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Scritto da Matteo Fattori
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giovedì 10 luglio 2008 |
| Torna il Punto Critico, che questa volta analizza le falle del progetto triennale della Scavolini Spar
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| PESARO - Progetto triennale. Questo si diceva l'anno scorso all'annuncio dell'ingaggio di coach Pino Sacripanti. Bellissime parole, ma sin qui completamente disattese. Certo, il coach è rimasto, così come Hicks e Myers. Ma a parte loro, anche quest anno c'è stata rivoluzione completa. Ma non si era parlato di progetto? Un progetto presuppone la posa di basi solide da far crescere col tempo. Niente di tutto questo. Saranno cambiati ben 8 giocatori su 10. Stanic e Shaw avranno un contratto biennale. Su Van Rossom ancora non si sa, di certo arriva in prestito da Milano, quindi, nel caso in cui quest anno esploda a grandi livelli, stiamo certi che tornerà in un nanosecondo alla corte di Giorgio Armani. Hurd e Curry hanno contratti annuali. E' questa forse la programmazione? Perchè ogni anno bisognare fare e disfare la tela come Penelope in attesa di Ulisse? E poi c'è la storia degli juniores, che quest anno non ci saranno, "perchè non garantiscono allenamenti adeguati" e per "non bruciarli". Ma se non si gettano in pista i giovani a 18-20 anni, quando lo si deve fare? Che senso ha prendere come sparring partner dei ragazzi maturi che giocano in serie minori? E che senso acquista a questo punto il vivaio biancorosso e tutti gli investimenti fatti su di esso? Un vivaio che è tanto lodato quando occorre, ma che viene inopinatamente svilito da una decisione obiettivamente deprimente, soprattutto per i ragazzi stessi. A paradosso di tutto ciò il fatto che Pino Sacripanti, coach della Scavolini Spar, è anche l'allenatore della nazionale italiana under 20. Ovvero: colui che per privilegio può osservare più da vicino i giovani talenti che saranno il futuro del nostro basket, è al tempo stesso colui che non li vuole neppure a fare gli allenamenti con la sua prima squadra. Sembra una barzelletta. Eppure è la triste realtà.
Matteo Fattori
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