Mentre il pirmo caldo inizia a farsi sentire c’è un problema
ben più invadente che attanaglia la città: il budget che la Vuelle avrà a disposizione
per costruire la squadra per la stagione 2008/09. Il presidente Vellucci ha
innescato, suo malgrado, pochi giorni dopo la sconfitta beffa contro l’Air
Avellino, l’argomento, facendo emergere i suoi timori sulla futura struttura
del consorzio e sul fatto che alcuni dei soci giunti alla fine dell’accordo
triennale potessero non rinnovare la loro fiducia.
Un fulmine a ciel sereno che i giornali locali hanno cavalcato
a pieno nei giorni a seguire, ed in periodi di magra come quello post
campionato ha contribuito a creare un tormentone, giorno dopo giorno si è
venuto a creare un clima di isterismo collettivo e di colpo ci si è ritrovati
addosso una paura insensata e per certi versi anche ingiustificata. Partendo
dal presupposto che i due pilastri societari, ovvero le famiglie Scavolini e
Vellucci, rimangono ben saldi al timone della società, ci sarà da valutare
quale sarà l’apporto del consorzio, ma anche ipotizzando un calo di questa
fetta di capitale (ad oggi tutta da dimostrare) non si scorgono all’orizzonte
problemi così insormontabili come in molti invece sembrano palesare oramai da
settimane.
Si farà di necessità virtù, se il famigerato budget sarà di
entità leggermente più ridotta, società e tifosi dovranno adeguarsi di
conseguenza, senza per forza cadere in crisi di panico. Forse i più,
considerando le contingenze del momento che si sta attraversando, dimenticano
che quel che conta veramente è essere in serie A e avere una società sana e con
i conti apposto, questo nella realtà attuale dello sport italiano è già un
traguardo dal quale non si può più prescindere, inutile fare voli pindarici e
avere false pretese. Lavorare con oculatezza con quello che si ha a
disposizione non vuole dir per forza affrontare un campionato privo di
soddisfazioni, come dimostra una parte delle squadre che hanno affrontato gli
ultimi playoff.
Per ciò che riguarda il mercato siamo solo alle schermaglie
iniziali, sostanzialmente nessuna società si è mossa realmente, solo qualche
contatto informativo, finché le big non entreranno in maniera decisa in affari
il resto delle contrattazioni ristagnerà in attesa, ma nel frattempo guardarsi
intorno è la cosa più giusta da fare, fermo restando che, causa i regolamenti
italici che tarpano le ali alle società italiane nei confronti del resto
dell’Europa, la priorità è quella di lavorare sul pacchetto dei giocatori
italiani che di fatto vincolano sia il roster, che gran parte del budget a
disposizione. Per quel che riguarda invece il mercato degli extra comunitari i
campionati europei possono essere ricchi di spunti di interesse. Spostandosi un
po’ verso est nella lega turca ci si può imbattere in giocatori del calibro di
Sean Marshall, giovane guardia tiratrice uscita da Boston College che
nell’ultima stagione appena trascorsa ha vestito la maglia del Karsiyaka e
seppur alla sua prima stagione da professionista l’impatto con il vecchio
continente è stato più che buono dimostrando oltre ad una tecnica più che
accettabile anche doti realizzative e ottime capacità a rimbalzo nonostante sia
solamente 1.98. Stagione che assume contorni ancor più positivi considerata la
stagione stellare del suo talentuoso compagno di squadra Quinton Hosley già nel
mirino delle big d’Europa (si parla di un forte interessamento da parte
dell’Efes). Rimanendo sempre in Turchia altro elemento che desterà sicuramente
l’interesse degli addetti ai lavori sarà Warren Carter ala di 205 cm. classe ’85 anche lui
come Marshall alla prima stagione da pro, giocando nel Selcuk di Konya si è
messo in mostra per la sua atleticità e per le buonissime doti a rimbalzo
essendo un buon saltatore, come aveva dimostrato anche al college nelle file
dei Fighting Illini di Illinois.
Spostandosi nella BBL tedesca, oltre al già citato da più
parti Derrick Allen, ha ben impressionato nelle file del Trier, Caleb Green che
nonostante sia un po’ undersized per giocare ala forte considerati i suoi 203 cm, si batte bene sotto
le plance, sia a rimbalzo che nel gioco d’area dove sa usare molto bene il suo
corpo nel prendere posizione contro avversari più alti e grossi. In Germania
alla prima esperienza fuori dall’America, ha messo in mostra un raggio d’azione
anche oltre l’arco dei 6 e 25. Giocatore del tutto simile a Caleb Green come
caratteristiche, ma con maggior tasso tecnico, è invece Taj Gray, anno 1984, 205 cm, l’ex Sooners dopo
non essere stato scelto al draft del 2006, è venuto in Europa nella ProA
francese, prima nello Cholet (06/07) dove ben impressionò e poi l’anno
successivo a Parigi dove però causa anche una squadra non competitiva non ha
saputo ripetere la buona stagione dell’anno precedente. Giocatore che fa
dell’energia il suo vero marchio di fabbrica, buonissimo stoppatore, intenso in
difesa, corre bene il campo cosa che gli permette, nonostante la stazza, di
essere pericoloso in contropiede e a rimbalzo d’attacco. In fase offensiva non
ha movimenti collaudati in post e spalle a canestro ma compensa con un efficace
jump shot dalla media.
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