In giro per l’Italia, soprattutto in estate, queste manifestazioni non sono affatto rare ed ogni settimana da Giugno a Settembre è scandita da qualche evento che ripropone antiche tradizioni ed usanze lasciate per buona parte dell’anno in soffitta.
Per Pesaro, invece, un evento del genere è una novità quasi assoluta. Dico quasi, visto che già lo scorso anno, tra tante polemiche, sit-in di protesta, clamorose inversioni ad U ed aggiustamenti in corsa, già il fossato dell’ex carcere si tinse di colori tardo medioevali. Si trattasse di una fiction, si potrebbe considerare l’esperimento dello scorso anno, come una puntata pilota che però non ebbe la fortuna auspicata. Evidente è comunque il fatto che questi format medioeval-cavallereschi hanno sempre un buon riscontro di pubblico, ed allora perché non riproporre l’iniziativa opportunamente modificata per creare maggior appeal?
Ecco allora pronto il Palio dei Bracieri 1.0, ovvero l’anno zero di questo tuffo nel passato che però di storico sembra aver ben poco. A parte il fatto che una rievocazione alla prima edizione nell’Anno Domini 2011 dovrebbe rifarsi a qualcosa di un po’ più recente per essere credibile. Non lo so, mi aspetterei la riproposizione di un attacco partigiano a colonne nazifasciste, oppure la rivisitazione del clima decadentista di fine ’800, al limite la riscoperta di una battaglia risorgimentale vista la retorica di quest’anno. Invece si è pensato di andare sul tradizionale. Supponiamo che sia meglio non sperimentare e calcare strade già battute, prendiamo per buono che il quattrocento tiri e richiami pubblico, rimane la sensazione che, oltre all’originalità, l’evento manchi anche di una vera tradizione radicata e popolare.
Il Palio dei Bracieri nasce, come affermano gli organizzatori, dalle suggestioni evocate dal matrimonio tra Costanzo Sforza e Camilla Di Aragona, dove un via vai di servitori sembra sia stato intento a spostare spasmodicamente bracieri a destra e a manca, senza sosta, per l’intera durata del banchetto. L’istantanea mi sembra alquanto surreale ma comunque originale. Più difficile da assimilare è la discrasia sul finale. Se l’evento si basa sul gioioso avvenimento delle nozze, perché concludere il tutto con un incendio di proporzioni immani? Non addentriamoci, poi, sulla storicità delle pretendenti al Palio. Sarei stato molto più comprensivo se si fosse trattato delle antiche contrade in cui era diviso il centro storico all’epoca. Cosa ci azzeccano, invece, quartieri nati nell’ultimo dopoguerra con un tenzone sforzesco?
Mi pare evidente che si sia voluto creare un guazzabuglio di ingredienti molto diversi tra loro e che difficilmente possano creare una crema ben amalgamata e piacevole al gusto. Tutto appare chic come una pelliccia zebrata intorno al volante di un’alfa romeo d’annata o come le statuette degli gnomi in giardino. In una città come Pesaro, in cui la memoria storica è corta e offuscata da densissime nebbie, non vedo il bisogno di ricreare un evento rievocativo posticcio che mette ancor più confusione nelle teste dei pesaresi e soprattutto dei forestieri.
Intuisco le ragioni degli organizzatori: lo spirito goliardico, giocoso e ludico che ha mosso il loro impegno. Sicuramente i loro sforzi saranno ricompensati dal successo che avrà l’iniziativa. Se si voleva creare un momento di aggregazione condito da sano campanilismo rionale, però, non riesco a trovare il nesso sulla necessità di farcire la torta con un composto pseudo storico che alla lunga potrebbe essere difficile da digerire. Un bel torneo polisportivo tra quartieri sarebbe stata un’idea più pulita e sobria invece di una carnevalata fuori stagione. La pesaresità ne avrebbe giovato e non sarebbe stata umiliata.
Quello che purtroppo non mi sorprende è che le istituzioni locali abbiano dato il loro patrocinio alla manifestazione, non solo senza batter ciglio ma magari plaudendo anche all’iniziativa. Pur di attirare quattro gatti in più in città, spacciando la prostituzione intellettuale cittadina per politiche di incremento turistico, sembra che i politici locali siano pronti anche a fustigare in pubblica piazza i famigliari più stretti. Se adeguatamente travestiti da funzionari dell’Inquisizione spagnola, i primi, e da eretici, blasfemi, empi o streghe, gli altri.
