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Basket e futsal, perfetto connubio |
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Scritto da Redazione PesaroSport
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sabato 12 aprile 2008 |
| Il miracolo del Pesaro Five è anche questione di mani: importante l'apporto dell'ex cestista Matteo Panichi
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| Il futsal e la palla a spicchi. Lo sport cittadino per antonomasia e quello emergente. Uno dei segreti del Pesaro Five che si è salvato nel girone C di serie B con due giornate di anticipo sulla tabella di marcia (cioè sulla fine della regular season) sta anche nella preparazione atletica. In una condizione fisica ottimale che tutti i calciatori a 5 del presidente Carlo Mercantini hanno mantenuto dall’inizio dell’anno sino a oggi, segno tangibile dell’ottimo lavoro svolto da Matteo Panichi.
Sì, proprio lui. Panichi: il cestista della Vuelle che ha appeso la canotta al chiodo dopo 12 anni di basket professionistico. Mentre bucava le retine avversarie, Matteo si è laureato in scienze motorie. Ha preso pure la qualifica di preparatore fisico nazionale di pallacanestro iniziando a lavorare coi giovani della Scavolini. Poi, in estate, è arrivata la chiamata del Pesaro Five. Ha accettato di buon grado di cimentarsi con una disciplina nuova… ma non troppo. “Questo perché il calcio a 5 necessita di una preparazione fisica più simile a quella del basket che a quella del calcio a 11 – svela Panichi che oggi ha 35 anni –. Il tipo di movimento di gioco, lo sforzo metabolico e la resistenza che necessita il futsal sono paragonabili a quelli della pallacanestro anche per ovvie ragioni di dimensione del campo. In entrambi gli sport si attacca e si difende in 5. Ecco spiegato il motivo per cui, credo, sono stato chiamato dal presidente Mercantini e dal suo valente staff di collaboratori”.
Come si è trovato l’ex cestista oggi preparatore atletico su un pianeta dove si usano i piedi invece delle mani? “Benissimo – la risposta senza indugi –. Il Pesaro Five è una società serissima formata da gente a posto e vogliosa di far bene. I calciatori hanno dimostrato, oltre a innegabili doti tecniche palesate dai risultati, qualità umane fuori dal comune che li rendono ragazzi eccezionali. Ecco perché li ringrazio ad uno ad uno, sperando di aver dato loro il mio contributo ma sicuro che una grossa mano me l’hanno data loro. Se sono soddisfatto del mio lavoro? Beh, il grande lavoro lo fa l’allenatore, come mi uso dire. Coi mister Fabrizio Pianosi e Cesar Tavoloni c’è stato un grandissimo feeling anche se poi, in concreto, io i ragazzi li vedevo solamente una volta la settimana. Comunque il lavoro per tenere uno standard costante di fiato e di preparazione credo sia riuscito. Il prossimo anno? Dobbiamo parlarne, ma visto come mi sono trovato in questa stagione…”. Un bravo dunque anche a Matteo Panichi. La salvezza del Pesaro Five (che questa settimana riposa in attesa del finale apoteosi di sabato prossimo al campetto in sintetico di fronte alla chiesa parrocchiale di Soria) è anche frutto del suo lavoro e della sua competenza.
(Comunicato stampa)
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