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Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 3
Sport Sabato 26 Giugno 2010
fcannavaro01g.jpgAnche la terza giornata conferma che quello del Sud Africa è un Mondiale stranissimo e dai contenuti tecnici veramente modesti. Le sorprese più eclatanti, ma soprattutto le delusioni più cocenti, arrivano dalle squadre che 4 anni fa si erano affrontate in finale: Francia e Italia. Scarse nelle motivazioni e limitate nel gioco, i Blues e gli Azzurri hanno subito delle sonore lezioni da scuole calcio molto più modeste e senza la tradizione storica delle due acerrime nemiche. Rose inadeguate, allenatori con smania di protagonismo (con la valigia già pronta alla vigilia e successore già designato), assenza di agonismo e problemi negli spogliatoi, hanno determinato l'imbarazzante disfatta africana delle due grandi del calcio europeo. Se per la Francia non è il risultato peggiore nei Mondiali (nel 2002 furono eliminati al primo turno da campioni in carica senza nemmeno segnare un gol), l'Italia calcistica tocca il punto più basso della sua storia, riuscendo per la prima volta in 17 partecipazioni in Coppa del Mondo a non portare a casa nemmeno una vittoria. La risalita sarà lunga e complicata e non può non passare dal Campionato Italiano, sempre più mediocre e imbottito di campioni stranieri.
 
Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 2
Sport Martedì 22 Giugno 2010

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Ora si entra nel vivo del torneo. Conclusa la seconda giornata, da qui in avanti ogni partita sarà decisiva ed emetterà un verdetto. Negli 8 gironi ancora è poco o niente deciso. Si sa per certo che il Camerun di Et o'o non andrà avanti, come la Corea del Nord. Tutte le altre 30 squadre possono sperare, anche se alcune di queste - Francia, Sud Africa, Nigeria e Costa d'Avorio per citare solo le più famose- possono attaccarsi solamente alla matematica e a quella misteriosa essenza che si nasconde dentro ogni pallone. Se i 736 atleti presenti non fossero capaci di sognare in grande, non sarebbero mai potuti arrivare in Sud Africa. Delle 16 partite molte sono state determinate da decisioni discutibili degli arbitri e da svarioni difensivi, tanto da quantificare in 1 partita su 3 quelle decise dalle indecisioni dei portieri & Co. Per tutte le statistiche aggiornate, si consiglia il sito ufficiale della Fifa.

 
Il magnetismo di Steve
Moda Lunedì 21 Giugno 2010
etrocamicia.jpgSalve a tutti, una cosetta veloce solo per far sapere al nostro amato Steve "the dream" Vellucci che pur non essendo presente a Pesaro da più di due mesi, i miei osservatori sul posto son sempre attentissimi. Capisco che quando l'esperto si assenta i topi ballano, capisco che son gli ultimi giorni da presidente Vuelle, capisco che la sera pesarese possa far venir voglia di disimpegno, capisco tutto, veramente tutto ma non ci si può presentare in una pizzeria che si affaccia sul meraviglioso mare Adriatico con una polo (Ralph Lauren, per chi non se ne intende, foto sotto) del genere. Basta con le Lacoste che ora, dopo aver raggiunto cifre esorbitanti, si possono trovare anche a 77 pochi euro, basta con le Fred Perry che purtroppo dopo il bello anonimato si possono trovare ad ogni angolo di strada e basta con le maglie che sul petto hanno questo omino con la mazza che strapazza malamente il cavallo. Ed allora Stefanuccio mio cosa c'è di più facile che fare un salto a casa Ratti, che evidentemente legge la rubrica, acquistare un set di meravigliose camicie Etro (nella fotina) e pavoneggiarsi per tutta la costa, da Lignano Sabbiadoro a Santa Maria di Leuca? Continuando così ti fai solo del male, pensaci bene. ralphlaurenpolo.jpg
Perchè come dice Tom Ford "per tutta la vita ci teniamo occupati con impegni fittizi che non sono importanti" oppure anche come dice Lapo "dobbiamo rimboccarci le maniche. La crisi si vince con qualità, dettagli e perfezionismo. Rimarrà chi ha un'anima pura, senso del lavoro e con equità e morale". Bravi ragazzi, vi voglio così.
Saluti e baci per tutti.
 
