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ScavoSpar, tra gruppo e solisti PDF Stampa
Scritto da Matteo Fattori   
lunedì 12 maggio 2008
Capire la stagione passata per inquadrare quella che verrà, tra budget da definire e voci di mercato. Con una certezza: il Pino
Insieme di solisti o gruppo di giocatori? La prima. Questa è stata la costante della stagione scavolinspariniana di quest anno. L'ha detto anche Vellucci: "Abbiamo fatto divertire e ci siamo salvati. Che si vuole di più?". Sulla prima affermazione ci sarebbe da discutere, anche perchè a suffragio della sua tesi nell'intervento del presidente sono state citate le partite d'andata contro Benetton, Milano e Virtus Bologna, come se quelle tre squadre fossero ancora nel pieno della loro grandeur e invece, soprattutto nel girone d'andata, sembravano tre film di Dario Argento da quanto erano orripilanti. Non a caso, nel girone di ritorno, Bologna a parte (che ha rischiato quasi la retrocessione), le gite a Milano e Treviso sembravano più le ferie del gruppo vacanze Piemonte, che trasferte contro agguerrite rivali di sempre. Si ritorna al preambolo: il gruppo, nucleo, assieme, amalgama, coacervo di forze, non c'era o perlomeno c'era, ma nessuno l'ha visto. Si vivacchiava sulla giornata di grazia di questo o quel giocatore nella speranza che la buttasse dentro. L'ottima condizione atletica generale del girone d'andata ha fatto si che questa particolare condizione astrale, concomitante alle pessime condizioni degli avversari si palesasse spesso. Appena si è avuta una flessione fisica, tutto si è sciolto come burro al sole e sono arrivate batoste pesanti. Non tanto quelle contro l'Armani Jeans in piena ripresa o la super Avellino, quanto invece ad esempio le sconfitte casalinghe con Udine e Fortitudo Bologna, assolutamente evitabili, proprio perchè giocate contro squadre al nostro stesso livello e, alla luce dei risultati finali, decisive per il mancato approdo ai playoff della truppa di Sacripanti. Ma la stagione ha riservato anche soddisfazioni. su tutte la meravigliosa conferma ad alto livello di Michael Hicks. Il panamense, più esperto e scafato ripetto a qualche stagione fa, ha liberato tutto il suo grande arsenale tecnico e atletico in un crescendo di prestazioni. La società si è dimostrata davvero lungimirante nell'allungargli il contratto ad inizio stagione. Rimane qualche perplessità invece sulla probabile conferma del piccolo Kee Kee clark, sul quale non pochi dubbi si sono addensati in stagione. A fronte di un talento offensivo cristallino, ci sono pessime letture di gioco e imbarazzanti prove difensive. In società dicono che McIntyre, quattro anni fa a Ferrara in Legadue era tale e quale a lui. Certo, se il potenziale fosse quello, sarebbe un vero delitto lasciarlo partire. Ma se così non fosse, Kee Kee rimane un incompiuta che peraltro forza la squadra ad assumere un assetto innaturale. Attualmente Clark è una guardia della statura di un play. Per compensarlo serve un play con la statura di una guardia: nulla di più logico, ma anche difficile da reperire sul mercato. L'altro play, Fultz, anche lui in terribile involuzione nel finale di stagione, rimarrà. Anche perchè il suo passaporto italiano gli permette di sopperire anche a prestazioni disastrose. Beati regolamenti. Serve un nucleo solido mentalmente. Questo dicono Vellucci e Montini. Parole sante: ma per avere gente brava e con la testa servono tanti soldi. Cosa che Pesaro non ha viste anche le nubi che si addensano sempre più fitte sul Consorzio basket (sembra che diversi soci si vogliano dileguare). Dunque o si torna alle teste matte talentuose come Slay o Rodney White, sperando che il loro cervello rimanga collegato nelle partite che contano oppure si scommette su semisconosciuti o collegiali, come Mike Hall ad esempio; il quale è un bravo ragazzo a detta di molti, ma da qui a spostare equilibri in serie A ce ne passa. A margine: un affettuoso abbraccio al grande Samuele Podestà, che appende le scarpe al chiodo per motivi personali. La sua serietà e umiltà, unita alle doti tecniche del pivot classico, mancheranno a tutti. Si apre un vuoto là sotto, che sarà difficilmente colmabile, vista anche la scarsità di materiale italiano valido nel ruolo. Tutti parlano di un ritorno di Maggioli, ma chi glielo fa fare di tornare nel luogo dove lo mandarono via con ignominia, mentre adesso a Jesi sta da pascià, con un contrattone chilometrico e, con una botta di fortuna, potrebbe pure venir su in serie A con le sue gambe? Fantabasket. Così come tanto lontano adesso sembra Cinciarini: se Myers, come sembra, accetterà il ruolo di sesto uomo, davvero si pensa che il "Cincia" possa reggere una stagione da titolare a Pesaro, perlopiù con un'ingombrante ombra alle spalle come quella del capitano? La conferma di Zukauskas: se abbassasse le pretese, potrebbe avverarsi presto. Minda a Pesaro sta bene, però a 33 anni non può più chiedere certe cifre. Partiranno invece con ogni probabilità anche Pasco e Brokenborough: sul primo poco da dire: spettacolare ed efficace solo nelle partite giocate su tappeti di velluto. Appena trovava centroni tecnici e tosti fisicamente davanti a sè, si scioglieva come neve al sole. Sul secondo invece dispiacerà a tutti. La sua voglia e la sua applicazione (difensiva soprattutto) avevano fatto innamorare i tifosi. Però è oggettivamente impensabile sprecare un visto extra un altro anno su una guardia che non guarda mai il canestro. Tanti dubbi e tante aspettative per la nuova stagione che avrà però un'importante e fondamentale conferma: Sacripanti e il suo staff. Con un anno in più di esperienza e unione sulle spalle non si potrà che migliorare. Questo almeno sperano ardentemente tutti i tifosi.
 
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