E proprio all’ultima giornata, sul più bello, quando conta,
la Vuelle saluta zona playoff, campionato, sogni di coppa, e diverse delle
facce che quest’anno hanno vestito le casacche biancorosse. Nulla da
recriminare, diranno quelli del bicchiere mezzo pieno, stagione comunque da
incorniciare eccetera, ma a Pesaro più che in qualunque altra piazza italiana i
bicchieri si svuotano in fretta, si è abituati a pensare in grande e a non
accontentarsi. E quasi niente da dire sulla partita di giornata, sicuramente da
parte dei ragazzi di Pino Sacripanti l’impegno non è mancato: ma è doloroso
quanto doveroso ricordare che troppe volte l’approccio non è stato all’altezza
delle potenzialità espresse da questo gruppo.
La
partita. Avellino gioca come sa fare, frequenti pick &
roll ed extra pass che portano il buon Williams a segnare 11 punti (Pasco n.p.)
nei soli primi 5 minuti di gioco. La manovra di Pesaro appare più raffazzonata,
basata più che altro su estemporanei tiri da tre che tuttavia, centrando in
qualche modo il bersaglio, tengono i biancorossi incollati agli avversari alla
fine del primo quarto (26-25).
Non varia il copione nella seconda frazione: gli uomini di Boniciolli
affondano facilmente e con frequenti transizioni nella difesa pesarese; quando
sembra che gli irpini possano tentare un break è Podestà a ricucire in un amen
mettendo a lustro il proprio bagaglio tecnico con 4 punti di pregevole fattura.
Potrebbe infatti essere il lungo ligure l’arma in più dei pesaresi, saggiamente
cercato dai compagni, in grado di mettere sul piatto della bilancia della sfida
contro Williams quell’esperienza di cui Pasco è chiaramente deficitario.
Le due formazioni continuano appaiate fino al 62 pari di
fine terzo quarto, con Avellino a scandire il ritmo (pressing, transizioni,
contropiedi) e Pesaro ad inseguire sfruttando gli errori avversari e i momenti
di confusione che il match propone con relativa frequenza.
E’ solo nell’ultima frazione che i Lupi, condotti in campo
da un ottimo Green, riescono a mettere il muso avanti di 10 punti (66-76 a -5’) in concomitanza con una
serie imbarazzante di errori al tiro dei padroni di casa, buoni tiri peraltro,
situazione che, notoriamente, taglia le gambe. Pesaro prova ancora a stringere
i denti in difesa, ma da una parte Avellino non perdona più nulla (Williams raccoglie
qualunque cosa dalla spazzatura, Green trova coraggio anche in entrata), mentre
Pesaro si affida sempre più a giocate individuali condotte con la forza della
disperazione e le ginocchia tremule. L’ultimo tentativo di riscossa pesarese
passa per le mani di Clark e Myers, ma una squadra che in trasferta ha lasciato
solo 4 punti alle compagini di casa non si fa certo beffare sul finale da una Vuelle stanca e
slegata.
Avellino si prepara ai playoff da protagonista, per Pesaro non ci sarà
alcuna passerella finale.
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