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Intervista all'ex coach Ercolessi |
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Scritto da Redazione PesaroSport
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giovedì 15 giugno 2006 |
| Pronto a ripartire da una nuova esperienza, ma senza dimenticare i cinque anni trascorsi con la Virtus |
| PESARO – E’ un Enrico Ercolessi sereno quello che si appresta a trovare un nuovo ingaggio dopo aver lavorato per cinque anni nella Virtus A&O Pesaro.
Enrico, come hai vissuto la separazione dalla Virtus?
«Ho provato la stessa sensazione di una famiglia che ti dice “questa non è più casa tua”. E’ una sensazione brutta, perché per me la Virtus è più che una semplice squadra di pallacanestro; ho vissuto 5 anni di cui 3 da capo allenatore molto intensi, in un ambiente che non ho mai vissuto come ambiente di lavoro bensì come una famiglia in cui si lavorava sodo per un obiettivo comune. Ho avuto rapporti umani profondi, di vera amicizia. La non conferma è stata una doccia fredda, nello sport si prosegue per cicli e speravo di poter terminare il mio. Ma non ho rimpianti personali o colpe di cui dolermi. Desidero ringraziare i miei vice Del Moro e Ugolini, che hanno condiviso con me una grande mole di lavoro, dimostrando pazienza e abnegazione; sicuramente il presidente Tomassini per l’opportunità che mi ha dato, oggi sono pochi i presidenti che si affidano a dei giovani per la panchina. Ringrazio tutto lo staff, in particolare le quattro persone che mi hanno accompagnato lungo tutti e cinque gli anni: Andrea Piccini, Roberto Palazzini, Fausto Morisco e Filippo Radi. Sarò sempre il primo tifoso di questa squadra».
Un giudizio sui tuoi 5 anni di Virtus
«I primi due anni li ho vissuti da vice al fianco di Tonucci, grande coach e amico. E’ stata una grande esperienza in cui l’apice è rappresentato senza dubbio dalla vittoria di Castelguelfo in cui abbiamo conquistato la serie B2. Dopo un anno di femminile sono tornato alla Virtus da capo allenatore, ho allenato 3 squadre molto diverse l’una dall’altra. Se devo scegliere tre momenti importanti per ciascuna stagione dico la vittoria a Fossombrone nella terza partita di ritorno, dopo l’innesto di Marcello Palazzi, per il primo anno; la vittoria a Como di Rosazzo nell’ultima giornata di ritorno, momento in cui abbiamo conquistato i playoff quando ad inizio stagione tutti ci davano già per retrocessi; nel terzo anno, quello appena concluso, scelgo la vittoria contro la capolista dopo sette sconfitte consecutive: per noi ha significato rialzarsi dall’abisso in cui eravamo caduti.
Qual è il tuo concetto di pallacanestro?
«Con la Virtus la mia visione di basket è passata in secondo ordine essendo che in tre anni ho avuto tre roster molto diversi tra loro. Questo mi ha impedito di dare continuità. Il mio compito è stato principalmente quello di massimizzare le qualità tecniche e fisiche dei giocatori a mia disposizione, utilizzando il metodo più adeguato. Ho sempre fatto di necessità virtù. I due aspetti principali del gioco che privilegio sono la grande applicazione difensiva associata ad un attacco in grado di rendere pericolosi tutti i giocatori in campo».
Hai ricevuto diverse offerte, al momento c’è un discorso più avanzato di altri?
«E’ vero ho ricevuto diverse offerte che valuterò con molta attenzione, senza fretta, vagliando attentamente i programmi. Sono disposto a rischiare un incarico professionistico»
Sei disposto a scendere di categoria? E ad andare al di fuori della regione?
«Per quanto riguarda la categoria, mi piacerebbe rimanere in B2 ma un progetto valido anche in una serie minore mi alletterebbe molto. Non ho pregiudiziali a lavorare fuori dalla regione, magari prendendo anche una aspettativa al lavoro, di fronte ad un’offerta importante prenderei seriamente in considerazione l’ipotesi. Per me sarebbe un’occasione importante per migliorarmi e fare esperienza».
Hai sempre allenato i giovani, pertanto la prospettiva di allenare un team di ragazzi non ti spaventa.
«Ho sempre allenato i giovani, e il fatto che la Virtus Pesaro abbia deciso di puntare su di essi aumenta il rammarico per la mia mancata conferma. Ho ricevuto i complimenti di Recalcati per via del fatto che sono stato il coach che ha concesso più minutaggio di tutta la B2 agli under. Credo che questo sia sufficiente a dipingere lo stimolo che ho nel lavorare con i ragazzi».
(Comunicato Stampa Virtus A&O) | |