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Championshow: riflessioni a freddo. PDF Stampa
Scritto da Redazione PesaroSport   
mercoledì 30 novembre 2005
A due settimane dalla fine del Championshow si possono finalmente stendere delle riflessioni più realistiche e neutrali
(a cura di Andrea Ferri)
Un appassionato come il sottoscritto avrebbe sicuramente voluto di più: c’erano tutte le componenti per fare di quel week-end un momento da ricordare sia per i tifosi, che finalmente avrebbero potuto toccare i loro eroi, sia per i protagonisti delle due ruote che, liberi da classifiche o da sponsor, si sarebbero potuti divertire e dedicare esclusivamente allo spettacolo.
Ma tutto questo è stato un miraggio. Le motivazioni sono molteplici ma la cosa più deludente è stata sicuramente l’assenza del pubblico delle grandi occasioni, eppure l’anno passato a dispetto del tempo (che nell’ultima giornata aveva addirittura allagato parte degli impianti) una marea di appassionati si muoveva di continuo tra fango e transenne pur di non perdere le competizioni che si susseguivano in modo incessante e che vedevano protagonisti campioni mondiali e non di tutte le categorie (Motogp, SBK, Rally, Enduro, Supermotard, Kart, Minimoto ecc.) confrontarsi in ogni specialità regalando agli spettatori una giornata storica.
Quest’anno l’atmosfera non era paragonabile. Sicuramente la temperatura rigida non ha aiutato ma l’affluenza è stata abbastanza deludente anche se erano presenti parecchi piloti di grido: Valentino Rossi, Dovizioso, Xaus, Kallio, Talmacsi, McRee, Ravaglia nonchè gli intramontabili pluricampioni Giacomo “Mino” Agostini, Eugenio Lazzarini (pesarese DOC).
Le cause possono essere molteplici: il costo del biglietto a detta di tutti un po’ eccessivo, i padiglioni espositivi ridotti, la concomitanza con l’ultima prova iridata del Supermotard, una organizzazione che al contrario della prima edizione non è riuscita a valorizzare il materiale che aveva a disposizione, forse troppo concentrata sulla stella principale (Valentino Rossi) che esaurito il suo compitino è sparito all’interno dei padiglioni trascurando sia i tifosi che la stampa.

Vanno elogiati comunque tutti i concessionari di moto pesaresi che hanno partecipato in maniera del tutto privata con stand completi conditi con una disponibilità e cordialità da manuale; la FIAT, che ha presentato la nuova Punto sia in versione stradale che equipaggiata per il mondiale Rally (alla quale facciamo un enorme in bocca al lupo) oltre a tutta la gamma dei modelli giovanili, ma soprattutto ha portato tutte le auto storiche del gruppo che hanno lasciato un segno nella storia motoristica mondiale sia dei Rally che della pista come la mitica Lancia Stratus o quel mostro di potenza del Deltone da 500 cv oppure dalle barchette prototipo che dominarono nelle loro ere tanto per citarne alcune.
Molto apprezzato il padiglione delle moto storiche, forse il più emotivamente coinvolgente. Erano esposti vari modelli che hanno scritto la storia delle due ruote in tutto il mondo ed in tutte le competizioni: le MV AGUSTA di Agostini, le leggendarie BENELLI dell’indimenticato Renzo Pasolini e Walter Villa, la Yamaha di Jarno Saarinen oltre alle Aermacchi HD con cui il povero Paso perse la vita insieme a Jarno in quel maledetto 20 maggio del 1973 durante il Gran Premio delle nazioni a Monza.
Speriamo comunque che l’appuntamento venga ripetuto anche i prossimi anni perché con alcuni aggiustamenti potrebbe diventare un nuovo concetto di spettacolo unico nel suo genere coniugando motori, passione, divertimento e soprattutto quel contatto diretto con i propri idoli inavvicinabili durante tutta la stagione.


On-off
Andrea Ferri
 
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