In un'affollatissima conferenza stampa il presidente vissino annuncia ufficialmente le sue dimissioni.
Ecco il testo integrale del suo intervento.
Impossibilitato a svolgere appieno le mie funzioni vi
comunico le mie dimissioni da presidente della Nuova Vis Pesaro 2006,
dimissioni che ho già annunciato lunedì sera al termine del consiglio di
amministrazione. Accanto a me ci sono i soci che hanno sofferto ma condiviso
questa mia decisione che rappresentano all’incirca il 49% del capitale, e da
questo momento mettono a disposizione tale quota a coloro che volessero
subentrare. Per l’esattezza sono Secchione Antonio, Vetrari Paolo, Rossetti
Riccardo, Braccioni Stefano, Annibalini Cinzia, Canti Amedeo, Ferri Luca,
Ceccaroli Anna Maria, Morazzini Mario, Nicolini Anna, Ferri Marco, Azzolini
Luca, Rossetti Marco, Mercantini Carlo e Martinetti Silvano.
Sono arrivato a tale scelta per il bene della Vis, per la tutela
della mia dignità e dei miei più stretti collaboratori. Ricordo la passata
stagione e i primi mesi di questa fatta di sacrifici e di impegno, che mai
avevo profuso, ma ero impegnato nella gestione di una società nella quale
svolgevo appieno il mio ruolo. E le mie quotidiane attenzioni ci avevano
consentito di vincere nel primo anno di rinascita del calcio a Pesaro sia il
campionato che la Coppa Italia.
Avevo creato e instaurato una gestione rispettosa sia nei
confronti dei giocatori, dei tecnici e di tutti i collaboratori, avevo creato
quel fondamentale rapporto di stima e di collaborazione reciproca come si
conviene nelle migliori famiglie. Tutto questo clima purtroppo non c’è più, e
soprattutto nell’ultimo mese e mezzo è stato instaurato il metodo del terrore e
della caccia alla streghe, del pressapochismo, giocatori mandati via in malo
modo, giocatori che hanno chiesto di andare via (Vele), oggi impera la
confusione e atteggiamenti poco professionali, devo dire e non volevo crederci
ma aveva ragione Bruscoli quando cacciò Muratori dopo pochi mesi. Questa
società è ora una delusione sul piano umano, il team manager sul quale
all’unanimità avevo portato circa 45 giorni oro sono l’intero c.d.a.,
nonostante che il socio Mercantini che avevo appoggiato avesse fatto il nome di
Cioncolini, ha dimostrato atteggiamenti non univoci e comportamenti
millantatori, uno che non escludo che possa essere telecomandato anche da
qualche palazzo istituzionale. Si è permesso tanto, il giorno prima di iniziare
il suo lavoro sparando sul suo presidente definendolo una mela marcia che deve
essere cacciato perché la cordata vincente è ormai rappresentata e diretta dal
vicepresidente Cafiero. E’ questo vi dice tutto.
Ed è lo stesso che presentare alla moglie una richiesta di diventare
socio, e la fa pervenire da una tabaccheria del centro via fax, richiesta di
acquisizione del 20%, senza avere certamente parlato di alcunché con il
sottoscritto. Uno che quando veniva allo stadio sparava a raffica sui
procuratori e da quando gestisce in primis non ci sono solo sugli spalti con
ingressi gratuiti da lui forniti più procuratori che spettatori, ma altresì
diverso giocatori presi ultimamente sono arrivati tramite procuratori.
Personalmente non mi meravigliavo prima né mi meraviglio adesso, mi stupisco
invece di chi gridava al lupo ed adesso invece mi domando cosa sia cambiato. La
verità è che orami i giocatori in grandissima maggioranza hanno l’angelo
custode.
Ma sino a qui ho lasciato correre, ma tutto questo ora
diventa miscela esplosiva soprattutto guardando la gestione sue e di quel
piccolo uomo G.Luca De Angelis che si è messo a fare il direttore d’orchestra,
sul quale devo ammettere che aveva ragione il presidente della Cingolata che in
tv lo aveva definito non all’altezza di questa categoria (8 partite, 6
sconfitte, 2 pareggi e l’eliminazione dalla Coppa Italia). E pensare che io
avevo chiesto il cambio di Fulgini dopo 6 partite e 6 punti.
A tutto ciò devo aggiungere che questo allenatore, anche se
questo termine è pure eufemismo, ha sostanzialmente cambiato squadra, indicando
personalmente lui tutti gli arrivi, mi sembra che siamo arrivati a 13, facendo
pesare sulle tasche della società oltre 50.000 euro in più per questa stagione
sportiva. Fossero almeno serviti a qualcosa, questa squadra, che non lo è, ma
singoli acquistati in condizioni fisiche disastrose che non legano neanche con
l’allenatore che li ha voluti, non ha motivazioni, non ha un’anima ma
soprattutto non ha un gioco.
Partendo da tutto ciò lunedì ho chiesto al consiglio di
azzerare tutto, con l’unico obiettivo realista che ci rimane quello di non
retrocedere. Risultato 50% a favore 50% contro. Tutto rimane così, alla difesa
dei raccomandati, per non ammettere di avere sbagliato hanno scelto lo status
quo.
Ho deciso pertanto di allontanarmi: per salvare il
salvabile, e per non prendere io, di fronte a tutta la città che giustamente
deve sapere le responsabilità che non ho affatto.
Invece vedete il sottoscritto che ha avuto un unico merito e
privilegio, quello di avere fatto rinascere il calcio a Pesaro e di avere con
il suo lavoro grazie alla stima ed all’amicizia che gode nella città consentito
di apportare nelle casse della società nella passata stagione oltre 400.000
euro. Dico 400.000 a fronte dei 1000 dell’avvocato Gori, dei 5000 del noto
notaio Cafiero e dell’amico avvocato Barbieri e di Fulvio Urbinelli.
In questa nuova stagione sportiva ad oggi con il mio lavoro
già fatto affluire nelle casse della società oltre 250.000 euro con
l’intendimento di apportarne ancora.
Dico queste cose non certamente per polemica, né per
autoelogiarmi ma per la pura e semplice verità dei fatti.
Soci che nella sostanza pensano solo alle quote, è una
continua caccia al socio, ad avere continuamente maggioranza, ma se le
maggioranze servono a non vedere, a non rispettare le regole, preferisco non
farne parte. Maggioranze fra l’altro non rispettose nemmeno del progetto
iniziale sul quale avevo iniziato l’operazione di fund raising, anzi si
continua a dire che non si conosceva.
C’è un clima ormai di incomunicabilità ed il sottoscritto è
prigioniero ed ostaggio. Ho deciso di dire basta perché la misura è colma,
anche perché il mio tempo libero anche se sono pensionato lo posso dedicare
altrove visto che non percepisco alcun compenso per il ruolo svolto fino ad
oggi. Quando in società vengono a mancare i principi base che sono il rispetto
e la fiducia, penso che sia giusto togliere il disturbo.
Questo è il clima, ed è giusto che coloro che restano
lavorino con tutta la serenità e tranquillità possibile perché l’unico bene che
ci dovrebbe accomunare è l’amore e la passione per la nostra squadra cittadina.
Con molta tristezza, noi tutti abbiamo deciso di abbandonare
la nave che sino ad oggi era probabilmente troppo carica, per farla andare più
speditamente, con il vento in poppa, questo ovviamente è il mio e il nostro
augurio.
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