
Prima presentazione dell'anno per la nuova Vuelle 2012-13. Si tratta di Andrea Crosariol, il "big man" scelto per presidiare i tabelloni biancorossi
PESARO - Venerdì 17 alle ore 17. Questa la funerea data scelta per la presentazione di Andrea Crosariol, sin qui la punta di diamante della campagna acquisti estiva biancorossa. I superstiziosi stiano dunque alla larga e tra questi, non c'è sicuramente il buon Andrea, che dal vivo è un ragazzo sorridente ed estremamente educato. Qualcuno scherzosamente, prima della conferenza stampa di rito, gli chiede se indosserà il 17 anche come numero di maglia, ma lui risponde di no, il suo numero sarà l'11. Ma iniziamo con la presentazione: il presidente Del Moro, abbronzato al limite dell'ustione, si presenta con folta barba incolta, raggiante come al solito: "E' una scommessa", dice rubando la scena a Crosariol. Il "presidente tifoso" arringa dunque la (poca) folla con la chiosa iniziale in favore di quello che lui bonariamente chiama "Il Lungagnone": "Due anni fa alla mia prima conferenza stampa da presidente presentai un lungo italiano di belle speranze, Marco Cusin e questo portò bene. Spero che anche per Andrea sarà così. Quando John (Ebeling) mi parò di lui come possibile acquisto ammetto con sincerità di avere avuto qualche riserva e qualche pregiudizio, poi John mi fece riflettere chiedendomi se lo conoscevo davvero. Io gli dissi di no, così lo invitammo a Pesaro e scoprimmo un ragazzo davvero in gamba. All fine dell'incontro John mi disse di fidarmi ed io, che credo ciecamente in lui, lo ascoltai. Da quel momento Andrea era già per me uno di noi." Ma veniamo al protagonista, che timidamente prova a rispondere alle domande dei giornalisti: "Sono davvero felice di essere qui. Ringrazio la società per la fiducia accordatami. Vengo da Roma, una città grande e sicuramente più dispersiva di Pesaro. Lì il calcio porta via il 95% dei tifosi. A Pesaro invece, nonostante sia solo da pochi giorni in città, tutti mi riconoscono, mi danno il benvenuto e mi incitano a far bene." Crosariol sa di giocarsi un carta importante, dopo qualche anno in chiaroscuro: "Spero di trovare a Pesaro la tranquillità di giocare e una sicetà che mi permetta di non pensare ad altro." Irrompe nuovamente Del Moro: "Andrea ha scelto Pesaro per la sua rinascita professionale e nel farlo ha rinunciato ad un contratto molto più alto con Roma. Tra i motivi della sua scelta c'è senz altro il pubblico, che sostiene sempre la squadra. Anche con Daniel Hackett fu così due anni fa, ma se Daniel è un figlio di Pesaro ed è forse più facile per i tifosi coccolarlo e fargli sentire il loro calore, adesso Andrea, anche se non è di Pesaro, gioca "per" Pesaro e pertanto è uno di noi e dobbiamo farlo sentire a casa." Ad Avellino, Crosariol ha vissuto la sua stagione più esaltante, giocando anche in Eurolega. Cosa è successo in quella stagione e cosa si può fare per ripeterla anche a Pesaro? "Beh, Avellino è una città piccola, come Pesaro. In più quell anno c'era una squadra forte ed io avevo molta fiducia da coach Markovski, che già mi aveva allenato in Virtus l'anno precedente. Poi diciamo che giocare con un play come Travis Best semplifica le cose." I coach sono importanti nelle carriere dei giocatori. Prima Markovski, ora Ticchi. "Col coach ho parlato e mi ha trasmesso tutto il suo entusiasmo. Mi ha fatto impressione venire qui ed allenarmi in questa palestra fantastica sul mare. Mentre mi alleno vedo la gente fuori che prende il sole e fa il bagno. E' splendido." Una parola anche su Daniele Cavaliero. Ha influito sulla sua scelta di venire a Pesaro? "Beh, abbiamo lo stesso procuratore e questo ha facilitato le cose. Daniele mi ha sempre parlato bene di Pesaro, in più lui è un ottimo ragazzo e un grandissimo compagno di squadra, uno che lavora anche oltre il dovuto per migliorarsi sempre o rimediare ai suoi errori. Uno che ci tiene veramente e questo non può che stimolare anche i suoi compagni a fare sempre di più". A margine il Gm Montini a fari spenti ha sintetizzato anche la situazione di Flamini concludendo che l'offerta è stata fatta e lui al momento non l'ha accettata. Questo significa che o lui scende con le pretese o il capitano prenderà il volo verso altri lidi. Sugli americani si è in trattativa per le due ali, ma l'impressione è che i pochi soldi a disposizione al momento siano ancora un freno troppo grande per sbloccare le carte in tavola.
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17-08-2012 23:00
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