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sabato, 13 marzo 2010 |
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Il mio nome è Luca, Luca Dalmonte
Scritto da Matteo Fattori
Conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Scavolini Spar Luca Dalmonte. Hicks perno, caccia a Maggioli e pochi fronzoli. Ma non chiamatelo coachLA SCHEDA Parte "The President" Vellucci "And the winner is..." : "Dalmonte è un ottimo acquisto perché allenatore esperto anche in Europa nonostante sia ancora abbastanza emergente. La sua scelta è dovuta al fatto che lui sposa perfettamente i progetti societari, sabato ci ho parlato a lungo e sono rimasto molto ben impressionato. Obiettivi che per inciso sono riassumibili nelle 4 “D”: DIFESA, DISCIPLINA, DEDIZIONE, DUREZZA ![]() Dalmonte speaking: La prassi (bla bla bla): "È un grande onore, sono molto emozionato perché so di venire in una città dove la gente ha grande cultura e passione per la pallacanestro e la conosce bene e, conoscendo i nomi dei miei predecessori, sono ancora più onorato. Credo che il gruppo sia determinante rispetto al singolo giocatore e che ognuno debba avere un ruolo certo e ben definito, la cosa più importante è mettersi al servizio della squadra e fare gruppo per creare un sistema di gioco in attacco e in difesa ben definito e nel quale tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile e soprattutto che coinvolga tutti. È importante che il lavoro quotidiano in allenamento sia di grande qualità per costruire quello che vogliamo fare la domenica. Non faccio mai proclami ma garantisco il mio massimo impegno e rispetto per questa società e città e garantisco che cercherò di trasmetterlo alla squadra prendendomi la responsabilità nel caso in cui questo non dovesse accadere. Cubo di Rubik: Le mie squadre devono avere qualità umane, in campo devono esserci incastri tra giocatori, per una maggiore funzionalità di rapporti. I ragazzi dovranno stare bene in squadra e nella squadra. Quando sarà il momento dovremo partire ed essere ogni giorno meglio ieri, attraverso il nostro lavoro. Voglio una forte identità di squadra, da raggiungere attraverso il lavoro quotidiano in palestra. Ogni giocatore dovrà essere contento di ricoprire il suo ruolo. Dal titolare all'ultimo della panchina. Glielo diciamo in partenza quello che sarà il loro ruolo, se sono contenti di ricoprirlo dovrebbero in teoria produrre pure di più. La dedizione difensiva sarà fondamentale. Ci sarà da dare il 100%. Parlando dell'attacco la parola d'ordine sarà altruismo. La forza della squadra deve sopperire alle mancanze del singolo. Estremo difensore: "Oggi credo che il ruolo dell'allenatore è quello di difendere la squadra mettendoci la propria faccia. Non ho mai parlato di un singolo giocatore né in negativo, né in positivo. E'importante difendere la propria squadra dalle distrazioni esterne. Nello spogliatoio spingerò la squadra a fare sempre meglio." L'unione fa la forza: "Arrivando a Pesaro ho la consapevolezza di avere come collaboratori persone di alto livello, ma anche persone importanti dal lato umano. Ritengo che sia importante la qualità della squadra che scende in campo, ma ancora di più la qualità dello staff che lavora dietro. E' una squadra al servizio della squadra. Il mio compito sarà unire le qualità di tutti." Fatti, non pu...te: "Preferisco i fatti alle parole. Il mio modo di essere è quello di dire ciò che penso in faccia. Con chiunque sia di fronte a me. Ci tengo e credo che indipendentemente dai ruoli è importante porsi di fronte a tutti con rispetto e correttezza Ai giornalisti dico che c'è la mia disponibilità a 360° in qualsiasi momento della giornata per ogni chiarimento o domanda. Massima disponibilità e collaborazione per affrontare assieme l'obiettivo comune che è quello di portare in alto la Scavo Spar."I love you man: Mi piace la