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FrancoRiccardo, dove sei?
Vuelle Giovedì 28 Luglio 2011
Oh, ma dove sei? Sei in tour assieme al Riccardo originale? Oltretutto, se interessa, il cantante già voce dei Pooh si esibirà il prossimo sabato 6 agosto nella piazza di Sant'Elpidio a Mare, il giorno dopo invece lo si potrà trovare a Spinetoli (mica robette!). Sei in Croazia a bordo di un veliero? Sei a Bora Bora? Sei a Bellagio? Sei forse all'Alpenschlossl di Cadipietra in Valle Aurina? Niente interviste. Niente conferenze  stampa cattive e precise. Nemmeno uno straccio di comunicato ufficiale. Matt Howard che se ne va in Grecia e la Vuelle resta con un palmo di naso. Che poi 'sti greci non erano alla canna del gas? I buyout al Sabba con la valuta sbagliata. Niente aperitivi con una boccia di Bellavista come ci aveva abituati Steve "the dream" Vellucci. Insomma poca roba, pochissima. Non sarebbe arrivata l'ora di farci sapere qualcosa di interessante. Noi siamo qua in attesa di notizie, nel frattempo ci leggiamo "Il Terzo Reich" di Roberto Bolano.
Buon agosto a tutti ricordando che: "Un gallo canta soltanto quando vede la luce. Mettilo nell'oscurità e lui non canterà mai. Io ho visto la luce e sto cantando."
 
L'Uruguay si conferma regina latina
Sport Martedì 26 Luglio 2011
Per la quindicesima volta nella storia, ed è un record, la Copa America prende la strada di Montevideo. Contro il Paraguay la Celeste si impone agevolmente nella finale fissando il risultato per 3-0 grazie al gol di Suarez in avvio e alla doppietta di Forlan nei finali dei due tempi. Si impone la formazione che ha meritato di più nell'arco di tutto il torneo, quella risultata più solida, con maggiore organizzazione e disciplina tattica. Un grande Luis Suarez (eletto miglior giocatore del torneo) è stato sicuramente determinante per la conquista della Copa ma a brillare sono stati anche altri giocatori della rosa. Un Muslera in grande spolvero, ad esempio, sembra sprecato per il campionato turco come l'ex juventino Caceres, apparso la bellissima copia di quello visto con i colori bianconeri un paio di stagioni fa. L'Uruguay è sicuramente una squadra collaudatissima, formata da un mix di giocatori esperti e giovani interessanti, capace di bissare il primato tra le sud americane ottenuto in Sud Africa un anno fa. Tabares, quindi, può stare tranquillo per il futuro, potendo contare su buoni elementi in prospettiva ad iniziare dal ventenne difensore Sebastian Coates, eletto miglior giovane del torneo.
 
Uruguay e Paraguay si giocano la Copa
Sport Giovedì 21 Luglio 2011
La finale di Copa America 2011 sarà Uruguay-Paraguay, ovvero le squadre più diverse che ci potrebbero essere. Gli uomini allenati da Tabarez sono una formazione a forte vocazione offensiva ma nonostante questo il Maestro Triste è riuscito a creare un organico equilibrato e con tante risorse. Nemmeno la mancanza di Cavani, asso e Matador nel Napoli, ha tolto smalto alla Celeste che ha dimostrato di avere una rosa veramente all'altezza e ben collaudata dall'exploit Mondiale. Il Paraguay visto fin'ora in Copa è invece la brutta, anzi bruttissima, copia di quello visto un anno fa in Sud Africa. L'approdo in finale per i biancorossi sarà comunque storico, visto che nessuna squadra prima era riuscita ad arrivare a giocarsi la Copa senza nemmeno una vittoria all'attivo. Per l'Albiroja sono cinque i pareggi in altrettanto partite disputate, le ultime 2 (quarti e semifinali) senza segnare (ne prendere) nemmeno un gol. Un vero e proprio catenaccio in salsa latinamerica che avrà dato dei risultati sul campo ma che non è riuscito (e come avrebbe potuto) ad incantare e far innamorare di se i tifosi. Molti appassionati neutrali, compreso il sottoscritto, sono addirittura indispettiti dall'ingiustizia di vedere una squadra tanto brutta andare a vanti a scapito di formazioni più meritevoli. Dopo il Brasile, Tata Martino (l'allenatore paraguaiano) con una candida sincerità ammise di aver avuto, testuali parole, Culo. Parole che dovrà ripetere anche dopo la "vittoria" ai danni del Venezuela. Nelle partite ad eliminazione diretta fin qui disputate, sono 6 in totale i pali colpiti dalle avversarie. Un campanello dall'allarme per l'Uruguay che dovrebbe preoccuparsi maggiormente di fare qualche sorta di Macumba per mettersi al riparo dalla scarogna piuttosto che preparare tatticamente la partita. Fin qui, inoltre, il Paraguay ha giocato contro sole 3 squadre, trovandosi nei quarti ed in semifinale due avversarie provenienti dal suo stesso girone. Cambiando avversario, si spera, magari cambierà anche il gioco e la sostanza della squadra. Domenica sera (ore 21 in Italia) al Monumental di Buenos Aires si affronteranno dunque due scuole calcio e due atteggiamenti tattici completamente differenti. I pronostici sono nettamente sbilanciati a favore degli uruguaiani ma in questa Copa America è veramente complicato trovare un filo logico da seguire e quindi non stupirebbe veder trionfare una squadra che non ha vinto nemmeno una partita in tutta la competizione.
 
