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mercoledì, 10 marzo 2010 |
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E' sconfitta, ma va bene così
Scritto da Redazione Pesarosport
Pesaro gioca la sua partita e finchè ha potuto difendere ha tenuto botta contro l'infinita rotazione senese, ma una paio di spallate del Montepaschi mettono la parola fine alla partita- Chalon è arrivata
Il Tabellino dell'incontro
Sfida numero quarantasette tra Siena e Pesaro, una sfida relativamente giovane tra due squadre che vivono momenti storici della loro vita molto diversi. Affrontare i campioni d’Italia negli ultimi anni è sempre significato rimediare pessime sconfitte per chiunque, ma Pesaro può però vantare una piccola-grande vittoria cammeo in coppa Italia. Siena, reduce dalla brutta prestazione di Istanbul, è chiamata ad un pronto riscatto e Pesaro le se para davanti proprio prima di una sfida difficile come quella contro Madrid di mercoledì prossimo. La partenza dei ragazzi di Pianigiani fa subito una certa impressione, bang-bang ed è già 6-0. Siena che deve fare a meno di Lavrinovic tenuto a riposo precauzionale. Pesaro adotta la politica dei piccoli passi e cerca come al solito ad inizio partita di coinvolgere il suo bambinone sotto canestro, Eric conferma di avere la mira storta in questo periodo e spreca ben tre soluzioni prima di trovare il fondo del canestro. Marques Green fa toccar palla a tutti e l’attacco ne giova come al solito, dopo 5 minuti tutti i suoi compagni in campo sono già a referto e la Vuelle si ritrova avanti 10-16, potrebbe essere già un evento da ricordare. Green deve uscire però poco dopo aver commesso il suo secondo fallo e con Joksimovic in regia la musica cambia, anche perché Siena nel frattempo ha registrato un paio di viti in difesa, l’ex Ress da il là per ricucire lo strappo di 7 punti e con il gioco da 3 punti di Sato la Mensana impatta a quota 22, punteggio con cui si chiude il quarto. Coach Dalmonte rischia subito Green ad inizio secondo quarto e, sarà un caso, ma con lui in campo Pesaro prova a mettere il naso avanti ancora, 22-27, ma i rischi molto spesso si pagano cari ed in un amen il vantaggio si tramuta in svantaggio, il terzo fallo di Green provoca brividi freddi a tutti i pesaresi, ora sarà dura continuare a sognare. Pesaro fatica a tenere gli 1 vs 1 senesi ed è costretta a spendere tanti falli. Siena si riporta in parità senza fare niente di particolare, semplicemente sfruttando le troppe palle perse biancorosse, l’ennesima delle quali spinge Joksimovic a commettere il suo terzo fallo, situazione che si fa drammatica in cabina di regia per la Scavo Spar. Fasi della partita pessime, con continui interruzioni per falli o palle perse, Siena va sul +5 (34-29) solo segnando dalla lunetta. Pesaro ora fatica con Tomassini in regia, la fisicità di Siena costringe la difesa pesarese ad usare troppo le mani, fatto stà che a due minuti dalla fine del secondo quarto la Vuelle ha già 4 uomini gravati di tre falli, falli che costringono Dalmonte ad una girandola di cambi che mandano in confusione la squadra, Siena con un filo di gas si porta a +13 (46-33). La seconda frazione si chiude sul punteggio di 49-38, ma Pesaro ha da che rammaricarsi, il suo vero nemico sono le banali palle perse (17 dopo 20 minuti) più che la corazzata Siena. In avvio di ripresa Dalmonte prova a giocarsi le ultime speranze rimettendo giustamente tutto il quintetto titolare. Williams è spento e Pesaro fatica ad avere un attacco ben bilanciato perché in area è praticamente inesistente. Il vantaggio senese si aggira sempre sulle 10/12 lunghezze, Pesaro ha il merito di rispondere agli attacchi senesi, ma recuperare punti è cosa ben diversa contro questa Siena. Ancora una volta Pesaro si scopre corta quando deve chiedere aiuto alla sua panchina, anche questa sera il nulla da Cinciarini e Joksimovic. Com’è come non è, il motore di Pesaro inizia a battere in testa e Siena ancora una volta senza accelerare troppo si ritrova a +18 (72-54). La Scavo Spar inizia ad accusare il colpo, le rotazioni dei verdi sfiancherebbero anche un toro e senza alternative in attacco si fa fatica vera. La tripla di Carraretto porta il vantaggio del Montepaschi sopra le 20 lunghezze per la prima volta nell’incontro, quanto mancano poco meno di 4 minuti alla fine, momento in cui coach Dalmonte alza bandiera bianca e mette a sedere i suoi uomini migliori preservandoli da eventuali infortuni. La partita si spegne sul punteggio finale di 90-76, niente di nuovo in terra senese per Pesaro, ma non è certo un dramma, la salvezza passa per altri campi soprattutto su quello di casa, quando già da domenica ci sarà da vendicare la bruciante sconfitta di Treviso all’ultimo secondo contro una Benetton che non sta certo attraversando un buon momento, ma prima per ritemprare spirito e corpo si dovrà avere la meglio dello Chalon.
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