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Elogio della corsa
Sport Sabato 01 Marzo 2008
stefanobaldini.jpgTi svegli, vai alla finestra con la speranza che piova ed invece no il tempo è buono, poco soleggiato, ma buono. E quindi ti tocca, non c'è scampo, la mezz'oretta di corsa ti aspetta, peccato però che sia la prima dopo il lungo stop invernale. Maglia stropicciata, giubbotto antivento, calzoncini e nel mentre allacci le scarpe (queste serie altrimenti il piede non è contento) la vocina che ti dice: ma chi me lo fa fare? Boh, non so. Stretching d'ordinanza per buoni cinque minuti e si parte. Si parte piano, molto piano e per un minuto ti pare che tutto giri nel verso giusto, che i mesi di tortellini, pandori e pizze Rossini siano in un attimo scomparsi ma così non sarà. Prendi giù verso il mare, l'aria è frizzante ma non fredda, le signore di via della Sanità vanno a fare la spesa e tu sfrecci (oddio, arranchi). Il primo che incontri è più tecnico di te: Nike dalla testa ai piedi e viaggia che è un piacere e tu rosichi pensando: "e caz, questo non ha mai smesso, questo si pesa alla mattina per non prendere chili, sicuro!". Le gambe nel frattempo sono già diventate di marmo, quello buono di Carrara; il secondo invece è quello con la maglia tutta sbrindellata, il pantaloncino anni '60 e la scarpa che poi sfoggierà nella vasca in centro ma anche lui è meritevole di rispetto, di tanto rispetto. I secondi passano lentissimi, le gambe diventano di cemento e sbuca fuori anche il vento contrario a peggiorare la situazione. Ti ingobbisci, chiedi aiuto ad Abebe Bikila, Dorando Pietri ed anche a Paula Radcliffe ed affronti a tutta birra (quella svampita dell'IperCoop) la rampa finale. I muscoli urlano, vogliono scioperare ma non si può mollare, ora no, è assolutamente vietato farlo, il gusto è tutto lì nello sconfiggere la vocina e quando vedi il portone di casa sei felice più di Stefano Baldini allle Olimpiadi di Atene all'entrata nello stadio Panathinaiko.
Born to run.
 
Ambrosini, un gol da capitano
Sport Mercoledì 27 Febbraio 2008
ambros1.jpgSerata da ricordare quella del 24 febbraio 2008 per il pesarese Massimo Ambrosini che, dopo aver visto vincente l'amata Scavolini-Spar in quel di Bologna, segna il suo ventiquattresimo gol in maglia rossonera e lo fa per la prima volta indossando la fascia di capitano della squadra campione del mondo in carica.
L'esordio totale nella classifica dei marcatori avviene il 2 Maggio del 1999, quando un suo gol alla Sampdoria spianò la strada ai rossoneri allenati da Zaccheroni per la conquista dell'ultimo scudetto del millennio.
Altri ventitrè ne sono passati da allora per arrivare a quello segnato al Palermo, trai i quali spicca per importanza quello realizzato ad Eindhoven nella semifinale di Champion del 2005. Pur perdendo, i rossoneri trovarono la sfortunata finale di Instanbul grazie alla tipica incornata in tre tempi del pesarese.
In SerieA sono venticinque le reti associate al centrocampista biondo che ne aveva segnata una durante l'avventura a Vicenza.
Per festeggiare il giocatore di calcio più famoso della città vi proponiamo una serie di link per conoscere meglio Massimo Ambrosini e vederlo in azione, dentro e fuori dal campo.
  • Intervista dopo il PSV: [link]
  • Al Bpa Palas con la Champions League: [link]
  • Carrellata di gol: [link]
  • La storia del campione pesarese: [link]
 
Il mondo non sarà più lo stesso
attualità Martedì 26 Febbraio 2008
Repubblica è costretta, per una sera, ad abbandonare la consueta programmazione da campagna elettorale a causa di eventi dirompenti che sconquassano il Paese e rubano il palcoscenico ai Uolters di turno. Si potevano anche evitare gli aggiornamnti su Gravina. Stonano.
repubblicasanremo.jpg

Sono le 23.40 e aspetto disperatamente la prossima notizia. (F5, F5, F5...)
 
Film da Oscar?
Cinema Sabato 23 Febbraio 2008
coen.jpg"La perdita di ogni logica ma anche la convinzione di vivere in un mondo dominato dall' avidità e dalla violenza attraversano No Country for Old Men, che i fratelli Ethan e Joel Coen hanno tratto dal romanzo di Cormac McCarthy tradotto in italiano da Einaudi col titolo «Non è un paese per vecchi», dove un cacciatore (Josh Brolin) che si è impossessato dei due milioni di dollari di una banda di spacciatori di droga dovrà vedersela con i compagni dei trafficanti ma soprattutto con un killer psicopatico (Javier Bardem) che sembra godere nell' uccidere. Per due ore assistiamo all' inarrestabile meccanismo di distruzione messo in moto dalla forza devastante del denaro e dell' avidità umana, punteggiato dalla riflessioni disincantate di uno sceriffo (Tommy Lee Jones) che cerca senza troppa convinzione di fermare il massacro. Come già in Fargo i Coen leggono in chiave morale la gratuità del male e l' orrore della provincia americana (il film è ambientato nel Texas, nel 1980) ma qui la forza dell' assunto si stempera lungo una linea narrativa che rischia la meccanicità, tra esplosioni improvvise di violenza e compiaciute pause per ironizzare sulla stupidità umana."
Paolo Mereghetti per "Il Corriere della Sera"

Vincerà sicuramente l'Oscar ma chi scrive è più d'accordo con il Mereghetti che con Peter Travers (mica Marco Bedinotti) del Rolling Stone che nella locandina dichiara "Il miglior film dell'anno. Assolutamente starordinario.Una pietra miliare".
Bravo Bardem ma soprattutto bella la sua capigliatura, ottimo un fuggiasco Brolin, belle scene del paesaggio americano ma con una mezz'ora finale che perde nettamente di mordente.
Voto: 7+ e non di più.
 
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