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Andre Jerome Collins: la scheda
Scritto da Stefano Valeri
Un passato senza gloria a Maryland, tre anni da star tra gli estensi, cacciato da Lardo in quel di Bologna, a Pesaro per la rivincita. Dopo Green un altro play tascabile per la Vuelle
Parola d’ordine “Revenge”, la molla sui cui punta la Scavolini Siviglia Pesaro per far girare al meglio il suo nuovo play. L’ultimo di una lunga serie, infatti se si va a ritroso nella storia recente di Pesaro si nota quanto sia difficile il rapporto tra chi ricopre questo importante ruolo e la città di Rossini. Si sono succeduti ben 4 play negli ultimi 4 anni, ogni anno è praticamente sempre cambiata la mente pensante della squadra. Per la stagione 2010/11 la Vuelle si è assicurata i servigi di Andre Jerome Collins, classe ’82, folletto di 183 cm (dichiarati, ma effettivamente qualcosa meno) nato a Crisfield piccolo paese nello stato del Maryland (ricordate questo nome, sarà ricorrente nella vita cestitstica di Dre). A Crisfield di fatto vive,cresce e muove i suoi primi passi nella pallacanestro al fianco di suo fratello maggiore (uno dei tanti fratelli e sorelle) colui che lo ha “iniziato” a questo sport e a cui Andre è sempre molto riconoscente quando parla della sua carriera. Tutto si può dire di Andre Collins ma non che non abbia fatto la cosiddetta gavetta, cresciuto, come spesso accade a questi ragazzi, nel degrado e circondati da mille pessime tentazioni, trova nel basket la sua ancora e parte dal basso ossia dalla Crisfield High School una piccola scuola superiore sulla riva orientale del Maryland ricca comunque di tradizione. Diventerà presto il giocatore di riferimento dei Crabbers che porta al successo del titolo statale (1A) nel 2000, raccogliendo durante la stagione cifre da capogiro (30.5 p.ti, 9.9 assist, 5.1 rubate, 4.9 rimbalzi) nella sua annata da senior. Eletto migliore giocatore dell’anno nella Eastern Shore e selezionato per il Capital Classic All-Star Game. Ma è un basket che sta stretto a Dre, il livello, come dicevamo, non è eccelso ma nonostante tutto le sue 4 stagioni in maglia Crabbers non passano inosservate e nonostante avesse proposte da altre università come Clemson, North Carolina o Notre Dame, il suo obiettivo è quello di puntare ad una maglia dei Terrapins, l’università del suo stato, un college prestigioso, con un progetto sportivo tra i più importanti d’America alla cui guida c’è un decano del basket come coach Gary Williams. Ma la strada che lo porterà alla Cole Field House risulta impervia, per essere ammessi all’ateneo bisogna superare test attitudinali ed avere voti all’altezza, Maryland pensa bene di parcheggiarlo all’Hargrave Military Accademy, stessa strada seguita da Lonny Baxter. All’accademia giocherà insieme a Sharrod Ford. Guida la squadra ad un record di 27 vittorie ed una sola sconfitta, mantenendo un livello di gioco costante ed efficace, sa di avere addosso gli occhi dello staff dei Terps e ci tiene a giocare il miglior basket possibile. L’anno dopo arriva lo sbarco nella NCAA che conta, entra nel roster di Maryland, il suo esordio arriva contro American nella larga vittoria mette a a segno i primi due punti della sua carriera in maglia Terps, ma per “Deuce” non sarà una passeggiata di salute, davanti a se ha infatti giocatori importanti come Steve Blake (neo lakers) e Drew Nicholas, coach Williams si fida del biondo play e la vita per Dre non è semplice, il primo anno a Maryland è povero di soddisfazioni, ma paradossalmente sarà quello in cui Collins vedrà di più il campo (22 partite contro 27 delle altre due stagioni), il coach cerca di tenerlo sulla corda accostando la sua posizione a quella di Juan Dixon, che aveva ripercorso le stesse tappe, per poi esplodere definitivamente. Gary Williams apprezza il suo ball handling ed il suo fiuto per il canestro ma davanti a se a giocatori più pronti e lo spazio per Dre Collins invece che aumentare diminuirà nelle due stagioni successive. Nel 2002 Maryland vince anche il titolo NCAA e ciò, potrà sembrare assurdo, ma non gioca a favore di Collins. Dopo tre anni di Maryland, nonostante avesse provato a cavalcare il sogno di essere protagonista nella sua università, considerati però gli scarsi risultati a livello personale pensò bene di levare le tende e salutare coach Williams e la compagnia per dimostrare al basket universitario chi fosse davvero Andre “Deuce” Collins. ![]() Verso nord, verso Loyola University, rimanendo sempre radicato nello stato del Maryland. Loyola era di fatto una succursale dei Terps. Nei Greyhounds ritrova coach Jimmy Patsos, uno degli assistenti di coach Williams a Maryland University. Dopo aver perso un anno per il trasferimento, nella stagione 2005/06 sprigiona la sua rabbia, la voglia di rivalsa lo porta a disputare una stagione stellare, dimostrando a tutti quale erano veramente le sue doti da attaccante, con i 26.1 p.ti è di fatto il quarto marcatore del paese (dietro a Morrison e JJ Redick). L’anno vissuto a Loyola oltre a permettergli di laurearsi in Sociologia, gli concede quella visibilità che i Terrapins non gli avevano mai dato, ma ciò non basta, considerata la sua scarsa statura, a lanciarlo nel dorato mondo della NBA. Ferrara, sempre a caccia di gente giovane e affamata, lo pesca al volo e lo porta in Emilia in men che non si dica. Da quel momento in poi è la storia recente della carriera di Collins, quella che tutti gli appassionati di basket hanno avuto modo di conoscere. Tre stagioni in crescendo con la maglia degli estensi, dove per altro riceveva il pesantissimo testimone da Terrel McIntyre, un anno di ambientamento, il secondo per centrare la prestigiosa promozione in A ed il terzo, nella massima serie, per consacrarsi agli occhi di tutti gli addetti ai lavori come uno dei giocatori più interessanti degli ultimi anni. Il salto di qualità definitivo arriva con una prova 5 stelle lusso contro la Virtus Bologna in cui fa a fette niente meno che Earl Boykins, annichilendolo sia in attacco che in difesa, quell’incontro gli vale un biglietto solo andata per Bologna dove il patron Sabatini se ne innamora firmandolo ancor prima di scegliere il coach (pessima scelta Claudio). A Bologna la storia parte subito nel peggiore dei modi, Dre si infortuna ad una mano e salta praticamente 4 mesi di campionato, al suo ritorno la squadra ha già acquisito una sua fisionomia ed il giocatore non riesce ad integrarsi al meglio, i rapporti con coach Lardo non sono idilliaci, ma nonostante ciò Collins disputa un playoff di altissimo livello, caricandosi in spalla la squadra su una gamba sola (reduce da un infortunio al polpaccio) alzando bandiera bianca solo in gara5. Con Bologna il matrimonio naufraga, nonostante il contratto per la stagione successiva in essere, coach Lardo lo scarica senza tanti giri di parole. Tornato sul mercato Pesaro l’ha praticamente fatto suo all’istante puntando tutto sulla sua voglia di rivincita. Ora facendo fede ad uno dei motti che Andre ha tatuato sul suo corpo “sbagliare non è contemplato”, si spera che Pesaro possa diventare la sua nuova Loyola. |
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