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Leroy Hurd III: la scheda |
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Scritto da Stefano Valeri
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mercoledė 25 giugno 2008 |
Approda a Pesaro un quarterback dal fisico d'acciaio. Il Duca evoluirà in maglia biancorossa dopo la positiva stagione di Rieti, la Scavolini Spar lo ha scelto come ala forte titolare
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| La notizia era nell'aria già da giorni, mancava solo l'ufficializzazione anche se negli ultimi giorni l'entrata in scena della Virtus Bologna aveva un pò agitato le acque, ma alla fine è arrivata la firma sul contratto che legherà per la prossima stagione Leroy Hurd alla Scavolini Spar Pesaro. Staff tecnico che una volta individuato nell'ala ex Rieti l'uomo giusto ha spinto sull'acceleratore ed ha chiuso rapidamente la trattativa aggiungendo di fatto un altro pezzo importante al quintetto titolare che ora manca solo del centro titolare.
E' Pascagoula, piccola cittadina del Mississipi, come per l'amato Melvin Booker, a dare i natali a Leroy Hurd III. Un ragazzo che cresce all'insegna dello sport. Suo padre Leroy jr. fin da subito diventa la persona di riferimento nonchè il suo personal trainer, colui che avvierà e formerà fisicamente e atleticamente il neo acquisto biancorosso.
Hurd inizia a farsi notare fin da subito a Moss Point High School, dove eccelle praticamente in tutti gli sport, basket, football e atletica, la giornata del giovane Leroy è incentrata sullo studio e sull'allenamento che prosegue anche tra le mura amiche con la spinta propositiva del papà che vede nel figlio una sorta di investimento, considerate le spiccate doti fisiche.
Giocando come quarterback per Moss Point la sua squadra perde solo un'incontro ma di lì a poco vuoi anche per i centrimenti che si aggiungono in altezza al suo fisico, Leroy sceglie il basket come lo sport sul quale concentrarsi e lo fa con ottimi risultati, è il dominatore assoluto della sua squadra, tanto da essere votato come miglior giocatore dello stato. Nella sua stagione da senior a Moss Point tra una partita e l'altra trova anche il tempo di stabilire il record scolastico nel salto in alto (2.05 m).
Alla fine della sua esperienza in High School alla sua porta bussano molte università importa nti, University of Miami, University of Texas-San Antonio, Georgia e South Florida, la scelta ricade, stranamente, sulla prima di queste.
L'impatto con l'università è subito positivo e grazie anche alle sue giocate Miami vince il titolo della Big East e accede al torneo NCAA, spingendosi fino alle Sweet Sixteen. Dopo due anni a Miami in concomitanza con il cambio di coach, Duke, nomignolo affibiatogli da mamma Sheron, accanita fan di John Wayne, si trasferisce insieme a sua moglie Noelle e sua figlia all'università di
Texas-San Antonio che lo aveva corteggiato due anni prima. A causa dele regole della NCAA resta fermo un anno, ma l'anno successivo Leroy si rifà con gli interessi disputando una stagione maiuscola. Un connubio tra un fisico stellare ed una buonissima intelligenza cestistica ne fanno un giocatore duttile e utile in ogni aspetto del gioco.
Finità l'esperienza universitaria, non scelto dalla NBA, prova la carta delle summer league, prima con la maglia degli Spurs, poi con quella degli Indiana Pacers. Nell'esperienza nella lega di sviluppo ai Columb us Riverdragons, Hurd incrocierà la strada proprio con l'altro neo biancorosso Ramel Curry. Prima delle esperienze italiane, in Europa, Leroy approda per la prima volta nella stagione 2004-05 in Francia allo Châlons-en-Champagne dove non entusiasma. La stagione che apre la strada è quella di Montegranaro
dove da protagonista spinge la Sutor fino a giocarsi la finale per la promozione che non giocherà a causa di un infortunio.
L'anno dopo, non confermato da Montegranaro, conquista comunque la massima serie andando a giocare per i colori della Siviglia Wear
di Teramo, confermandosi giocatore quadrato e dalla grande presenza fisica. Nell'ultima stagione è stato uno dei protagonisti della
positiva stagione reatina, migliorando ancora il suo gioco, che sicuramente non sarà appariscente ma sicuramente solido sia in attacco che in difesa.
Un'eredità importante quella di Hurd che andrà a prendere il posto del discussisimo Ron Slay. Due giocatori quasi agli antipodi, atleta vero e buonissima etica al lavoro Leroy, etica rivedibile e tecnica sopraffina al servizio di una testa non sempre ben connessa Ron.
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