| PESARO- Appena retrocessa dalla serie superiore, ad inizio anno
nessuno credeva di poter fare subito il salto di categoria. L’obiettivo
dichiarato dal presidente Sartini era di fare un campionato dignitoso
e tranquillo, senza l’ansia di dover vincere a tutti i costi. Per
questo è stata costruita una squadra con alcuni giovani esordienti
e di talento, a cui sono stati affiancati giocatori più esperti. Un
gruppo che ha regalato ha tutti la gioia inattesa della promozione,
una gioia ancora più bella rispetto a quella di due anni fa quando
la Montesi salì in serie C con una squadra praticamente imbattibile.
L’artefice
di questo miracolo è senza dubbio Massimo Antonini, un allenatore vincente
che spiega con queste parole la straordinaria vittoria della sua squadra:
“Siamo riusciti a ritornare in serie C lavorando in palestra. Abbiamo
faticato tanto con tre allenamenti a settimana più i pesi. Abbiamo
avuto la fortuna di trovare un libero forte come Francesco Maffei che
non aveva mai giocato a questi livelli e tre schiacciatori giovani e
bravi come Francesco Pimpinelli, Francesco Cristiano e Tommaso Del Grande
che hanno dato una bella mano e sono cresciuti molto sia in attacco
che in ricezione. Proprio gli schiacciatori hanno fatto il salto di
qualità nella fase finale e nelle partite decisive giocando con molto
carattere. Sono migliorati molto anche i due palleggiatori Giulio Salvi
e Tiziano Scola che si sono dati battaglia durante gli allenamenti.
Sono diventati più disciplinati e nei momenti più importanti hanno
messo in campo un gran cuore. Massimiliano Alessandri è stato il centrale
più prolifico della serie D, nonostante il suo ruolo naturale fosse
quello di schiacciatore. E gli altri due centrali Niccolò Ragnoni ed
Ivan Illuminati hanno fatto la loro parte alternandosi poiché entrambi
hanno patito degli infortuni”.
Un discorso
a parte lo meritano i due opposti, Fabio Messa e soprattutto il capitano
Alessandro Pagnini. “Pagno” è stato il vero cuore pulsante della
squadra perché ha tirato fino all’ultimo, non è mai voluto uscire
dal campo nonostante gli acciacchi alla spalla e al ginocchio. Non si
è mai tirato indietro quando bisognava schiacciare una palla pesante
né quando c’era da tirare un urlo nei momenti di apatia della squadra.
È stata questa
la ricetta, ma senza il cuoco Antonini che con pazienza ha mischiato
bene tutti gli ingredienti difficilmente si poteva raggiungere un traguardo
così importante.
“Ho lavorato
molto in palestra anche io, - continua Antonini - partendo dai nostri
errori e cercando di limitarli. Ho studiato di volta in volta gli avversari
in modo da poterli tatticamente affrontare sempre nel migliore dei modi.
In più quest’anno ho avuto una valida spalla come Andrea Calandrini
e in quasi tutte le partite mi ha dato una mano anche Alessandro Gesuato
nel valutare gli avversari per ricercare sempre il massimo risultato”.
Infine, non
ci si può scordare dei ragazzini del vivaio che in alcuni casi sono
entrati anche in campo: Luca Cesari, che ancora deve compiere 16 anni,
Giacomo Ceccarelli, capitano dell’under 18, Stefano Sabatini, anche
lui dell’under 18 e che purtroppo è dovuto restare fermo per qualche
mese a causa di un infortunio. Ed è stata incredibile la bravura di
Luca Paoletti che dalla prima divisione è stato catapultato in serie
D per sostituire i due palleggiatori indisponibili proprio nell’ultima
partita contro il Montecassiano.
E proprio dal
vivaio partirà la nuova stagione della Montesi. La società s’incontrerà
a Maggio per pianificare il proprio futuro dal minivolley in su, con
la speranza di non dover di nuovo salire sull’ascensore e scendere
di categoria.
(Comunicato stampa)
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