due partite (Argentina-Germania e Paraguay-Spagna) si contendevano squadre vestite da Adidas. Quest'ultimo marchio sicuramente approderà in finale e comunque piazzerà due team nelle prime quattro, mentre nell'altra parte del tabellone oltre alla partita in se per se si disputerà anche la sfida tra produttori di articoli sportivi. Qualche bel premio, siamo sicuri, è già pronto in caso di vittoria finale.



Venerdì 02/07/10

Olanda-Brasile 2-1

Si affrontano due formazioni in forma e che in questo mondiale non sono mai andate in svantaggio.

Nel riscaldamento si infortuna un centrale difensivo dell'Olanda ma non basta a spiegare la superiorità nel primo tempo del Brasile. Sudamericani attenti in difesa, solidi a centrocampo e rapidissimi in attacco, mentre gli orange sono apparsi indecisi e confusionari. Partita subito in discesa per i verdeoro che al 10' vanno in vantaggio grazie ad una disattenzione della difesa che lascia Robinho calciare a tu per tu con il portiere. Inguardabile l'angolo di Robben che vuole uccellare gli avversari con un mini tocco e che invece regala palla al Basile facendo la figura del pollo. Dopo l'intervallo l'Olanda torna in campo con un altro spirito ma soprattutto con un Robben ed uno Snejier più reattivi e pericolosi. È proprio il giocatore interista in un quarto d'ora a ribaltare il risultato. Prima è un suo traversone dalla sinistra, sul quale Felipe Melo e Julio Cesar si ostacolano, a portare in parità i suoi. Poi con un colpo di testa su calcio d'angolo porta in vantaggio i suoi. A metà tempo espulso Felipe Melo che colpisce intenzionalmente Robben a terra. Il Brasile accusa i colpi e non riesce ad organizzare la controffensiva decente. Olanda in semifinale.


Uruguay-Ghana 5-3 d.c.r. (1-1)

Inizia molto bene l'Uruguay che colleziona diversi calci d'angolo e qualche azione pericolosa ben respinta dal portiere ganese. Gli africani crescono con il passare dei minuti e con la loro velocità impensieriscono la difesa uruguaiana. Quando manca un quarto d'ora esce per infortunio Lugano lasciando una falla davanti Muslera. Prima del vantaggio il Ghana va vicinissimo al gol mancandolo di poco, poi quando il tempo sembra essere ormai concluso, la botta da 40 metri di Muntari, complice la traiettoria beffarda presa dal pallone, beffa il portiere laziale. Nella ripresa, come nel primo tempo, meglio i sudamericani in avvio che trovano il gol del pareggio grazie a Forlan, bravissimo a trasformare una punizione dalla sinistra. La partita si spegna sul finale dopo che le due squadre si sono spese per cercare il gol della vittoria alternandosi il comando delle iniziative. Tra le due è la formazione del Ghana quella che accusa di più la stanchezza ma l'Uruguay non riesce a trovare il guizzo per trovare il gol partita. Nei supplementari vince la paura di non perdere che, unita alla stanchezza, rende l'incontro poco avvincente. In chiusura spinge il Ghana che avrebbe l'occasione per chiudere la partita sul finale. Sbaglia però Gyan il rigore causato dal salvataggio di mano sulla linea di Suarez, per questo espulso. Dal dischetto sbagliano capitan Mensah e Adiyiah per il Ghana (entrambi bloccati da Muslera) e Pereira per l'Uruguay. Sudamericani in semifinale dopo 40 anni.



Sabato 03/07/10

Argentina-Germania 0-4

Una Germania granitica stritola un'Argentina irriconoscibile, troppo legata alle prestazioni di Messi, nell'occasione sotto tono. La partita inizia in discesa per i tedeschi che dopo appena due minuti vanno in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Mueller in anticipo su tutti. Per l'Argentina, sempre vittoriosa in questo torneo e mai in svantaggio, il colpo è duro da metabolizzare. La reazione sudamericana, infatti, è quasi inesistente. Vanno vicini al raddoppio invece i tedeschi, splendidi nella fase difensiva e rapidi a ripartire in velocità. Nella ripresa prova l'Argentina nei primi minuti ma regge bene la difesa tedesca. Messi ingabbiato non riesce a trovare spazio per le sua accelerazioni. Nella seconda parte della ripresa dilagano i tedeschi, approfittando delle praterie lasciate dalla difesa argentina. Klose, Friedrich e ancora Klose fissano il risultato sul 4-0 per la Germania che letteralmente vola in semifinale.


Paraguay-Spagna 0-1

E' un Paraguay che non ti aspetti nella prima frazione. Attenti e aggressivi i sudamericani che impediscono alla Spagna di fare il suo solito gioco fatto di scambi continui e insistiti. In difficoltà gli iberici ad impostare la manovra e quindi nel creare pericoli dalle parti del portiere paraguaiano. A fine tempo il Paraguay passerebbe anche in vantaggio ma l'arbitro annulla per un fuorigioco dubbio, difficile da decifrare e che divide anche i moviolisti. Nel secondo tempo il Paraguay non tiene il ritmo del primo tempo e il pressing sudamericano si allenta. Ne beneficia la Spagna che riesce a manovrare in maniera migliore. Al quarto d'ora succede di tutto e forse di più. Rigore netto a favore del Paraguay che Casillias para. Sul capovolgimento di fronte Villa viene steso in area e rigore per gli Spagnoli. Xavi Alonso trasforma in prima battuta ma l'arbitro fa ripetere, poi sul secondo tentativo è il portiere del Paraguay Villar che respinge. Sulla ribattuta lo stesso numero uno paraguaiano atterra il neo entrato Fabregas ma il direttore di gara non ha il coraggio di dare un ulteriore penalty. Cresce la Spagna che trova il gol della vittoria quando mancano meno di dieci minuti alla fine. La rete ha del rocambolesco, Iniesta apre la difesa con un passaggio per Pedro, tiro ad incrociare che prende il palo, sulla ribattuta Villa di destro con il pallone che sbatte ancora sul palo, balla sulla linea e inciampa ancora sul palo opposto prima di entrare. Villa che scrive la storia per la sua squadra mai arrivata in semifinale in un Mondiale. Negli ultimi minuti vicino al pareggio il Paraguay ma il doppio intervento di Casillas, il primo maldestro poi strepitoso, chiude la porta iberica.

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