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Ma il Palio de che?!?
Scritto da Alan Palombi @alanpalombi
Giovedì 14 Luglio 2011 24 Commenti Stampa
Negli ultimi giorni serpeggia sul web e nei social network una frenesia tutta pesarese per l’evento che si terrà sabato prossimo nel fossato di Rocca Costanza. Una serie di link, pagine ad hoc e video a modo loro geniali sponsorizzano i vari quartieri che si cimenteranno nel così detto Palio dei Bracieri. Questo è il titolo di una rievocazione storica rinascimentale in cui 8 quartieri della città si sfideranno in una staffetta di velocità e forza composta da 8 tedofori a squadra. “Pesaro rivendica la sua leggenda”, il sottotitolo. Lo scopo della contesa è quello di portare il proprio braciere (dal peso di circa 30kg) per primi al traguardo, dal quale cadetti arcieri accenderanno le punte delle loro lance che, adeguatamente scagliate, innescheranno un tripudio di fuochi artificiali. L’effetto, a detta degli organizzatori, dovrebbe essere quello della Rocca in fiamme, simulando uno spettacolare incendio per la gioia di turisti e curiosi.

In giro per l’Italia, soprattutto in estate, queste manifestazioni non sono affatto rare ed ogni settimana da Giugno a Settembre è scandita da qualche evento che ripropone antiche tradizioni ed usanze lasciate per buona parte dell’anno in soffitta.

Per Pesaro, invece, un evento del genere è una novità quasi assoluta. Dico quasi, visto che già lo scorso anno, tra tante polemiche, sit-in di protesta, clamorose inversioni ad U ed aggiustamenti in corsa, già il fossato dell’ex carcere si tinse di colori tardo medioevali. Si trattasse di una fiction, si potrebbe considerare l’esperimento dello scorso anno, come una puntata pilota che però non ebbe la fortuna auspicata. Evidente è comunque il fatto che questi format medioeval-cavallereschi hanno sempre un buon riscontro di pubblico, ed allora perché non riproporre l’iniziativa opportunamente modificata per creare maggior appeal?

Ecco allora pronto il Palio dei Bracieri 1.0, ovvero l’anno zero di questo tuffo nel passato che però di storico sembra aver ben poco. A parte il fatto che una rievocazione alla prima edizione nell’Anno Domini 2011 dovrebbe rifarsi a qualcosa di un po’ più recente per essere credibile. Non lo so, mi aspetterei la riproposizione di un attacco partigiano a colonne nazifasciste, oppure la rivisitazione del clima decadentista di fine ’800, al limite la riscoperta di una battaglia risorgimentale vista la retorica di quest’anno. Invece si è pensato di andare sul tradizionale. Supponiamo che sia meglio non sperimentare e calcare strade già battute, prendiamo per buono che il quattrocento tiri e richiami pubblico, rimane la sensazione che, oltre all’originalità, l’evento manchi anche di una vera tradizione radicata e popolare.

Il Palio dei Bracieri nasce, come affermano gli organizzatori, dalle suggestioni evocate dal matrimonio tra Costanzo Sforza e Camilla Di Aragona, dove un via vai di servitori sembra sia stato intento a spostare spasmodicamente bracieri a destra e a manca, senza sosta, per l’intera durata del banchetto. L’istantanea mi sembra alquanto surreale ma comunque originale. Più difficile da assimilare è la discrasia sul finale. Se l’evento si basa sul gioioso avvenimento delle nozze, perché concludere il tutto con un incendio di proporzioni immani? Non addentriamoci, poi, sulla storicità delle pretendenti al Palio. Sarei stato molto più comprensivo se si fosse trattato delle antiche contrade in cui era diviso il centro storico all’epoca. Cosa ci azzeccano, invece, quartieri nati nell’ultimo dopoguerra con un tenzone sforzesco?

Mi pare evidente che si sia voluto creare un guazzabuglio di ingredienti molto diversi tra loro e che difficilmente possano creare una crema ben amalgamata e piacevole al gusto. Tutto appare chic come una pelliccia zebrata intorno al volante di un’alfa romeo d’annata o come le statuette degli gnomi in giardino. In una città come Pesaro, in cui la memoria storica è corta e offuscata da densissime nebbie, non vedo il bisogno di ricreare un evento rievocativo posticcio che mette ancor più confusione nelle teste dei pesaresi e soprattutto dei forestieri.

