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Vis, tanto tuonò che piovve |
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Scritto da Redazione PesaroSport
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martedì 09 ottobre 2007 |
Punto critico sulla situazione della Vis Pesaro, una squadra che viaggia a briglia sciolte verso un futuro tutto da decifrare: ben poche, ad oggi, le certezze su cui fare affidamento
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| "Che sarà, che sarà, che sarà... Che sarà di questa vis chi lo sa???" meglio non continuare per non offendere l'unica componente a non affondare nel mare di indecenza in cui naviga il calcio che conta pesarese. Sicuramente la curva del Fano non si farà troppi scrupoli a riguardo e la delusione per un
inizio non proprio entusiasmante della squadra granata verrà in parte lenita dai disastri d’oltre Fossosejore. La formazione biancorossa pesarese rinata dalle ceneri, più che a un’Araba Fenice intenta a spiccare il volo assomiglia più a un gabbiano arenato nella melma del fiume Foglia e
invischiato in una classifica misera che la vede annaspare nella parte bassa e pericolosa del campionato. Per la squadra che sotto l’ombrellone avrebbe dovuto uccidere il campionato e tutte le rivali, non c'é male. Sei punti in altrettante partite sono un ruolino di marcia che a fine campionato
potrebbe portare a un inatteso cambio di categoria ma verso il basso. Allora ecco, inatteso ma neanche troppo, arrivare il colpo di scena che risolve la situazione, dimesso il DS Vagnini e con lui presidente. Soluzione che per ora rimane vincente solo nell’immaginario del Padre-Padrone Lorenzo
Rossi che, per legittimare la sua autorità, non ha trovato di meglio che presentare le proprie dimissioni per vedersele bocciare dal CDA, rimanendo oltretutto stupefatto e trasformando in agnello sacrificale chi, forse, è il meno colpevole di tutti: mr. Pierangelo Fulgini, chi altri se no? Il folclore del
calcio impone che l’allenatore paghi per primo gli errori, sia di chi li ha commessi sul campo sia di chi le decisioni le prende standosene seduto intorno a un tavolo. Probabilmente è proprio da qui che parte il cancro che sembra soffocare questa Nuova Vis Pesaro, da chi sta dietro le scrivanie. Ora che di certezze ne rimangono poche e nemmeno tutte gradite, i dubbi assalgono i tifosi che a quelle righe verticali bianche e rosse ci tengono, che macinano chilometri su e giù per la regione con la speranza che quel maledetto pallone entri nella porta giusta per un pizzico di felicità. Era davvero necessario, per esempio, stravolgere la squadra in estate? Sarebbe davvero stato inadeguato Severini in questa categoria? Non sarebbe stato più sensato fare crescere un gruppo che nella
scorsa stagione aveva già superato momenti difficili e che era costata tanta fatica da mettere insieme? La Vis Pesaro dello scorso campionato, ricordiamo, ha emesso più tessere per i giocatori che per i tifosi, facendo perdere il conto di quanti sono passati a ritirare lo stipendio persino al
ragioniere. Senza dover rivoluzionare tutto ogni sei mesi, forse, anche i biglietti non avrebbero avuto bisogno del ritocco verso l'alto di questa stagione e che hanno fatto storcere la bocca un po' a tutti i
tifosi e non solo quelli del settore Prato. Facciamo due conti, per andare al Benelli fino ora un tifoso medio ha dovuto sborsare la bellezza di 24€, esultando 2 volte per gol fatti (per altro nello stesso pomeriggio), imprecando 3 volte per averlo preso il gol e vedendo muoversi confusamente per il campo i giocatori vestiti di biancorosso. Praticamente all'anonimo tifoso "signor Rossi" ogni punto guadagnato in casa è costato la bellezza di 12€, senza contare lo stress provocato da frustrazione
subita nel vedere il niente assoluto calcistico associato al nome e ai colori della propria squadra preferita. Qui sembra che qualcuno voglia fare il gioco del pusher e del tossico, con il secondo che non può fare a meno della sua passione e il primo ad approfittarsene e a mangiargli in testa. Eppure
due anni fa, quando si iniziò a parlare di “public company” in molti rimasero anche piacevolmente sorpresi, sognavo già un piccolo Barcellona biancorosso che in una città come Pesaro avrebbe potuto trovare
un terreno fertile. La fierezza di non essere né marchigiani, néromagnoli, né di nessun’altra razza se non pesaresi avrebbe potuto essere la spinta giusta per far diventare grande una piazza che non lo
è mai stata del tutto ma che giocava a calcio quando in Italia ancora il pallone era soltanto un gioco per bambini quasi ovunque. Peccato che la passione per questo sport nella nostra città non ha lo stesso furore che ha per la pallacanestro. Almeno questa colpa il Signor Rossi (inteso come Lorenzo) non c’è l’ha e anzi un merito gli va dato. Dopo aver caldamente auspicato un dialogo tra dirigenza e tifosi, ha cercato di venire incontro ai supporters ascoltando e prendendo alla lettera quello che gli
era stato cantato dopo lo sconfortante pareggio casalingo contro il Biagio Nazzaro (fuori dai, fuori dai, fuori dai co…), peccato che i consiglieri non abbiano fatto lo stesso.
Alan Palombi
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13.
Giornata |
14.
Giornata |
15.
Giornata |
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Azzurra |
- |
Futbol Pesaro |
0:2 |
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Belvedere |
- |
Pergolese |
1:1 |
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Filottranese |
- |
Marchionni |
3:0 |
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Tavoleto |
- |
Fabriano |
1:0 |
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Offagna |
- |
San Marcello |
1:1 |
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Real Metauro |
- |
Ostra |
0:1 |
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S.Orso |
- |
Falconarese |
0:1 |
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Sirolo N. |
- |
Passatempese |
2:0 |
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Vallesina |
- |
New Relax |
0:0 |
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Falconarese |
- |
Belvedere |
0:1 |
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Passatempese |
- |
Real Metauro |
1:2 |
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San Marcello |
- |
Filottranese |
1:3 |
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Marchionni |
- |
Azzurra |
0:1 |
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Fabriano |
- |
Vallesina |
0:1 |
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Futbol Pesaro |
- |
Tavoleto |
1:0 |
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New Relax |
- |
S.Orso |
1:0 |
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Ostra |
- |
Offagna |
2:0 |
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Pergolese |
- |
Sirolo N. |
0:0 |
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Azzurra |
- |
San Marcello |
-:- |
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Belvedere |
- |
New Relax |
-:- |
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Filottranese |
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Ostra |
-:- |
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Tavoleto |
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Marchionni |
-:- |
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Offagna |
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Real Metauro |
-:- |
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Pergolese |
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Passatempese |
-:- |
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S.Orso |
- |
Fabriano |
-:- |
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Sirolo N. |
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Falconarese |
-:- |
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Vallesina |
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Futbol Pesaro |
-:- |
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