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Scritto da Matteo Fattori
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lunedì 02 giugno 2008 |
| Rodolfo "Rudy" Terenzi se n'è andato combattendo, come ha sempre fatto in tutti i campi da basket che ha calcato
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| | PESARO – Se n’è andato in silenzio, a soli 46 anni, dopo un anno di sofferenza. In molti neppure sapevano che stesse male, ma Rodolfo “Rudy” Terenzi era così: un combattente che non si lamentava mai dei colpi subiti e che impavido affronatava l’avversario sempre a testa alta. Perché lui era davvero rude, una quercia, come i suoi due fratelli, che tanto hanno dato al basket pesarese. Nelle minors era quasi un’istituzione e non c’è squadra dove non abbia giocato. In maglia Scavolini ha affrontato due campionati: 1979-80 e 1980-81. Erano gli anni degli spareggi salvezza e degli esodi della città per seguire la squadra, quella del mitico Joe Pace. Erano gli anni di Wilbur Holland e dei primissimi Sylvester e Magnifico. Assieme al fretello Roberto e agli amici di sempre Procaccini e Mancini, Rudy si affacciava timidamente nel mondo della pallacanestro. Altri tempi, così come Rudy era uomo d’altri tempi. Ma non in campo, dove i suoi gomiti hanno sempre svettato in alto, fino ai mondiali over 40 in Portorico del 2006, dove trascinato da Peppe Ponzoni aveva alzato il suo ultimo trofeo. Poi la malattia, rara, maledetta, senza scampo, affrontata sempre con grandissima dignità, così come era sempre solito affrontare la vita. Ciao Rudy, salutaci Alphonso.
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