Intuisco le ragioni degli organizzatori: lo spirito goliardico, giocoso e ludico che ha mosso il loro impegno. Sicuramente i loro sforzi saranno ricompensati dal successo che avrà l’iniziativa. Se si voleva creare un momento di aggregazione condito da sano campanilismo rionale, però, non riesco a trovare il nesso sulla necessità di farcire la torta con un composto pseudo storico che alla lunga potrebbe essere difficile da digerire. Un bel torneo polisportivo tra quartieri sarebbe stata un’idea più pulita e sobria invece di una carnevalata fuori stagione. La pesaresità ne avrebbe giovato e non sarebbe stata umiliata.

Quello che purtroppo non mi sorprende è che le istituzioni locali abbiano dato il loro patrocinio alla manifestazione, non solo senza batter ciglio ma magari plaudendo anche all’iniziativa. Pur di attirare quattro gatti in più in città, spacciando la prostituzione intellettuale cittadina per politiche di incremento turistico, sembra che i politici locali siano pronti anche a fustigare in pubblica piazza i famigliari più stretti. Se adeguatamente travestiti da funzionari dell’Inquisizione spagnola, i primi, e da eretici, blasfemi, empi o streghe, gli altri.

Il mio rammarico va soltanto verso quell’ignaro turista che, scendendo per Rocca Costanza da Via San Francesco, costeggerà il giardinetto con il nome della città scritto a caratteri floreali. Il suo pensiero sarà proteso verso l’imbroglio storico del Palio dei Bracieri, ignorando, invece, che a pochissimi metri da lui (sotto di lui) la vera Storia di Pesaro, quella con la S maiuscola, riposa in pace (o quasi) sotterrata da qualche centinaio di metri cubi di terra e poche pezze di cellophane.

Non verso di lui andrà la mia compassione ma verso quelle persone che hanno creato questa situazione di ostentazione del falso ed offuscamento dell’originale. La vergogna, invece, la terrò per me, rappresentato, mio malgrado, da gente che in una rievocazione medioevale vedrei bene nei panni di stallieri. Chini a spalare e respirare sterco.

Il "Promo" dell'evento

Comments  

0 #24 Sherlene
22-08-2017 22:22
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0 #23 francesco
24-07-2012 21:53
Credo hai9 dipinto in pieno la città,gli abitanti medi,e gli amministratori medi:un cosa realmente di valore storico culturale e motivo di orgoglio come la domus viene tenuta in stand by mesi o anni sotto le intemperie mentre un guazzabuglio goliardico estivo viene valorizzato piu che si puo con gigantografie sparse x la citta come nemmeno a siena per il palio piu famoso e reale succede...quando c'è cultura...
0 #22 Daniele85
25-07-2011 17:32
Per quello che riguarda la Domus, è una VERGOGNA quello che è stato fatto, per non parlare di quello che sta succedendo alla torraccia..è stata trovata un'altra residenza romana (della quale probabilmente si sospettava l'esistenza visto un muro lungo 3 metri e alto 1 metro che sbucava dal suolo) che verrà probabilmente distrutta per farci sopra un bel hotel con ampio parcheggio! Questa residenza ha un valore estremamente importante perché situata molto fuori dei confini conosciuti di Pisaurum e,tra l'altro,conferma gli studi del prof. Furiassi circa l'esistenza di una via antica che passava per quelle zone e andava su per Tre Ponti.Non parliamo poi del museo Oliveriano,gioiello unico al mondo che non ha neanche un orario di apertura decente!Gent.mo consigliere,io ho 26 anni e attualmente diffondo cultura storica in altre città ad adulti e bambini,perché non riesco a farlo a Pesaro,se è interessato a proposte CONCRETE sono a sua disposizione per parlarne,magari davanti un caffé.
-1 #21 perplessa
23-07-2011 14:44
Non è meglio che continui a pensare ai pannolini lavabili?
0 #20 Alan Palombi
20-07-2011 01:47
Per chi volesse approfondire, ecco la cronaca delle citatissime nozze.

