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Il punto sulle due ruote PDF Stampa
Scritto da Redazione PesaroSport   
martedì 08 novembre 2005
Terzo posto per Valentino Rossi nell'ultima prova del Mondiale Motogp a Valencia. L'altro pesarese, Baldolini, si è classificato diciottesimo in 250 dopo un dritto a metà gara.
(a cura di Andrea Ferri)

L’ultima prova del Mondiale Motogp si e’ svolta, come accade da alcuni anni a questa parte, sul circuito di Valencia. Non una delle piste più belle e i piloti della massima categoria non lo nascondono: strada troppo stretta e tortuosa per i loro missili, con un unico vero curvone, quello a sinistra prima del traguardo dove chi ha talento e attributi può fare la differenza. Nonostante questo nessuno arriva qui di malumore: la Spagna è sempre una delle poche oasi felici del motociclismo moderno infatti, considerando il circuito portoghese del Estoril, nella penisola iberica si disputano 4 delle 17 prove del mondiale e la costante è sempre la stessa: sold out – tutto esaurito.

Sembrano lontane anni luce le desolanti immagini degli spalti che hanno accompagnato l’ultimo gran premio della Turchia dove il povero Melandri, vincitore della sua prima gara nella massima categoria, salutava le tribune completamente vuote: qua siamo su un altro pianeta, uno spettacolo unico di pubblico e coreografie che circondano la pista e non solo per tutto il weekend. Il centro della città si trasforma in un vero e proprio motoraduno sterminato con caroselli infiniti di moto provenienti da tutta Europa, spettacolo paragonabile sicuramente al nostro Mugello anche se nel caso italiano rimane circoscritto all’interno autodromo.

Ma veniamo alla cronaca: nella 125 Luthi (Honda) si è laureato campione del mondo disputando una gara da vero calcolatore. Con i 23 punti di margine su Kallio (KTM) per il piccolo Thomas sarebbe bastato arrivare tredicesimo per vincere il titolo e così è stato: rimanendo sempre coperto attorno alla 10° posizione lo svizzero si è tenuto alla larga dai guai concludendo nono e diventando così il terzo campione del mondo elvetico della storia in questa categoria dopo quarant’anni. Veloce per tutta la stagione, Luthi ha commesso pochissimi errori rimanendo sempre nelle posizioni di vertice, mostrando una sicurezza e decisione tale da farlo prevalere su piloti più sfrontati e alle volte più veloci di lui. Complimenti.

Magra consolazione per Kallio che ha vinto la gara all’ultima curva superando il nostro Pasini e relegando l’italiano al terzo posto dopo aver regalato al suo compagno Talmacsi la piazza d’onore.

Per la cronaca, Kallio ha perso il mondiale per 5 punti: proprio quelli che alcune gare fa gli aveva letteralmente rubato il compagno Talmacsi beffandolo sulla linea del traguardo ed ignorando il perentorio ordine del team KTM di rimanere dietro al proprio caposquadra regalandoci una delle pagine più comiche della stagione. Vatti a fidare dei compagni di squadra…

Nella 250 Pedrosa ha dominato la gara. Superato il poleman Lorenzo, ha imposto un ritmo pazzesco sgretolando il record della pista che resisteva dal lontano 2000 (Nakano su Yamaha) e regalandoci l’ultima perla di una stagione trionfale, l’ultima prima di lasciare la “quarto di litro” che lo ha visto dominatore incontrastato negli ultimi due anni per entrare dalla porta principale (team ufficiale Honda) nella classe più difficile e dura che esista. In bocca al lupo.

Lorenzo è finito secondo mentre Casey Stoner ha concluso terzo molto staccato dai primi due. Quarto De Angelis e nono Andrea Dovizioso a causa di un errore al primo giro. Il nostro Alex Baldolini, veloce pilota di Montecchio, si è classificato diciottesimo a causa di un dritto a metà gara, mentre lottava per la zona punti.

In Motogp Marco Melandri si è imposto sul velocissimo Hayden tenendo un ritmo vertiginoso per tutta la gara: il ravennate sapeva che non avrebbe mai dovuto rallentare il ritmo perché alle sue spalle stava arrivando Rossi con la solita furia. Valentino è partito quindicesimo a causa una caduta nelle fasi finali delle prove che ha disputato con evidenti problemi di assetto e ci ha regalato un altra gara superlativa: alla fine del 1° giro era già nono, attorno al 7° superava un ottimo Checa (Ducati) prendendosi la terza piazza. Nelle ultime tornate, a gomme finite, Rossi girava di passo in ‘32 basso, mentre i due fuggitivi riuscivano a mala pena ad andare sotto i ‘33 arrivando a soli 2,5 secondi da Hayden dimostrando una capacità unica di mantenersi velocissimo in tutte le situazioni, soprattutto in quei momenti dove l’aderenza è al limite.

È qui la vera differenza che c’è tra lui ed il resto della truppa, ed è proprio qui che gli sfidanti per il titolo 2006 dovranno migliorare se vorranno impensierire il cannibale di Tavullia e spodestarlo dal suo trono che dura ormai da un lustro. Facile a dirsi…

Da non dimenticare, l’impresa compiuta da Loris Capirossi che, dopo il grave infortunio con problemi al polmone di 3 settimane fa, si è classificato settimo preceduto di poco da un Biaggi in aperta rottura con la squadra e la Honda pregiudicando la sua posizione per il prossimo anno.

Andrea Ferri

On – Off

 
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