Il Sud Africa visto da Pesaro - Puntata 1
Sport Venerdì 18 Giugno 2010
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Il primo mondiale africano è partito e non si è fatto in tempo ad archiviare la prima giornata del turno eliminatorio, che già è partita la seconda. I tempi sono serratissimi, le emozioni si susseguono e già le prossime ore potrebbero decretare i primi verdetti.  Tra vuvuzelas e temperature sotto lo zero, fin qui, però, è stato un Modiale all'insegna della prudenza e senza lo spettacolo atteso. Già covano le prime polemiche, tra palloni da spiaggia e rumori molesti dagli spalti, e tante ancora ne esploderanno nelle settimane a venire. Ma a noi piace più il calcio giocato, e allora andiamo a vedere che cosa è successo in questi primi giorni.
Pochini i gol della prima giornata, solo 25 di cui 2 autogol, 2 rigori e 2 papere clamorose dei portieri di Inghilterra e Algeria. Rispetto ai mondiali tedeschi di 4 anni fa se ne sono contati 14 in meno, nel 2002, invece, le reti furono 46 durante la prima giornata mentre nell'ultima manifestazione mondiale del XX secolo (Francia 98) si erano contate 36 marcature. Il primo gol, nella gara di esordio contro il Messico, finita 1-1, è stato segnato al 10' della ripresa da Tshabalala per padroni di casa del Sud Africa. Se le partite si fossero disputate tutte in contemporanea, invece, la prima rete sarebbe stata quella di Gerrard, capitano dell'Inghilterra, che nel derby anglosassone contro gli Stati Uiniti (1-1 finale) ci ha messo appena 4 minuti dal fischio dell'arbitro per portare in vantaggio i suoi.
In totale sono 6 le partite finite in pareggio, 2 delle quali senza reti e le altre conclusesi con un gol per parte. Tra le 10 vittorie, il risutato più frequente è stato l'uno-a-zero, apparso in ben 6 incontri. Solo 4 squadre hanno segnato più di un gol. Si tratta dell'Olanda, della Corea del Sud, del Brasile ma lo scettro di formazione più prolifica va alla Germania che ha steso l'Australia con un netto 4-0. Guardando l'incontro dei tedeschi, il risultato pare anche modesto e se Klose avesse realizzato la metà delle occasioni avute, si sarebbe potuto ripetere l'imbarazzante 8-0 ai danni dell'Arabia Saudita nei mondiali del 2002.
Le altre grandi del calcio mondiale soffrono tutte. Pareggio senza reti per la Francia contro l'Uruguay. Senza gol ed emozioni anche la sfida Ronaldo-Drogba, quest'ultimo in campo nel finale a 10 giorni dalla frattura dell'avambraccio. Pari, ma con un gol fatto e uno subito, per l'Inghilterra, papera clamorosa del portiere Green, e l'Italia detentrice del titolo. Per entrambe, però, quello visto sul campo è sicuramente più confortante del risultato in sè. Meno tranquilla sicuramente sarà la Spagna che, nell'ultima partita della prima serie, subisce una sconfitta beffa da parte della Svizzera. Dopo 90 minuti di possesso palla e di tiro al bersaglio, a dire il vero mancanto spesso, i campioni d'Europa pagano carissima una leggerezza difensiva e subiscono il gol più roccambolesco fin qui visto.