http://goo.gl/0XcXu
+1 #19 Alan Palombi
20-07-2011 01:13
Caro Consigliere, il tuo commento è senz'altro utile visto che mi dai la possibilità di ragionare insieme. Come dici tu, nel mio articolo non c'è una conclusione costruttiva ma dire che non ci sono proposte nel resto del testo mi pare ingeneroso. Dico che avrei preferito qualcosa di più storicamente recente, come una scena Risorgimentale. Poi, visto il contenitore, scrivo anche che un bel torneo sportivo tra i quartieri sarebbe una cosa a me molto gradita. In fine, anche nella mia posizione a favore della Domus, è implicito il fatto che la vedrei bene alla luce del sole tutta lustrata e ben presentata. Alla fine potrebbe "produrre" molti più turisti che la competizione storica. Poi ognuno ha le sue qualità e capacità. Non sarei mai in grado di organizzare un evento tanto sentito e ben progettato come il Palio ma sognerei di avere in città un torneo di calcio tra tutti i quartieri. Magari aggiungendoci qualche altro sport, potremmo anche fare le Pesariadi. Grazie ancora.
0 #18 Marco Perugini
19-07-2011 23:20
(...) perchè non pensiamo ad un modo per poter veramente aver modo di conosocere le nostre origine, magari attraverso un itinerario dei bellissimi luoghi storici e simbolo della nostra città antica. Alla fine del tuo articolo avrei apprezzato, o meglio, mi aspettavo, un proposta, per andare incontro a quanto credi. Anche io credo di dover conoscere tanto della mia città, cerco di cogliere ogni occasione utile, ma non basta...ritengo di essere orgoglioso di Pesaro(..è questo che ci serve:l'ORGOGLIO), ma per sapere dove si vuole andare, bisogna prima aver presente da dove si viene. Con la speranza che anche il mio commento sia utile alla conversazione. Peru
0 #17 Marco Perugini
19-07-2011 23:15
Ciao Alan,apprezzo il tuo commento sul Palio, anche se ne condivido ben poco.
Io sono diventato Consigliere Comunale 2 anni fa e quindi membro dell'amministrazione di cui parlavi. Io non ho fatto mai promesse, ma ho sempre creduto in un'unica e simbolica parola che tutt'ora delinea il mio impegno: PARTECIPAZIONE. Finalmente, qualcuno dentro "il palazzo" ha cominciato a valorizzare la partecipazione...quella vera...quella che valorizza una giovane band musicale a volte un po' stonata invece di concentrarsi solo sul ROF; oppure quella che promuove o aiuta un gruppo di ragazzi ad organizzare una manifestazione che coinvolge la città, i suoi quartieri, con una superficiale interpretazione storica, ma con una altissima dose di divertimento (nella c.d. città dei vecchi). Tu hai ragione quando dici che non conosciamo la storia della nostra città, inutile dirti che si fa fatica già a mantenere quanto di storico è rimasto, ma credo che potresti approfittare per fare una proposta: (...)
+2 #16 Fedy80
19-07-2011 22:22
Caro Alan anche io come te credo che questo palio non abbia un gran che di storico... ma informandomi e documentandomi non ho trovato scritto da nessuna parte che IL PALIO sia stato presentato come RIEVOCAZIONE STORICA MEDIEVALE. Da quello che sono riuscito a concludere i ragazzi alla reale storia del matrimonio di Costanzo Sforza che durò all'incirca 7 giorni (se non sbaglio) hanno voluto aggiungere una componente che potremmo definire "leggendaria"il fatto che i cuochi di allora si avvalerono di servi che per cucinare tutta quella mole di cibo spostavano a destra e a manca diversi bracieri ardenti. Beh pensandoci bene posso affermare che non ci vedo niente di male, anzi aggiungo che l'idea è davvero originale e poi chissà....potrebbe davvero essere andata così! Cerchiamo di stare vicino alle idee dei giovani e invece di criticarle collaborare con loro aiutandoli ad affinarle...ciao Alan.
0 #15 Manuel
19-07-2011 18:56
"Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione"
Il Palombi a mio parere è un bravo scrittore,spero che se avrà possibilità di fare un articolo alla fine del palio ne esalterà anche i lati positivi.
0 #14 Palombi Alan
19-07-2011 18:44
Almeno io ci metto il nome, il cognome e la faccia ;)
0 #13 w il palio
19-07-2011 18:36
bravo,caspita bravo,pero' intellettuale,colto,ostia che linguaggio forbito,madonna veramente bravo,bell'articolo,capperi..p alombi, ma tvo gi a fa den tel..
+1 #12 w il palio
19-07-2011 18:34
invece di fare il giornalista dovevi fare il giornalaio! palombi, mavaff... (tutto rispetto per i giornalai,mio zio è giornalaio,ma non ha mai preteso di fare il giornalista )
+2 #11 w il palio
19-07-2011 18:29
fat na sgheta en pio'
+1 #10 w il palio
19-07-2011 18:28
partecipa alan palombi sei dei nostri,ti vedo bello garnito
0 #9 sticazzi
19-07-2011 18:27
va tranquel
+1 #8 Boris
19-07-2011 18:21
t'ha da ste tranquel
+3 #7 Manuel
19-07-2011 15:59