Il calcio femminile ha gli occhi a mandorla
Sport Martedì 19 Luglio 2011
Nelle settimane scorse, passato in sordina in Italia visto l'assenza delle nostre atlete, in Germania si è disputata la sesta edizione del Mondiale di calcio femminile. Domenica l'epilogo con la sorprendente vittoria del Giappone sulle favoritissime statunitensi. Come la competizione maschile di 5 anni fa, anche la versione "in gonnella" del Mondiale tedesco si è decisa ai calci di rigore dopo una partita emozionante, con le asiatiche sempre sotto ma brave a sfruttare le indecisioni della difesa avversaria per pareggiare a ridosso della fine dei tempi regolamentari, prima, e dei supplementari, poi. A trascinare il Giappoone così lontano (mai andate oltre i quarti di finale) la veterana Homare Sawa, classe ’78, alla quinta partecipazione al mondiale. La capitana nipponica, per chiudere in bellezza, si aggiudica anche i più pregiati titoli individuali, la Scarpa d'oro (5 reti), il Fair Player ma soprattutto la palma di miglior giocatrice del torneo. Memorabile il gol nella finale al 118', un colpo di tacco in torsione sugli sviluppi di un calcio d'angolo che ha permesso alla sua squadra di agguantare all'ultimo respiro i rigori.

Quella del Giappone è un'impresa che si veste addirittura di leggenda visto lo spessore delle avversarie. Gli Usa sono infatti la vera potenza del calcio femminile mondiale. Due volte iridate e sempre sul podio nella competizione oltre a detenere il titolo olimpico, vinto 3 volte su 4 e sempre presenti in finale. Anche il cammino nipponico nel torneo rende ancora più entusiasmante il titolo ottenuto avendo eliminato nei quarti le padrone di casa della Germania, un'altra potenza del calcio tinto di rosa, detentrici degli ultimi due titoli planetari e vittoriose in 6 dei 7 Europei femminili disputati. In semifinale il Giappone ha invece eliminato la Svezia dopo essere passato in svantaggio in avvio gara. Il pareggio pochi minuti dopo e due gol nella ripresa (di ottima fattura quello della Kawasumi) consentono di monetizzare il miglior gioco espresso in campo dalle ragazze allenate da Nario Sasaki. Il trionfo mondiale è il coronamento di un percorso fatto dalla squadra giapponese che nel novembre scorso era riuscita ad imporsi anche nei Giochi Asiatici disputati in Corea del Sud.

Sfortunata invece l'avventura dell'unica portabandiera italiana presente alla competizione, Carolina Morace. L'ex giocatrice e allenatrice della nazionale azzurra, non è riuscita a lasciare il segno alla guida del suo Canada, nonostante il successo ottenuto in Gold Cup (la competizione continentale Nord Americana) lo scorso anno. Nel Mondiale la formazione della Morace esce al primo turno segnando solo un gol (7 invece quelli subiti) e restando ferma al palo con zero punti in classifica.


Per approfondire, con video, immagini, statistiche e tanto altro, suggerisco il sito ufficiale della Fifa.
http://www.fifa.com/womensworldcup/index.html
 
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