venerdì, 29 agosto 2008
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I giovani incantano, ma non a Pesaro PDF Stampa
Scritto da Matteo Fattori   
mercoledì 21 maggio 2008
Gallinari e Vitali dominano una serie playoff, altri ce ne sono all'orizzonte, ma non a Pesaro
PESARO - Chi ha detto che il basket italiano è morto? Riguardando la stratosferica serie di playoff Montegranaro-Milano ci sono brillati gli occhi nel vedere che gli uomini decisivi di entrambe le squadre sono stati due ragazzini italiani di vent'anni: Gallinari e Vitali. Il primo è un fenomeno oramai conclamato, un eroe Omerico che ha acquisito un'onnipotenza cestistica mai vista in un ragazzo di quell età. E se in Nba non sono orbi del tutto, già quest anno lo vedremo spiccare il volo con destinazione oltreoceano. Il secondo è uno sfacciatissimo playmaker di due metri (merce rarissima e ricercatissima) baciato anche lui dal talento a spicchi, il quale sarà il prossimo anno il pezzo pregiato del mercato italiano (e non solo). E non ci sono solo loro, perchè accanto ai già "americani" Bargnani, Belinelli e Hackett, la pattuglia dei giovani virgulti può contare ad esempio anche sui vari Poeta, Aradori, Lechtaler e Canavesi (solo per restare in ambito serie A). Se le scellerate leggi della Legabasket non avessero reso facoltativi i vivai, dove saremmo a quest ora? Il dubbio è legittimo. Però, guardando all'erba del proprio giardino ci si accorge che tutto questo discorso può essere tranquillamente preso e gettato in un cestino. Da quanti anni Pesaro non sforna un giocatore di alto livello? Non contiamo Daniel Hackett, che per emergere è dovuto andare a farsi le ossa in Ncaa e nemmeno Flamini e Cinciarini, i quali non hanno mai indossato la maglia biancorossa in prima squadra e sono diventati quel che sono sempre giocando altrove. L'ultimo a memoria è Matteo Malaventura, età 30 anni. Poi Michele Maggioli, 31. Entrambi con passati "burrascosi" con la casacca della città natale. A cosa serve il vivavio pesarese? A cosa è servito uno come Laudoni (2 minuti giocati in tutto l'anno) quest anno? Forse è stato molto utile alla Primavera di Baioni, per carità, ma in ottica prima squadra, perchè non si è cercato di fargli assaggiare il campo un pò più spesso? Il 47 enne Dan Gay ha giocato più di lui e questo non depone certo a favore del buon Sacripanti. E il tanto sponsorizzato Amici, che fine ha fatto? Perchè quest anno lo hanno addirittura tolto dal roster di prima squadra? Nessuno lo sa, ma in un'epoca dove il passaporto italiano conta sempre di più, perchè non cercare davvero di buttare maggiormente nella mischia questi ragazzi di belle speranze? Anche perchè poi, senza mai competere con i più forti rischieranno sempre di mantenere lo status di "incompiuti" oppure, peggio ancora, finiranno con l'andare in altre squadre, dove cresceranno e potranno giocare tranquilli e senza la pressione o i pregiudizi che avevano in casa. Una pressione che purtroppo, da oramai troppo tempo, a Pesaro tarpa le ali di chi potenzialmente è una libellula, ma le chanche ridotte al lumicino costringono a rimanere bruco.
 
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