Nonostante il clima non proprio mite e un calendario che ci
ricorda che siamo ancora in aprile, è già tempo di bilanci per la ScavoliniSpar
2007/2008 targata Pino Sacripanti, che ha incontrato oggi la stampa presso la
sede della Victoria Libertas. A fare gli onori di casa Mauro Montini, già da
tre anni a Pesaro e oramai conoscitore esperto della realtà locale, che ci
tiene per prima cosa a ringraziare Samuele Podestà, giocatore d’altri tempi e
purtroppo (per la VL) fresco di addio al basket.
Poi la parola passa al coach che analizza la stagione appena terminata: “Innanzitutto
un ringraziamento d’obbligo alla società,
che ci ha permesso di lavorare al meglio, e nota di merito allo staff medico
che vorrei far notare come non abbia sbagliato nulla.
“Con Giacomo e Lillo (assistenti in panchina) dopo un po’ di rodaggio abbiamo
trovato un buon modo di lavorare che è sicuramente servito alla squadra. Senza
dimenticare il ruolo di Roberto Venerandi, con cui ci si è trovati subito molto
bene, e non è affatto usuale che allenatore e preparatore si trovino allineati
sulla stessa linea. E i tifosi, che sono sempre stati vicini al nostro gruppo e
con cui ho instaurato anche dei rapporti personali molto stimolanti.
“Certo dopo una stagione come la nostra resta l’amaro in bocca per un finale,
figlio di una serie innumerevole di episodi, che ci condanna in modo così
severo nonostante solo sei squadre abbiano effettivamente fatto meglio di noi. Quello
che forse il fato ci ha concesso nel girone di andata se lo è in parte ripreso in
quello di ritorno, ma se l’andamento dei due gironi fosse stato invertito adesso
saremmo qui a far festa.
“Ci sono comunque un sacco di dati positivi da tenere in conto. E non posso non
partire da Michael Hicks, che ha avuto una crescita esponenziale durante l’arco
della stagione – nonostante avesse ancora tutto da dimostrare a questo livello.
Poi Zukauskas, che ha sempre dato il suo decisivo contributo ogni qualvolta
fosse chiamato in causa; e Myers che finché non è stato limitato da guai fisici
ha dato davvero tanto per questa squadra.
“Pasco, pur con i suoi limiti, è perfettamente funzionale al sistema di gioco
che abbiamo voluto impostare, è un giocatore dà tanto quando la squadra intorno
a lui gioca bene. A Slay invece, il cui incredibile talento non è in
discussione, è sicuramente mancata la costanza. Bisogna dire che con lui
abbiamo fatto un grande lavoro per riuscire ad impegnarlo di più in post basso
di fianco a Pasco e Podestà, per correggere i difetti di posizione ed equilibrio
che aveva a inizio stagione. Ron, che ha perso chili e irrobustito le gambe, ne
ha tratto sicuramente beneficio e così anche il nostro gioco. Rasheed, esattamente
come gli era stato chiesto ad inizio stagione ha lasciato spazio a Carlton di
cui è stato complementare. Fultz, che era partito bene, ha avuto un forte calo
a metà stagione per poi riprendersi in parte sul finale, ma sarei indulgente nei
confronti di questo ragazzo che nonostante l’età era alla prima vera esperienza
con un ruolo importante in serie A1.
“Poi Clark, che ha avuto un picco
importante a metà stagione, più in fase di realizzazione che di costruzione, e
che ha acquistato leadership nel corso della stagione. Non dimentichiamo la sua
giovane età ed il fatto che in Grecia di fatto non si allenava. Certo subisce
ancora molto certi avversari, ma ad esempio Green è molto più maturo di lui. Non
lo considero nemmeno un buco in difesa: rispetto ad inizio campionato, quando
le sue difese sul pick & roll erano qualcosa di tragico, è migliorato molto
e dipenderà da lui quanto potrà ulteriormente crescere.
“Infine Podestà, di cui avevamo già da tempo chiesto la riconferma, che però ha
deciso di lasciare: un peccato perché di giocatori del suo ruolo, con la sua
tecnica, i suoi mezzi e la sua disponibilità ed educazione (oltre al fatto di
essere italiano) se ne trovano pochi. Ma va rispettata la sua onestà
intellettuale per una scelta sicuramente non semplice ma che va ammirata. E non vorrei dimenticare anche coloro che forse il pubblico nota
meno: Dan Gay, Laudoni e Pesoli, fondamentali per cementare il gruppo e per
permetterci di allenarci diversificando le soluzioni.
“Credo che nel complesso il pubblico abbia assistito ad un
basket di buon livello, volevamo una squadra che corresse, che si basasse molto
sul penetra e scarica, che segnasse molto: una squadra divertente da vedere. E’
stata più dura quando, anche a causa di un inevitabile calo fisico, si è dovuto
giocare in modo più organizzato.
“Tecnicamente parlando l’unico vero grande rammarico che ho,
e di cui sono anch’io responsabile, è l’atteggiamento che la squadra ha avuto
in certe occasioni: troppo spesso siamo partiti “battezzando” la partita e
questo è sempre un male per due ragioni. Innanzi tutto ti precludi la
possibilità di portare a casa la partita, dato che non puoi mai sapere come scende
il campo il tuo avversario o quali episodi riserverà il match. E soprattutto
una squadra abituata a non battezzare le partite sa come farsi trovare pronta
quando arrivano partite decisive ma difficili come quella contro Avellino.
Purtroppo talvolta ci sono mancate la sfacciataggine e la continuità. Nel
complesso un’esperienza più che positiva anche per me, sapevo a cosa andavo
incontro quando ho accettato di lavorare dovendo inserire giocatori nuovi su un
gruppo già consolidato, e credo che non ci siano stati grossi problemi da
questo punto di vista. Per il futuro, aspettiamo di veder come vorrà muoversi
la dirigenza, da parte mia è chiaro che credo nel progetto."
Chiude Montini, che ricorda come il progetto iniziato in B1
sia progredito fino a portare la VL a fare il secondo record di presenze al
palazzo della sua storia (meglio non ricordare quele fu l’anno del record), e
di come sia cambiato in meglio l’atteggiamento del pubblico verso la squadra, meno
critico, più disponibile e capace di creare un’atmosfera positiva.
Alle domande su un possibile innesto a metà stagione, quando
si sarebbe potuto provare a puntare in alto, tecnico e GM rispondono con l’evidenza:
non ci sono prove che le cose sarebbero davvero migliorate e che gli equilibri
non ne avrebbero anzi risentito; anche considerando che chiunque, compreso chi talvolta
ha fatto penare, ha in certi momenti dato il suo contributo.
Niente da dichiarare invece per quello che sarà il futuro: i
prossimi giorni saranno decisivi per ridefinire l’assetto societario a partire dal
sodalizio Scavolini-Vellucci che appare scontato ma era previsto venisse
rivisto allo scadere del terzo anno, così come del consorzio Pesaro Basket. Sulla
base di ciò si potrà poi cominciare a parlare di giocatori e scelte: da questo
punto di vista Sacripanti ha voluto ribadire più volte il concetto chiave di
chiarezza degli obiettivi.
Certo di tempo per mettere insieme tutti i tasselli ce n’è parecchio:
la sola certezza, oltre all’addio di Podestà, è al momento la data del prossimo salto a
due: 5 ottobre. E buone vacanze.
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