PESARO – Un
colpo da stroppiciarsi gli occhi. Un acquistone da far invidia a diverse
società di calcio a 5 di serie A1, almeno 3, che fino all’ultimo
hanno provato a tesserarlo. Ma André Mauricio Vicentini in arte
“Deco” aveva fatto la sua scelta. Aveva sposato in toto
il progetto del Pesaro
Five, la società giovane ed
ambiziosa di serie B del presidente innamorato di futsal Carlo Mercantini
e dei due vice instancabili e competenti Riccardo Luponio e
Lorenzo “Ciro” Cerreti
Deco a Pesaro. Moratti
stia tranquillo. Non si tratta del centrocampista del Barcellona che
fa gola a mezzo mondo del pallone a 11. Il paragone non tiene però
solamente per via del passaporto. “Deco” Vicentini è un italo-brasiliano
classe ’77, big del calcio a 5 tricolore ma non solo. Qualche dato
per i non addetti ai lavori? Basta spulciare un palmares dorato che
annovera nella sola penisola italica due coppe Italia e due
Supercoppe italiane con il Prato calcio a 5, una coppa Italia
con la Luparense. Grandioso,
ma non tanto quanto le 64 presenze con la nazionale azzurra condite
da ben 21 segnature. Una cosa è certa: il Pesaro
Five ha comprato un campione.
Un esterno dalle formidabili doti realizzative che con la nazionale
italiana ha vinto l’Europeo nel 2003
ed è arrivato secondo al Mondiale dell’anno successivo. Scusate
se è poco…
Ma come è stato possibile
portare in biancorosso un vicecampione del mondo ancora nel fior fiore
della carriera? A spiegarlo è il mago del mercato dei pesaresi, vero
e proprio factotum societario, Michele Marcelli. E’ lui che
ha condotto direttamente la trattativa facendo sì che il sogno divenisse
realtà: “Deco aveva richieste importantissime da
diversi club di serie A1, dal punto di vista economico
molto più vantaggiose della nostra, ma ha fatto una scelta di vita.
Voleva stare più tranquillo: trasferte meno lunghe e
niente ritiri per dedicare più tempo
alla moglie e ai figli. Quel che è certo è che mai un calciatore di
questo livello ha giocato in serie B. E poi è anche una gran persona.
Avendo finito la stagione praticamente l’altro ieri, noi
gli avremmo anche concesso qualche giorno in più di vacanza. Niente
da fare: da professionista modello
lui ha rifiutato, programmando di aggregarsi al resto della squadra
il 18 di agosto, giorno di inizio della preparazione precampionato”.
Chapeau.
Deco, che al Pesaro Five ritrova gli amici Tavoloni e Tomasetto,
è la ciliegina – pardon la ciliegiona – sulla torta di un mercato
biancorosso che non può che definirsi scintillante. Marcelli però
fa da pompiere frenando qualsiasi volo pindarico o sbornia eccessivamente
entusiastica: “Siamo felicissimi dell’acquisto di Deco e della
squadra allestita per la prossima stagione nel suo complesso
(un team che potrebbe arricchirsi di un ulteriore puntello,
di un giovane di valore). Detto questo,
però, vogliamo che sia chiaro che
non abbiamo obiettivi particolari se non quello di divertirci e divertire.
Non abbiamo l’assillo della vittoria a ogni costo,
bensì il proseguimento graduale di un progetto che prevede
sì di salire sempre più in alto ma un po’ alla volta.
Passo dopo passo. Quel che è certo è che se l’amministrazione comunale
di Pesaro non avesse deciso di destinare un padiglione del quartiere
fieristico di Campanara a struttura sportiva non sarebbe stato possibile
tutto questo”. Non si poteva mica far continuare a giocare una
squadra di serie B all’aperto, anche se in un campo come quello adiacente
alla chiesa parrocchiale di Soria che è legato a momenti di storia
recente che rimarranno impresse nel librone dello sport pesarese. Figuriamoci
adesso che in biancorosso è arrivata a brillare la stella di un vicecampione
del mondo.
(Comunicato stampa)
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