Non sono di Pesaro, ma il Palio dei Braceri mi ha incuriosito, e sono capitato su questo articolo che mi ha lasciato un pò a bocca aperta,sembra quasi ci sia del rancore verso questa tipologia di manifestazioni, che a parer mio, a prescindere che ci sia effettivamente un riferimento storico o meno, se si coinvolgono dei giovani di vari quartieri in una competizione goliardica lasciando sui partecipanti e spettatori un sorriso sulla bocca ben venga!!! Da parte mia un complimenti all'amministrazione locale che lascia spazio ai giovani e agli organizzatori
-1 #6 Alan Palombi
15-07-2011 08:50
Grazie ancora dell'attenzione concessami e per avermi dato la possibilità di spiegare meglio il mio pensiero.
Purtroppo alla manifestazione non potrò essere presente per impegni già presi da tempo e non rinviabili. Peccato.
Un saluto e buona fortuna per la competizione.
+2 #5 daniele
15-07-2011 08:41
Alla luce dei fatti sono contento di aver chiarito, a questo punto non posso che augurarle di venirci a trovare il giorno della manifestazione.
Cordialmente
-3 #4 Alan Palombi
15-07-2011 08:15
Caro Daniele, mi dispiace che abbia travisato. Il capoverso che riporta non è rivolto agli organizzatori, bensì agli amministratori locali. Speravo che con il verbo "rappresentare" i lettori avrebbero capito la frase nel suo contesto. Ci metterò più attenzione in futuro.
Non vedo nessuna contraddizione nell'esprimere la mia stima agli organizzatori. Le faccio un esempio: non tifo per l'Udinese ma questo non mi impedisce di pensare che sia la società migliore in Italia per come agisce.
I costi a carico dell'Amministrazione non li conosco e spero, come dice lei, che non ricadano in alcun modo sulle casse pubbliche.
Per l'ultimo appunto, la Domus poteva anche non essere bella (questo è soggettivo) ma raccontava la Storia della città. Le Amministrazioni possono anche sbagliare, non è detto che una loro decisione sia giusta e valida per definizione.
Spero di aver chiarito ulteriormente certi dubbi.
Resto a disposizione.
+1 #3 daniele
15-07-2011 00:09
"... la vergogna, invece, la terrò per me, rappresentato, mio malgrado, da gente che...vedrei bene nei panni di stallieri. Chini a spalare e respirare sterco." questo mi sembra offensivo nei confronti di tali persone e quantomeno contrastante col fare i complimenti per l'operato ad uno degli organizzatori; il palio ha un certo numero di sponsor e quindi sicuramente quei pochi costi che ha saranno coperti tutti o in parte da questi. a meno che lei non abbia le cifre per le mani per dire il contrario.
per quanto riguarda la durata sono pienamente d'accordo con lei, la Domus sarebbe rimasta lì per sempre, ma a fare cosa mi chiedo? non ricordo fosse di una tale bellezza da meritare l'esposizione, infatti lo stesso comune ha deciso di ricoprirla.
-2 #2 Palombi Alan
14-07-2011 23:19
Per cominciare, grazie per il commento. Nel mio intervento non mi sembra di aver offeso gli organizzatori dell'evento, mi sono limitato ad esprimere le mie perplessità. A muovermi non è stato ne l'astio, ne il fatto di non essere stato invitato (anche se trattandosi di manifestazione pubblica non ne vedo il bisogno), ne tanto meno per non averci pensato io. Ho espresso privatamente ad uno degli organizzatori la mia stima per la capacità di creare un evento che ha colpito e coinvolto tanta gente, compreso il sottoscritto anche se in negativo. La mia disapprovazione non è sul fine ma sul mezzo, inventarsi una tradizione inesistente non mi sembra il massimo... Per quanto riguarda la Domus Romana, è costata molto di più ricoprirla che mantenerla alla balia degli eventi per quasi un decennio. Invece non sappiamo quanto costerà all'Amministrazione il Palio che a costo zero proprio non sarà. Il Palio attirerà gente per un pomeriggio, la Domus, invece, sarebbe stata sempre lì.
+4 #1 daniele
14-07-2011 20:10
io non capisco tutto questo astio verso "il palio dei bracieri" ed il parallelismo con quella "storia di Pesaro che citi sul finire costata un patrimonio, e della quale avremmo volentieri fatto a meno.
almeno un paio di migliaia di ragazzi si riuniranno a fare di un sabato pomeriggio qualsiasi un giorno di festa paesana improvvisata con annessi turisti e curiosi nostrani, e chissenefrega se la storia non ci assiste o se sarebbe stato più bello fare questo o quello, ciò che vedremo quel giorno non fa male a nessuno di certo.
Ciò che invece fa male è la solita negatività di qualcuno, pronto a criticare e ad offendere tutto e tutti solo perchè non è stato invitato o per l'invidia di non averci pensato prima.
Impariamo ad essere costruttivi, sia nel piccolo del proprio mondo privato che nella grande prateria del WEB, perchè in poche parole lei racchiude un grosso concetto rivolto a tante persone attraverso un enorme mezzo.
Cordialmente.

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