difesa a uomo, ma credo che sia giusto avere a disposizione tutte le alternative tattiche possibili, anche la zona. La uomo però è la base del basket: uno contro uno, sfida, sacrificio, attenzione. E' importante che ci sia condivisione di intenti tra tutti. E le premesse portano tutte a questo percorso. La dura legge del mercato: "Stiamo valutando la situazione dei possibili giocatori da acquistare, anche pesaresi, come Maggioli. Darebbero maggiore qualità. Cercheremo di fare la squadra più competitiva possibile, per affrontare la coppa nel migliore dei modi. Abbiamo tante idee, poi però dobbiamo scontrarci col mercato e quello che offre e non sempre è in perfetta sintonia col nostro pensiero. Forse giocando la coppa possiamo avere un'arma in più ed attrarre giocatori che magari senza, non verrebbero. L'asse play-pivot è importante: è l'economia che determina la squadra. Il giocatore con più talento ha la responsabilità di creare, collassare la difesa su di se ed aprire spazi per i giocatori con meno talento." In Maggiolone we trust: "Maggioli ha una situazione ancora non semplice. E' un obiettivo dichiarato e sarebbe uno dei perni attorno al quale ruotare gli altri giocatori, è per questo che lo aspetteremo sino alla morte, se necessario. La mia esperienza con lui è molto positiva. Il gradimento sarebbe inestimabile, così come la mia motivazione nel tornare a lavorare con lui." Mister X: "Hicks sarà fondamentale, attorno a lui costruiremo la squadra. Se sarà capitano non so, lo decidono i giocatori. Di certo io lo terrò in grandissima considerazione, viste le sue grandi qualità tecniche e tattiche, che ha dimostrato alla grande nell'ultimo campionato. Può attaccare difendere su più ruoli e questo fa di lui un grandissimo giocatore" Amici mai (per chi si ama come noi...): "Io non ho amici tra i giocatori, ma non credo che sia fondamentale per vincere. Ci sono squadre che hanno vinto senza parlarsi. Credo che debba esserci un rapporto professionale tra giocatori e coach, basato sulla divisione e il riconoscimento dei ruoli, sulla correttezza ed il rispetto reciproco. Io cerco di instaurare un rapporto coi giocatori tra uomo e uomo. Non ho mai mancato di rispetto per nessuno. Ho grandissimo rispetto per l'uomo e quindi per il giocatore. Dando questo, lo pretendo anche dagli altri. E non solo coi giocatori, ma con tutti. Do la massima disponibilità coi giocatori a dargli una mano anche aldilà dei problemi tecnici, ma l'amicizia è per me uno status talmente straordinario che non ritengo possibile crearla in 2-3 anni di lavoro in un posto." Credo in un solo basket: "Abbiamo il dovere di costruire un gruppo italo-europeo di massima qualità. Abbiamo delle priorità come status di partenza. Affiancheremo una guardia ad Hicks, che possa giocare bene pick 'n roll, integrerebbe bene le cartteristiche di Hicks. Fare nomi non è semplice, sarebbe equivocato. Sicuramente due guardie possono giocare bene con Hicks, uno sarà produttivo da tre punti (anche sopra la norma), l'altro dovrà dare più ordine. Poi un quattro che si possa rendere pericoloso fronte a canestro. L'evoluzione del gioco richiede questo. Il quattro deve essere perimetrale, quando si lascia spalle a canestro Hicks occorre qualcuno che gli apra il campo e al tempo stesso rimanga un pericolo per l'avversario. Infine un cinque che si renda pericoloso nei pick'n'roll, quindi esperto e in grado di interagire bene col playmaker che ci sarà. La panchina la voglio polivalente: sarebbe necessario che i giocatori in panchina possano ricoprire più ruoli. In questo modo hanno più occasioni di entrare in campo a dare una mano ed essere così anche più gratificati dal punto di vista personale." My name is Luka: "Non mi piacciono i termini come coach e mister. Per tutti voi, d'ora in poi, sarò solo Luca"
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