Il tabellino della partita
TORINO – Il secondo posto al termine del girone d'andata, seppur conquistato al fotofinish, doveva far supporre ai più che questa Scavolini Siviglia non venisse a Torino come semplice spettatrice. E così è stato: a chi credeva che Venezia potesse mettere ancora in crisi i biancorossi, come già fatto all'Adriatic Arena, è andata maluccio. Quella era un'altra Vuelle, senza le certezze e la consapevolezza di quella attuale. Mentre a Venezia, orfana da una settimana di Fantoni, è sembrato andare davvero tutto storto. Ma ecco la gara: dopo le presentazioni di rito si parte. I quintetti: Hickman, Hackett, White, Jones e Lydeka per la Scavolini Siviglia, Clark, Young, Rosselli, Szewczyk e a sorpresa il giovane Magro per Venezia. La buona circolazione di palla favorisce Pesaro in avvio. Venezia arranca, soprattutto con lo spaurito Magro, che sembra un umano catapultato all'improvviso su Marte. Dura cinque minuti la partita del giovane lungo veneto, quando al suo posto entra Tamar Slay la musica cambia. Sul 16-8 biancorosso, Alvin Young tenta la rimonta, ma dopo due mesi ai box per infortunio entra Marco Cusin, che si presenta subito con stoppata e schiacciata a rimorchio sul ribaltamento di fronte. L'inerzia torna dalla parte dei biancorossi. Mazzon passa al pressing a tutto campo , ma pur con qualche difficoltà, il primo quarto vede la Vuelle avanti di otto lunghezze: 25-17. L'impatto di Cusin non si esaurisce, ma Venezia domina a tratti sotto i tabelloni con l'accoppiata Brian-Szewczyk, costringendo Dalmonte ad andare col quintettone: Hackett, Cavaliero, Flamini, Jones e Cusin. Torna l'equilibrio sotto le plance, ma i tiratori veneziani diventano infallibili: Bowers, Young e Slay martellano la retina, ma la classe di James White e Jumaine Jones tiene ancora a distanza la Reyer. Lydeka è una roccia soottocanestro e il primo tempo è ancora tutto di stampo pesarese: 48-34. Riparte ancora di gran carriera la Vuelle e dopo 4' tocca il +20 (59-39). Venezia sembra avere davvero poche armi da contrapporre allo strapotere biancorosso. La Scavolini Siviglia si concede anche il lusso della bomba sulla sirena (Cavaliero) che chiude il terzo quarto sul +24 (76-52). Mazzon quasi per sfida, riparte con Allegretti, Magro e Rosselli, assieme a Clark e Bowers. Pesaro amministra il vantaggio non disdegnando anche giocate spettacolari (schiacciata di Hickman nel traffico). Tenta l'ultimo disperato assalto Mazzon con un quintetto veloce (Szewczyk unico lungo), ma Cusin è sempre fresco come una rosa. Entra Urbutis ed è forse il segnale che anche Dalmonte ha oramai tirato un sospiro di sollievo. La festa continua con anche Tortù, Cercolani e Alibegovic in campo: ci sono da preservare le forze per la semifinale, tra poco più di 24 ore difatti, sarà semifinale. Finisce 90-70 con tutta la squadra sotto la curva dei tanti pesaresi festanti e felici di tributare il giusto applauso per una gara mai in discussione e condotta dall'inizio alla fine.