Argentina, Olanda e Brasile vincono i rispettivi impegni pur non brillando e a tratti soffrendo gli avversari. Praticamente strepitoso il portiere della Nigeria che prende quasi tutte le palle che arrivano verso la porta, ad eccezione di un colpo di testa di Heinze ad inizio incontro. Messi si vede respingere, invece, tutti i colpi migliori del suo repertorio. Successo per 2-0 dell'Olanda contro la Danimarca ma gli Orange non sono il calcio champagne che ci si aspettava ed il vantaggio arriva ad inizio ripresa per un autogol clamoroso. La Corea del Nord tiene più di un tempo contro il Brasile nella ghiacciaia dell’Ellis Park di Johannesburg (-3°). Soltanto un gol di Maicon, sempre più Signore dei tranelli e uomo dai gol impossibili, sblocca il risultato. Poi arriverà anche il raddoppio dei giallo-oro con Elano ma quello che rimarrà più in presso è la rete di Ji Yun-Nam allo scadere e le sue lacrime durante l'inno.
L'altra Corea, quella del Sud, vince convincendo per 2-0 contro la Grecia dimostrandosi temibile e pericolosissima ma il colpo gobbo è quello di un'altra formazione orientale: il Giappone. Con un gol di Honda la formazione del Sol Levante stende i leoni del Camerun di Samuel Eto'o.
Delle squadre africane vince solo il Ghana grazie ad un rigore regalato da un difensore serbo al quale gli si è annebbiata d'improvviso la mente e in piena area interviene con la mano su una palla innocua. Oltre ai pareggi di Sud Africa e Costa D'Avorio vengono sconfitte il Camerun, la Nigeria e l'Algeria.
Se ci volessimo avventurare in una possibile top-five dei gol più belli, segnaleremmo al posto 5 il colpo di testa del tedesco Klose per il 2-0 contro l'Australia che per il numero 9 della Germania vale l’undicesimo gol nei mondiali disputati. Subito dopo un'altra inzuccata, quella di Heinze dell'Argentina che ha deciso la partita contro la Nigeria. Sul gradino più basso del podio andrebbe sistemato il Nord Coreano Ji Yun-Nam che con un azione personale ha dimezzato lo svantaggio nella sfida contro il Brasile. Al secondo posto, vedrei bene la rete del Sud Africano Tshabalala che con un sinistro imprendibile ha segnato la prima rete di questo Mondiale. Il gol più bello della prima giornata, però, dovrebbe essere senz'altro proclamato il primo gol della Germania nel 4-0 contro l'Australia realizzato da Podoski. Azione corale e conclusione di una potenza inaudita per l’attaccante tedesco. E il gol di Maicon quasi dal fondo? Il gesto meriterebbe il podio ma la volontarietà del gesto, a mio avviso, è molto dubbia ed il portiere non rispetta una delle regole basilari di chi deve difendere la propria rete: mai lasciare scoperto il palo più vicino.
Per concludere una nota di glamour, giusto per agganciarci alla rubrica di moda che in questo spazio il signor Ghigno tiene occasionalmente. Da ricordare di questa prima giornata l'abbilgiamento di due allenatori che hanno giocato in Italia ma che non si sono fatti contaminare dal buon gusto che si respira nella penisola. Si tratta del CT del Brasile Dunga che, per proteggersi dai -3 di Johannesburg, ha sfoggiato in mondo visione un giacca doppiopetto nero con bottoni e orli bianchi televisivamente molto mediocre e al limite del ridicolo. Dicono che sia stato un omaggio personalissimo al suo animale preferito: la zebra. L’altro, Diego Armando Maradona, si è presentato in panchina con un completo grigio anni 80, lontanissimo anni luce dalle t-shirt cubane e dalle magliette da giocatore con cui noi tutti lo ricordiamo. Era dai tempi del primo scudetto che El Pibe de Oro non si vedeva con la cravatta ma, in quell’occasione, al posto di stare compostamente al collo, cingeva la testa alla moda dell’ultimo dei Moicani.
 
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