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Lezioni di vita, studi di settore
Moda Giovedì 30 Dicembre 2010
Un saluto da Bridgetown, capitale delle Barbados (sì, quelle di Rihanna) dove mi trovo per festeggiare l'ultimo giorno dell'anno a mollo nella vasca jacuzzi piena di champagne Krug annata 1988. Una veloce lezione gratuita per Voi, un appagante crescita professionale e sentimentale per il sottoscritto che veste sempre benissimo. Si parte.
- L'atleta italiano del 2010: non c'è alcun dubbio, Armin Zoeggeler da Foiana. In alternativa Michele Scarponi da Filottrano.
- Il miglior atleta al mondo nel 2010: Manny Pacquiao. In alternativa da Verviers ecco arrivare l'inimitabile Philippe Gilbert.
- Il socio Valerio mi ha spedito il "VL Magazine". Non male, buona idea, ben patinato, discrete foto ma le solite firme già lette e rilette. Appena finito qua vado a spedire il mio contributo alla rivista sperando che nel prossimo numero venga pubblicato.
- La moda più brutta del momento: il calzone arrotolato alla caviglia, inguardabile. C'è cascato pure Re Giorgio.
- Re Giorgio però che griffa una monumentale giacca blazer per lo staff della sua Armani Jeans Milano (su Bucchi non diciamo nulla). Altrochè i completi dell'uomo Dalmonte e compagnia.
- Cercate un'azienda diversa, che vada oltre alle solite Nike Adidas Puma e compagnia, per i vostri sport all'aria aperta: rivolgetevi alla Pearl iZumi.
- Il nostro amico critico cinematografico ci ha cosi risposto alla domanda: "Quale il film dell'anno che si sta concludendo?" "Se si vuole dare un taglio radical chic direi Tarantino o addirittura Somewhere della Coppola. Inception per una scelta più geek." Mah, avrà detto il giusto? Altrimenti l'amico di Roberto C. ci ha parlato bene di "Basilicata coast to coast".
- Musica maestro. "Fireflies" degli Owl City, "Rocket" dei Goldfrapp e "Tik Tok" per Ke$ha (che abbiamo anche conosciuto a Baltimora) per le orecchie. Ci è piaciuto anche "Ain't leavin without you" di Jaheim featuring Jadakiss. Per lustrarvi gli occhi consigliamo invece "Champagne life" di Ne-Yo, that's what I call classy. Psichedelico anche "Super High" per Rick Ross featuring lo stesso Ne-Yo (che abbiamo conosciuto a Las Vegas).

Dopo tutto questo ben di Dio salutiamo il presidente Franco Riccardo, abbastanza performante nella giacca principe di Galles, anche se dalla foto di Toni Luca (non ero all'Adriatic Arena domenica scorsa, ero bensì ad Ascot per un party benefico) ci pare una taglia più grande. Un classico sempre valido, abbinato al cardigan nero da voto 7+. Chiediamo però per il 2011 un netto cambio di passo, una virata, come dicemmo già: innoviamo perdinci, dimentichiamo a volte la giacca, mescoliamo gli ingredienti per una newco della moda, usciamo dalla Confindustria del tessuto.
Tutto ciò perchè, come diceva Gianni Agnelli: "Una cosa fatta bene può essere fatta meglio".
Baci, abbracci, pacche sul culo e sulle spalle a tutti.
Ci si risente nel nuovo anno. E forza Vis.


 
Son sempre tra Voi
Moda Martedì 14 Dicembre 2010
Domenica ero a Saas-Fee, all'hotel Saaserhof, per un rilassante weekend in compagnia dell'amico Eddy Merckx e della mia nuova fiamma quando, mentre mi stavo leggendo l'ottimo "Domenicale" del Sole 24 Ore, mi squilla il nuovissimo HTC Desire con su installato il sistema operativo Android. Era il solito giornalista (oddio, giornalista mi pare una forzatura) pesarese che voleva una qualche mia impressione sulle tenute del nuovo presidente della Vuelle. Sì, perchè come ben sapete il mio amico Steve "the dream" Vellucci non c'è più in plancia di comando ed il sottoscritto ha perso ogni qualsiasi interesse nel seguire le gesta di questa piccola squadretta di basket della sua città natale. Quindi non sarà facile valutare il tutto ma ci proverò, a fatica ma ci proverò grazie anche allo scatto coreografico del Luca Toni che potete ammirare qua a fianco.
- jeans: non abbiamo nulla da eccepire se non che questi jeans hanno oramai conquistato tutte le gambe degli uomini del pianeta e quindi, a parer mio, sono diventati completamente out. Basta col tessuto blu, riappropriamoci dell'organza, del seersucker (anche se è inverno), anche di uno spartano fustagno, saliamo di tono col velluto, scegliamo nuovi materiali, innoviamo, cribbio, innoviamo.
- giacca: caro Franco, in tutte le foto (anche quelle estive) abbiamo notato come Lei vesta spesso il marrone. Ecco, al rinomato personal shopper da 10 milioni di euro il marrone piace poco, soprattutto quello visto in codesta versione. Striato, camouflage, con la toppa. No, non ci convince.
- camicia bianca: a questo punto avremmo osato con una camicia a righe verticali con dei chiari richiami al colore della giacca.
Non aggiungiamo altro, speriamo in una comprensione del presidente (che oltretutto con quel capello ci assomiglia pure a quel bel uomo di Riccardo Fogli), lo salutiamo caldamente ed andiamo a finire il cruciverba. E ricordatevi, io sono come Afef Jnifen: "Se sono seducente non è merito mio: sono così e basta, non me ne accorgo nemmeno. Certe cose non si imparano, è natura."
Alla prossima.
 
