venerdì, 05 dicembre 2008
| E-mail | Collabora | Sport Links |
Ultime Notizie:
Prima Pagina arrow Basket arrow Punto Critico - Speciale Final Eight
Punto Critico - Speciale Final Eight PDF Stampa
Scritto da Matteo Fattori   
lunedì 11 febbraio 2008
slay02.jpgLe finali di Coppa Italia hanno riconsegnato ai tifosi una squadra viva e con la voglia di lottare. Vincere si può, basta poco, ma serve qualche puntello importante in regìa e sotto canestro
PESARO - A mente fredda, dopo la sbornia bolognese del week-end è bene fissare alcuni punti importanti, retaggio di tutto ciò che è successo in questi giorni vorticosi. La Scavolini Spar è una squadra e lo ha dimostrato. Non si può battere Siena (seppur priva del fondamentale Kaukenas) se non lo si è. Dunque se ne deve dedurre che il momento di crisi è passato? Questo è a noi profani ignoto, però, quando il gioco si fa duro, si è visto che a nessuno piace perdere. Soprattutto al signor Myers, che, quando ha le pile cariche, può ancora tracciare il solco per sè ed i suoi compagni. Però ci sono anche gli altri lati della medaglia. A 37 anni Carlton non può più reggere due partite di elevata intensità, come quella prodotta nei quarti di finale. Ha testualmente detto alla fine "Mi sento vecchio e stanco". Che sia finalmente una presa di coscienza reale dei propri mezzi? Perchè intestardirsi nel capire che 40' filati ad alto livello non sono più per lui? Quanto ne gioverebbe la squadra ad avere invece un Myers solo per 10-15' a partita, ma letale e chirurgico? Capitolo stranieri: è strano vedere come alla finede dei conti il migliore di tutto il pacchetto sia stato il brutto anatroccolo Brokenborough. Colui che ancor prima di arrivare a Pesaro era già sulla graticola: troppo modesto, troppo vecchio, troppo scarso. Le prime partite, poi, lo affossarono ancora di più. Ma l'abnegazione e la voglia di fare lo hanno portato a lanciare il cuore oltre l'ostacolo ed ora è forse l'unico che il popolo biancorosso salverebbe. Certo, c'è anche Clark, sublime quando col passo di arretramento si stacca dal difensore per sparare morbidi missili coi suoi polpastrelli fatati. Contro la Virtus è stato una grandissima guardia: 24 punti di pregevolissima fattura, ma non parliamo più di playmaking, per favore, sono parole che mal si addicono all'arte purissima di infilare il canestro di questo prodotto di St.Peter. E forse il vero problema di Pesaro, che sia chiaro esce a testa altissima da questa manifestazione, è l'assenza di una testa ragionante in mezzo al campo. Il pallido Fultz ha dimostrato di non poterlo essere, Clark non lo è, Broke ha altre mansioni. Senza testa va dura. Non è un caso che la semifinale l'abbia cerebralmente vinta un certo Travis Best, nel ruolo ci ha passato 10 anni in Nba. Poi il nodo spinoso dei lunghi: Pesaro è stata letteralmente stuprata sottocanestro da Chiacig, Michelori, Garri e Crosariol. Che onestamente non sembrano propriamente  O'Neal, Garnett, Ben Wallace e Juwan Howard. Il dito va quindi puntato sul pacchetto lunghi di Sacripanti. Pasco ha palesato per l'ennesima volta i limiti strutturali di chi ha un fisico che potrebbe spaccare il mondo, ma non la testa per sfruttarlo. Su Slay si è detto di tutto e di più: sembrava essersi riabilitato, però si è lasciato irretire dal trappolone preparato per lui da Pasquali e la semifinale della Scavolini, che comunque già sembrava incanalata sui binari della sconfitta, è finita lì. Il mondo arbitrale intero, tranne il responsabile dello sciagurato fischio D'Este, avrebbe lasciato correre, però rimane il fatto che nelle situazioni del genere, di mezzo c'è sempre lui: Ronald Slay. E' una tassa che Pesaro ha da pagare e adesso che tutti i coach avversari lo sanno, ad ogni partita c'è sempre qualcuno che prova a fare il furbo ed irretire la labile psiche dell'ex Montegranaro. Slay che tra l'altro con la Virtus ha subito le prodezze di Giovannoni oltre il dovuto, risultando impotente di fronte ai fade-away del brasiliano. E la coperta corta di Pesaro aveva il volto di Minda Zukauskas: bravissimo a tamponare le falle altui, ma troppo rinunciatario in attacco. E senza Slay in campo non ci si può permettere di non guardare mai il canestro. E se anche il tecnicamente pulitissimo Hicks, stenta ad ingranare nelle partite che contano, l'ultimo baluardo rimane Samuele Podestà, che da solo, pur coi suoi limiti, ha salvato l'onore del reparto lunghi pesaresi. La gestione di Sacripanti contro Siena è stata ai limiti della perfezione, non altrettanto contro la Virtus, forse per il poco tempo avuto a disposizione per prepararla. Non è piaciuta soprattutto la panchina finale di Podestà e Zukauskas, due che avevano retto la baracca fino alla fine, per rimettere in campo Slay e Pasco. Ma col senno di poi è facile giudicare, ma rinunciare ai tuoi due americani quando ci si gioca la finale di un torneo, non è mai una scelta che si può fare a cuor leggero, così come l'entrata di Myers, che fin lì aveva virgola e virgola è rimasta sino alla fine. Di certo le mosse pesaresi erano limitate, anche perchè le rotazioni lunghissime di Pasquali permettevano ad ogni suo quintetto in campo di essere sempre fresco atleticamente. Adesso ci si rituffa in campionato, con la certezza che la squadra vista nel girone d'andata è comunque ancora viva, ma anche con la consapevolezza che, se l'obiettivo salvezza rimane un traguardo vicino, se si volesse osare di più (e queste final eight hanno dimostrato che lo si può ampiamente fare), le scelte di mercato appaiono quantomai inevitabili. Un playmaker ed un lungo. Questi gli innesti necessari per poter prolungare il divertimento dei pesaresi, che hanno una volta in più dimostrato l'affetto per la loro squadra accorrendo in massa a Bologna di sabato pomeriggio. E anche se non arrivasse nessuno, sarà lo stesso: questa squadra ha dimostrato di valere ampiamente la salvezza, obiettivo dichiarato all'inizio. Ma sarebbe davvero un grande peccato non provarci, visti i margini così esigui tra tutte le formazioni in lizza per un posto al sole.
 
Advertisement
7.
Giornata
8.
Giornata
9.
Giornata
Avellino - Milano 68:61
Fortitudo BO - Treviso 73:61
Cantù - Virtus BO 69:87
Pesaro - Roma 106:93
Ferrara - Caserta 70:86
Udine - Teramo 77:88
Rieti - Biella 91:78
Siena - Montegranaro 88:62
Treviso - Cantù 89:65
Fortitudo BO - Ferrara 64:56
Roma - Virtus BO 80:86
Biella - Siena 85:102
Caserta - Udine 90:78
Teramo - Pesaro 83:73
Montegranaro - Avellino 81:76
Milano - Rieti 80:66
Virtus BO - Fortitudo BO -:-
Ferrara - Roma -:-
Rieti - Teramo -:-
Biella - Caserta -:-
Treviso - Pesaro -:-
Montegranaro - Cantù -:-
Milano - Udine -:-
Avellino - Siena -:-
Eurosport Basket
Ultimi 5 articoli
Advertisement