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sabato, 13 marzo 2010 |
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La ScavoSpar supera anche l'ostacolo Buducnost
Scritto da Andrea de Poda
![]() Dopo un avvio decisamente freddo i pesaresi ingranano e conquistano anche la seconda gara di top 16 di Eurochallenge. Di fianco a Michael Taylor Hicks, è Casey Shaw l’uomo in più per i biancorossi
PESARO – PODGORICA 90-77
Atmosfera davvero desolante quella dell’Adriatic Arena: fra la neve, lo snobismo e i mini-abbonamenti saranno circa 300 gli spettatori a gremire gli spalti (escluse le Ranocchi girls) di cui stimiamo una quota paganti pari a 50. Il KK Buducnost, dove KK sta per Kosarkaski, è una squadra di quelle da affrontare con rispetto: dominatori del campionato montenegrino, paese che molto ha dato al basket, in Lega Adriatica navigano stabilmente nella parte alta della classifica. Con un roster che invece di pescare oltreoceano guarda soltanto all’area balcanica, gli ospiti aggrediscono la gara fin dai primi minuti spingendosi avanti trascinati da Gordic e dall’ottimo Dragicevic; Pesaro fa invece molta fatica a entrare nel ritmo partita – e sicuramente l’ambiente desolante non aiuta – priva oltretutto dell’apporto offensivo di Sakota, fermato dal mal di schiena e lasciato a riposo. Con i pesaresi che restano a distanza di sicurezza grazie a qualche iniziativa di Hicks e alla buona volontà di Flamini, partito in quintetto, il primo quarto chiude con Podgorica in vantaggio 28 a 21 con tanto di canestro da metà campo a bruciare la sirena. Il secondo quarto si apre con un paio di amnesie generali di Hicks, di quelle che ogni tanto gli prendono, da chiedersi se non sia posseduto dallo spirito di Troy Trouvillon, e per fortuna che a dargli manforte entra in campo anche Tomassini a far rifiatare Green – piazzato per fortuna in posizione di guardia grazie all’utilizzo di Joksimovic in regia. Se siamo costretti a segnalare qualche buona intuizione di Cinciarini (qualche!), Williams appare invece ancora in una fase di condizione decisamente precaria: in particolare sembra uno sforzo fuori portata il sollevare la propria massa corporea ad allungarsi verso il canestro. Buon per Casey Shaw che, dopo un primo tempo alquanto inconsulto, regala ai biancorossi il primo vantaggio (44-42) con un paio di magie in apertura di ripresa, ivi compreso un leggiadro appoggio volante su invitante assist di Marques Green. Podgorica prova ad aumentare l’aggressività in campo (e anche in panchina, con coach Radonjic a guadagnarsi un tecnico) ma Pesaro trova nel buon Cvetkovic il collante di squadra che permette di raggiungere il massimo vantaggio (+9 prima dell’ultima frazione con 11 punti di Branko tutti nel terzo periodo). Hicks firma l’allungo decisivo, il Buducnost tenta l’ultimo assalto risalendo fino al -6 a due minuti e mezzo dallo scadere, ma due buone difese dei pesaresi condite da una bomba di Nebojsa scrivono di fatto la parola fine. Sei in doppia cifra tra gli uomini di Dalmonte, che martedì prossimo saranno di nuovo in campo all’Adriatic Arena dove affronteranno lo Chalon, sconfitto in serata dai ciprioti. Invece per gli abitanti dell’ex Titogrado – che hanno aperto il girone con due sconfitte – il rientro in Montenegro sarà quanto mai Amaro (non potevamo esimerci).
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