Nuovo logo per la Vuelle: perché, perché, perché?
Vuelle Mercoledì 24 Novembre 2010
Ecco in anteprima il nuovo logo della Vuelle. Non un grande scoop, dato che campeggiava già stamattina sul sito ufficiale; poi qualcuno in società, essendo in programma nientemeno che una conferenza stampa per presentarlo al mondo, ha pensato che fosse meglio non anticiparne l’uscita riposizionando così il vecchio logo.

Diciamo pure che siamo delusi. L’idea di usare una silhouette stilizzata per separare due elementi ha almeno 40 anni: qualcuno direbbe che “è un classico”, ma adottarlo nel 2010 significa non aver migliore intuizione che reinventare la ruota. E’ del 1968 il battitore bianco che nel logo della MLB (tuttora vigente) separa con il suo profilo gli altri due colori della classica policromia americana, il rosso e il blu. L’anno successivo l’NBA riprese l’idea immortalando Jerry West in palleggio e di lì in poi una miriade di leghe sportive si adagiarono beatamente sulla stessa logora idea, non ultima la Serie A di Volley femminile nostrana, nientemeno.

Si sentiva il bisogno di questa ennesima versione alla pesarese? Nel nuovo logo della Vuelle l’idea di fondo è separare la V e la L con un giocatore sbracciato in dubbie movenze tecniche (o forse è pallamano) la cui forza dinamica è del tutto annichilita dai piedi che paiono irrimediabilmente piantati in un blocco di marmo (in realtà un’analisi approfondita rivela che quel blocco di marmo altro non è che lo spazio bianco tra la V e la L; uno sforzo immaginifico avrebbe riempito di rosso tale vuoto: il giocatore si sarebbe librato in volo senza compromettere la lettura delle lettere). Le stesse ‘V’ e ‘L’ sono composte con un font talmente pesante da frenare ancora di più il povero atleta, e la cacofonia visiva generale è completata magistralmente dalla scritta Pesaro, che usa un font al contrario molto più leggero (e che non trasmette nulla), e dalla orrenda melassa bianca “effetto fantasma” che avvolge il tutto (che forse è un espediente utilizzato soltanto “per rendere più leggibile” il logo sullo sfondo scuro del sito).

Ok, ci sarà sempre di peggio - ringraziamo la Fip per questo traguardo inavvicinabile. Ed è vero che il vecchio logo (a destra) (a sinistra), che la leggenda vuole sottoposto in extremis a Montini per inviarlo in Lega a titolo provvisorio, non aveva qualità; ma nel suo piattume aveva almeno una sua coerenza e persino una certa dignità.

Ex cathedra vostro,
Oliver Tuscanies
 
Una sublime inimitabile organizzazione
Moda Lunedì 15 Novembre 2010

Marta Cramb, che le juniori dei Grandi Magazzini Laurier's designavano col nomignolo di Half-Back, era una donna assolutamente priva d'attrazione sessuale. A giudicarla dall'aspetto, non la si sarebbe mai creduta idonea a coprire le funzioni di seniore in quel monumentale emporio, unico al mondo nel traffico lussuoso dei più dispendiosi vestiti, degli oggetti di biancheria più squisiti e delle pellicce così care che il loro prezzo si trattava a centinaia di sterline. Ma la Half-Back era un'ottima venditrice; ed altamente apprezzata dalle sue clienti particolari. Perchè Laurier's, nella sua sublime inimitabile organizzazione, usava un metodo speciale, in base al quale una seniore serviva esclusivamente un suo determinato gruppetto di assidue clienti, studiandone una per una, vestendole da capo a piedi, e mettendo da parte per esse i modelli nuovi man mano che uscivano dal cervello del creatore. I rapporti tra seniori e clienti spesso si prolungavano per vari anni; e la Half-Back era singolarmente idonea ad assicurare la perpetuità dei propri.



Perchè il mestiere di Personal Shopper mica è stato inventato dal sottoscritto... già esisteva nel lontano 1937 quando Archibald Joseph Cronin (Cardross, 19 luglio 1896 - Montreux, 6 gennaio 1981) ci regala "The Citadel". L'unica cosa è che io ho più attrazione sessuale della Half-Back di cui sopra si narrano le gesta.
Alla prossima, statemi bene e godetevi la creazione di Alberta Ferretti qua sopra.
 
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