Il mio rammarico va soltanto verso quell’ignaro turista che, scendendo per Rocca Costanza da Via San Francesco, costeggerà il giardinetto con il nome della città scritto a caratteri floreali. Il suo pensiero sarà proteso verso l’imbroglio storico del Palio dei Bracieri, ignorando, invece, che a pochissimi metri da lui (sotto di lui) la vera Storia di Pesaro, quella con la S maiuscola, riposa in pace (o quasi) sotterrata da qualche centinaio di metri cubi di terra e poche pezze di cellophane.
Non verso di lui andrà la mia compassione ma verso quelle persone che hanno creato questa situazione di ostentazione del falso ed offuscamento dell’originale. La vergogna, invece, la terrò per me, rappresentato, mio malgrado, da gente che in una rievocazione medioevale vedrei bene nei panni di stallieri. Chini a spalare e respirare sterco.
Il "Promo" dell'evento
Comments
24-07-2012 21:53
25-07-2011 17:32
23-07-2011 14:44
20-07-2011 01:47
http://goo.gl/0XcXu
20-07-2011 01:13
19-07-2011 23:20
19-07-2011 23:15
Io sono diventato Consigliere Comunale 2 anni fa e quindi membro dell'amministrazione di cui parlavi. Io non ho fatto mai promesse, ma ho sempre creduto in un'unica e simbolica parola che tutt'ora delinea il mio impegno: PARTECIPAZIONE. Finalmente, qualcuno dentro "il palazzo" ha cominciato a valorizzare la partecipazione...quella vera...quella che valorizza una giovane band musicale a volte un po' stonata invece di concentrarsi solo sul ROF; oppure quella che promuove o aiuta un gruppo di ragazzi ad organizzare una manifestazione che coinvolge la città, i suoi quartieri, con una superficiale interpretazione storica, ma con una altissima dose di divertimento (nella c.d. città dei vecchi). Tu hai ragione quando dici che non conosciamo la storia della nostra città, inutile dirti che si fa fatica già a mantenere quanto di storico è rimasto, ma credo che potresti approfittare per fare una proposta: (...)
19-07-2011 22:22
19-07-2011 18:56
Il Palombi a mio parere è un bravo scrittore,spero che se avrà possibilità di fare un articolo alla fine del palio ne esalterà anche i lati positivi.
19-07-2011 18:44
19-07-2011 18:36
19-07-2011 18:34
19-07-2011 18:29
19-07-2011 18:28
19-07-2011 18:27
19-07-2011 18:21
19-07-2011 15:59
15-07-2011 08:50
Purtroppo alla manifestazione non potrò essere presente per impegni già presi da tempo e non rinviabili. Peccato.
Un saluto e buona fortuna per la competizione.
15-07-2011 08:41
Cordialmente
15-07-2011 08:15
Non vedo nessuna contraddizione nell'esprimere la mia stima agli organizzatori. Le faccio un esempio: non tifo per l'Udinese ma questo non mi impedisce di pensare che sia la società migliore in Italia per come agisce.
I costi a carico dell'Amministrazione non li conosco e spero, come dice lei, che non ricadano in alcun modo sulle casse pubbliche.
Per l'ultimo appunto, la Domus poteva anche non essere bella (questo è soggettivo) ma raccontava la Storia della città. Le Amministrazioni possono anche sbagliare, non è detto che una loro decisione sia giusta e valida per definizione.
Spero di aver chiarito ulteriormente certi dubbi.
Resto a disposizione.
15-07-2011 00:09
per quanto riguarda la durata sono pienamente d'accordo con lei, la Domus sarebbe rimasta lì per sempre, ma a fare cosa mi chiedo? non ricordo fosse di una tale bellezza da meritare l'esposizione, infatti lo stesso comune ha deciso di ricoprirla.
14-07-2011 23:19
14-07-2011 20:10
almeno un paio di migliaia di ragazzi si riuniranno a fare di un sabato pomeriggio qualsiasi un giorno di festa paesana improvvisata con annessi turisti e curiosi nostrani, e chissenefrega se la storia non ci assiste o se sarebbe stato più bello fare questo o quello, ciò che vedremo quel giorno non fa male a nessuno di certo.
Ciò che invece fa male è la solita negatività di qualcuno, pronto a criticare e ad offendere tutto e tutti solo perchè non è stato invitato o per l'invidia di non averci pensato prima.
Impariamo ad essere costruttivi, sia nel piccolo del proprio mondo privato che nella grande prateria del WEB, perchè in poche parole lei racchiude un grosso concetto rivolto a tante persone attraverso un enorme mezzo.
Cordialmente.
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